Il Libro “Io vi dichiaro marito e marito”

di Federico Rovea *
pubblicato il 9 maggio 2014
Il Libro “Io vi dichiaro marito e marito”

Complessità è la parola chiave per accostarsi alla questione dell’omosessualità senza pregiudizi, rispettando i vissuti personali ed evitando di cadere in sterili giudizi assoluti.
Giannino Piana e Francesco D’Agostino scelgono una strada difficile nel loro Io vi dichiaro marito e marito: sciogliere con l’argomentazione alcuni pregiudizi legati all’omosessualità per darne una visione antropologicamente fondata e non relativistica. Riesce pienamente nell’intento in alcuni passaggi, altri risultano più deboli.

Un quadro del complesso mondo omosessuale: ricerca scientifica e psicoanalitica

L’introduzione è decisamente convincente: l’idea di fondo del volume è quella di «parlare di persone omosessuali più che di omosessualità». Il discorso si sviluppa presentando i risultati della ricerca scientifica e psicoanalitica riguardo all’insorgere e allo svilupparsi di tendenze omosessuali, distinguendone varie forme e costruendo un quadro convincente e preciso del complesso mondo omosessuale. L’esclusione dal discorso delle forme di omosessualità transitorie come quelle adolescenziali o quelle legate a specifici traumi psicologici è un segno del rigore che guida le intenzioni del volume; allo stesso modo non sono taciute alcune perplessità sulla formazione delle tendenze omosessuali come narcisismo emotivo o compensazione di altre mancanze.

Il valore sociale e personale delle unioni omosessuali

Una volta delineato un quadro generale, il discorso si proietta sul valore sociale e personale delle unioni omosessuali. Qui la questione diventa più complicata. Infatti se l’omosessualità può essere riconosciuta in alcuni casi come un vero e proprio «modo di stare al mondo» che pertiene alla sfera del privato, le unioni omosessuali hanno una serie lunga e complessa di ricadute sulla società tutta che non devono essere ignorate.

Il volume insiste – portando buone ragioni – sulla complessità del valore della fecondità: dal momento che possiamo parlare non solo di fecondità in senso biologico, ma soprattutto in una più ampia accezione di apertura della coppia al bene dell’altro, non possiamo escludere la necessità di una certa accettazione da parte del mondo cattolico di questo tipo di unioni. L’argomentazione è buona, ma purtroppo rivela un velo di ideologia relativista nel momento in cui afferma che «si sono per questo moltiplicati movimenti, gruppi e associazioni di omosessuali che rivendicano il riconoscimento di diritti civili, il gay pride è la punta d’iceberg di un processo assai più ampio».
Riconoscere la legittimità di tutte le richieste del variegato movimento gay è un atto di ingenuità, lo dimostra la citazione di una attività più carnevalesca e trasgressiva che di lotta politica come il gay pride.

Quale riconoscimento dare alle unioni tra persone dello stesso sesso?

Interessante e complesso il capitolo dedicato a quale riconoscimento dare alle unioni tra persone dello stesso sesso. Nel testo sembrano coesistere due posizioni diverse: da un lato la fedeltà all’istituzione matrimoniale come strumento irrinunciabile della società per garantire la propria sopravvivenza, dall’altro l’accettazione di una modernità fatta di relazioni liquide e multiformi. È innegabile che un qualche tipo di accettazione e riconoscimento sociale sia necessario – è la realtà che lo chiede oltre qualsiasi dottrina – ma è altrettanto importante una elaborazione culturale adeguata che eviti l’equiparazione di forme di convivenza che per loro natura sono molto diverse. L’argomento della odierna crisi del matrimonio – per esempio – non ha valore per giustificare la legittimazione di unioni più reversibili, ma dovrebbe spingere a una profonda riflessione sul valore che tale istituzione ha e sul perchè di tale crisi.

In questo senso l’ultima parte del volume – nella quale il professor D’Agostino si occupa più nello specifico del diritto familiare – sembra più equilibrata, specialmente quando legittima le unioni omosessuali in forme diverse da quella matrimoniale (dove “diverse” non implica un giudizio di valore ma un riconoscimento della complessità della situazione).

Il volume nel suo complesso è stimolante, porta argomenti validi e meritevoli di discussione. La lettura richiede senso critico, ma suggerisce di non rinchiudere la questione dell’omosessualità dentro griglie ideologiche per aprire ad un ascolto vero delle istanze di un mondo che sempre più chiede di essere capito in profondità.


D’AGOSTINO F., PIANA G.

Io vi dichiaro marito e marito

Il dibattito sui diritti delle coppie omosessuali

Collana Problemi sociali oggi
San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2013, pp.160
€ 12,00 (cartaceo), € 5,99 (e-book)

(*) Federico Rovea
Studente in Filosofia - Università degli Studi di Torino
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