Il Libro «Nascita e ri-nascita» di Bello A.A., Pezzella A.M.

di Gabriella Oldano *
pubblicato il 29 giugno 2017
Il Libro «Nascita e ri-nascita» di Bello A.A., Pezzella A.M.

Con la nascita si dischiude un mondo nuovo, una cultura aperta alla vita. «Non si pensa mai fino in fondo alla propria nascita come ad un inizio di una vita che contribuisce a dare un senso nuovo alla vita di chi ci è più vicino ma anche alla storia dell’umanità»: queste sono le parole di Anna Maria Pezzella, docente di Filosofia dell’Educazione di Pedagogia presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, tratte dalla sua prefazione a un saggio filosofico e interdisciplinare sul tema Nascita e ri-nascita. L’elogio della vita (Lateran University Press, Città del Vaticano 2017, pp. 140), del quale è curatrice con Angela Ales Bello, professore emerito di Storia della Filosofia Contemporanea, anch’ella presso il medesimo ateneo.

Nascita e ri-nascita nel pensiero filosofico contemporaneo

Il volume, che prosegue il percorso accademico di riflessione su questioni educative della contemporaneità trattato in L’avventura educativa e in La comunicazione interattiva, consta di due sezioni dedicate alla nascita. La prima parte è intessuta di contributi filosofici. Si ripercorre il pensiero contemporaneo del concetto di “cominciamento” e “ri-cominciamento” (nascita e ri-nascita) attraverso quattro studiosi di fama internazionale da H. Arendt a M. Henry a P. Sloterdijk a María Zambrano (S. Zucal). Poi Angela Ales Bello sottolinea come la consapevolezza dell’esperienza del vivere inizia nei primi due anni di vita attraverso un processo graduale che parte da una fase biologica dove il tutto viene vissuto in modo “passivo”. Ad esempio il pianto di un infante rivela un profondo disagio di cui è però inconsapevole. Analizza l’importanza dell’educazione intellettuale e spirituale assunta con atteggiamento critico e costruttivo. Nicoletta Ghigi propone un cammino fenomenologico in cui giunge a descrivere la maturazione della persona nell’incontro con gli altri e l’ambiente circostante. Sul senso del nascere, se poi si debba soffrire, partendo dai versi poetici leopardiani si sofferma Michele d’Ambra che spiega: «solo la riscoperta del significato autentico dell’amore come fonte e alimento dell’esistenza può condurre ad accogliere il senso vero della nascita intesa come l’essere adagiati in uno spazio e in un tempo che ci sono dati al fine di realizzare il compito che siamo chiamati a svolgere, compito unico e del quale abbiamo una responsabilità assoluta».

Analisi interdisciplinare

La seconda parte comprende diverse prospettive legate al tema della nascita: pedagogica (il percorso di formazione personale) di Anna Maria Pezzella, psicologica (il rischio della depressione post-partum e i connessi problemi di identità e fragilità psicologica) di Angiola Iapoce), sociologica (un recupero del valore della vita nella cultura del rischio del mondo giovanile) di Claudia Caneva e infine bioetica (il rispetto per la vita umana in una società dove la tecnologia si pone anche come sfida al pensare dell’uomo) di Francesco De Macedo.

«Formarsi vuol dire portare ad autenticità la persona»

La crescita personale è un percorso lungo e difficile in cui sono coinvolti diversi aspetti intellettivo, affettivo e relazionale, ma «porta ad autenticità la persona», afferma Anna Maria Pezzella. Elementi importanti sono la fiducia reciproca tra l’adulto e il giovane, la responsabilità della formazione valoriale che spetta agli adulti perché altrimenti si rischia di passare dalla ricchezza di una cultura pedagogica all’aridità di una pratica pedagogica che non mette i giovani di fronte ad un dover essere. Ma proclamare un valore vuol dire incarnarlo nell’azione e solo in questo modo sarà possibile prospettare ai giovani percorsi educativi virtuosi rispetto ai quali confrontarsi in modo consapevole e dunque scegliere.

L’educazione da parte dell’adulto terminerà quando avrà accompagnato il giovane a prendere in mano la propria vita per continuare il percorso di vita formativo in modo personale. È anche vero che per raggiungere tale fine l’adulto educatore deve saper entrare in una relazione autentica con l’altro, partendo «dai bisogni educativi di chi si ha di fronte, si vede comprendere, capire cosa desidera da sé, ed aiutarlo a costruire un proprio percorso in cui sentirsi realizzato».

Pezzella infine evidenzia come l’amore che si esprime nell’atto educativo sia «il prodotto non di una scelta professionale, ma di una vocazione alla guida» perché «l’atto educativo autentico conduce alla creazione di un nuovo modo di stare al mondo; è un nuovo inizio in quanto indica una svolta o anche semplicemente un proseguire con spirito rinnovato sulla strada già intrapresa».


 

A. Bello - A.M. Pezzella, nascita e ri-nascita, Pul 2017

 

BELLO A. A., PEZZELLA A.M.  (eds.)

Nascita e ri-nascita

L’elogio della vita

Collana «Dialogo di filosofia 26»
Lateran University Press, Città del Vaticano, pp. 140
€ 20,00

(*) Giornalista freelance
Bioetica News Torino
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