Il Libro “Vita, ragione, dialogo. Scritti in onore di Elio Sgreccia”

di Federico Rovea *
pubblicato il 7 febbraio 2013
Il Libro “Vita, ragione, dialogo. Scritti in onore di Elio Sgreccia”

Ci sono persone che entrano nella vita accademica con la forza dirompente degli innovatori. Persone che fanno fatica a collocarsi in questo o quel settore scientifico disciplinare perché il sapere che propongono rompe tutti gli schemi fino ad allora precostituiti. Pongono nuove domande e offrono nuove risposte, o per lo meno stimolano a cercare nuove soluzioni a problemi che col tempo si sono andati cristallizzando fino a creare delle barriere oltre le quali non si riesce ad andare. Elio Sgreccia è stato uno di questi.

In queste righe di Paola Binetti è espresso con chiarezza l’intenzione che ha guidato gli autori dei 51 interventi contenuti nel volume Vita, ragione, dialogo. Scritti in onore di Elio Sgreccia: rendere omaggio ad un grande studioso e ad un grande innovatore ma soprattutto ad un maestro. Gli autori espongono con rigore scientifico ma anche con trasporto personale come il Cardinale Sgreccia abbia rivoluzionato l’approccio alle scienze biomediche, abbia di fatto introdotto nell’ambiente accademico italiano la riflessione bioetica ma soprattutto abbia segnato profondamente il percorso professionale ed umano di un gran numero di studiosi e professionisti.

Il personalismo ontologicamente fondato, il pensiero sviluppato da Sgreccia a partire dalla filosofia patristica e neoscolastica, è presentato nella sua naturale multidisciplinarietà come quell’orizzonte di senso capace di guidare l’agire scientifico al servizio della piena realizzazione dell’uomo nella sua totalità di corpo, anima e relazioni.

Dalle problematiche strettamente mediche come l’interruzione volontaria di gravidanza, le questioni di fine vita, l’obiezione di coscienza o la gestione del rapporto medico-paziente ai temi più politici come la disabilità o l’etica sociale, il personalismo viene applicato dagli autori ai più diversi ambiti dimostrandone la duttilità ma anche la fondamentale unità di indirizzo. La lotta all’accettazione acritica dei risultati della ricerca scientifica e la difesa della dignità dell’essere umano ma contemporaneamente l’apertura costante al confronto con l’altro e con il progresso sono solo alcune delle caratteristiche che fanno della bioetica personalista un pensiero aperto verso il futuro.

Altro tratto più volte ripreso è la connotazione squisitamente filosofica dei lavori di Sgreccia: il rigore del pensiero e il riferimento a principi puramente razionali e dunque universalmente condivisibili (ma costantemente nell’alveo della dottrina cattolica) hanno permesso al pensiero personalista di inserirsi con ottimi frutti nel dibattito bioetico senza farsi chiudere dal dogmatismo, ma mettendo in luce proprio l’universalità della proposta cristiana.

Costante è il riferimento alla dignità dell’uomo in quanto essere umano, in tutte le fasi della sua esistenza ed in tutti gli aspetti della sua vicenda terrena: il contrasto è chiaro con i modelli bioetici che relativizzano l’essere persona a determinate fasi della vita o alla possibilità di esercitare certe funzioni; ma nonostante le differenze con altri sistemi di pensiero, il Cardinale  Sgreccia, come viene ricordato in modo particolare dall’articolo di Vittoradolfo Tambone, non si è mai posto in atteggiamento polemico con altri pensatori ma ha sempre tenuto fede al rispetto per l’altro e per il suo pensiero, pur nella ferma difesa della verità.

I  casi concreti in cui la proposta personalista si dimostra rivoluzionaria sono molti e diversificati: sono presenti interventi di ambito giuridico, sulla pratica medica, sulla ricerca scientifica ma anche filosofici, come l’innovativo lavoro di Vincenza Mele sulla declinazione al femminile della riflessione bioetica. In ognuno di questi ambiti la difesa della dignità dell’essere umano si dimostra essere la via per un reale progresso, che non sia solo asservimento alle scoperte tecniche e biotecnologiche ma che pieghi la conoscenza alla realizzazione vera dell’umano.

Il ricordo commosso di un maestro impegnato nella testimonianza oltre che nel pensiero fa da sfondo a tutto il volume e l’unità di vita e di riflessione è forse la caratteristica che più chiaramente traspare della personalità del Cardinale Sgreccia, rigoroso nel lavoro intellettuale ma sempre semplice nel rapporto e nella vita. Non a caso buona parte degli interventi si conclude con «Grazie Don Elio».


Associazione Scienza e Vita (edd.)

Vita, ragione, dialogo. Scritti in onore di Elio Sgreccia

Scritti multidisciplinari in omaggio al fondatore del personalismo ontologicamente fondato
Cantagalli, Siena 2012
pp. 568, € 25,00

(*) Federico Rovea
Studente in Filosofia - Università degli Studi di Torino
© Riproduzione Riservata