Il Libro «Vita salute e società» a cura di Ciaceri – Larghero – Mastinu – Stobbione

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 16 marzo 2016
Il Libro «Vita salute e società» a cura di Ciaceri – Larghero – Mastinu – Stobbione

Il  volume «Vita, salute e società non nasce a tavolino, ma raccoglie un ormai lungo cammino di riflessione proposto dall’Associazione «Bioetica & Persona Onlus» di Asti che si è innanzitutto preoccupata di darsi una solida formazione di teologia morale e poi ha sentito il bisogno di affrontare anche in pubblico problematiche di grande rilievo per la vita delle persone e della comunità nel suo complesso». Queste sono le parole di presentazione di monsignor Francesco Ravinale, vescovo della Diocesi di Asti. Assieme a quelle della prefazione di Enrico Larghero, medico, teologo morale e bioeticista, nonché tra i curatori del volume, che scrive:  «racchiude una pluralità di stimoli e attraverso la lente della bioetica cerca di interpretare i fenomeni individuali e sociali del mondo contemporaneo declinandolo attraverso istanze culturali e valoriali», ne percorriamo alcuni dei più significativi passi del testo.

Entriamo nella lettura della prima sezione  dedicata a «Vita, società e fragilità». Al senso della fragilità umana e della sofferenza aperto anche alla «vulnerabilità, dipendenza e incompiutezza [che] sono infatti dimensioni costitutive di ogni persona anche se assumono una connotazione più drammatica ed inquietante in determinate  condizioni di vita» ci conduce il teologo morale don Marco Andina attraverso un’accurata analisi biblico-teologica del secondo e terzo capitolo della Genesi e una riflessione escatologica in risposta agli interrogativi posti da Qoelet e da Giobbe. Invece il professor Guido Lazzarini, docente di Sociologia della Salute presso la Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Torino, discute dell’esigenza di un nuovo percorso di welfare che sviluppi «una cultura che favorisca la crescita della dimensione comunitaria attraverso la promozione di comportamenti di prossimità, di cooperazione per la soluzione di problemi comuni». Interpretato come well-being non solo in senso materiale ma anche inteso nell’avere buone relazioni con la natura, le persone, la società e se stessi, per il sociologo il nuovo modello consisterebbe in politiche sociali mirate non solo a favorire una risposta ai bisogni della famiglia, del mondo del lavoro, istituzioni ed organizzazioni di terzo settore ma anche a promuovere la creazione di capitale sociale.

Poi ci si addentra nella pluralità di voci del capitolo «Dignità di vita, salute e società» che contiene relazioni in cui competenze diverse del mondo sanitario trattano il rapporto medico/infermiere e la persona malata. Sulla questione attuale e ancora spinosa delle dichiarazioni anticipate di trattamento, ovvero testamento biologico, Tiziana Stobbione, dottore di ricerca in Scienze Organizzative e Direzionali e docente presso la Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Torino, offre una disamina della situazione europea e, in particolare, italiana, sollevando per quanto concerne l’Italia, dove non vi è tuttora una normativa che disciplini tale materia, numerosi interrogativi e criticità intrinseche ad  aspetti deontologici  e giuridici dell’operatore sanitario, con riferimenti anche ai concetti di eutanasia e accanimento terapeutico.

Alessandro Mastinu scrive invece di «Educare alla salute». Trae spunto dalla personale esperienza di medico ospedaliero e membro del comitato etico Aso S. Croce e Carle di Cuneo. Inizia dal concetto di salute riferita «ad aspetti biologico-funzionali ma anche relazionali» che è anche  «strettamente connesso ad elementi culturali e sociali, per cui non è dappertutto oggetto di identica percezione, e la sua interpretazione è cambiata nelle diverse epoche storiche o si manifesta in consuetudini diverse nelle differenti età e situazioni della vita umana». Prosegue poi sull’importanza del tema dell’ascolto verso i ricoverati e i loro familiari analizzando i dati di un rapporto della fondazione Ghirotti sul vissuto di sollievo negli ospedali italiani nel 2010 e sul fronte dell’operatore sanitario la gestione sul piano professionale e umano della relazione con il sofferente.
Marisa Quirico presenta l’aspetto comunicativo nell’alleanza terapeutica descrivendo la propria esperienza di infermiera in un reparto di rianimazione. Nella fase in cui non vi è più speranza nella cura l’accompagnamento a morire  della persona «costituisce un impegno complesso che presuppone la pratica dell’etica delle virtù, la capacità di affrontare le problematiche del limite, del morire», asserisce Donatella Ciaceri, medico di direzione sanitaria presso l’Asl di Asti. Ella descrive la fragilità e dignità del morente nel percorso di medicina palliativa che, a suo dire, in futuro  «dal punto di vista etico ed antropologico dovrà fare i conti con nuove sfide e con i limiti stessi della medicina».
Invece la psicologa analista e direttrice Soc di Psicologia Clinica e della Salute Asl di Asti Paola Cuniberti presenta in modo ben articolato alcune riflessioni «su aspetti del funzionamento emotivo che caratterizza i disturbi di personalità che trovano risonanza negli attuali stili di vita e modi di gestire gli affetti», quali la difficoltà di riconoscere e comunicare le emozioni; la mancanza di empatia; la difficoltà a «costruire e ricorrere a standard ideali interni», soffermandosi infine sugli stili di vita in adolescenza.

Si amplia l’orizzonte dei contributi verso la «vita, il creato e la sostenibilità» nella terza sezione. Nel discorso bioetico l’etica ambientale costituisce per il biologo e antropologo Francesco Scalfari, nonché direttore del Polo universitario di Asti,  «uno strumento indispensabile per sviluppare e stimolare  «una responsabilità collettiva nei confronti della vita del pianeta e delle generazioni future» a seguito dei tanti malesseri che affliggono il nostro pianeta Terra. Ripercorre le diverse prospettive teoriche, con le loro diverse sfumature, dei rapporti che l’uomo ha tenuto con la natura nella storia – antropocentrica,  non-antropocentrica ed ecologica profonda. Sollecita, che oggi «occorre muoversi verso un progetto che congiunga in maniera armonica e fruttuosa queste diverse prospettive, almeno là dove vi sono gli spazi per un progetto comune».
Al centro dell’attenzione di Franco Valfré, già docente ordinario della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano, sono lo studio degli effetti sulla salute dell’uomo e dell’ambiente in relazione agli animali e ai loro sistemi di allevamento, come pure le nuove sfide bioetiche  – bioetica del cibo, animale e ambientale – sulla sicurezza alimentare in un mondo globalizzato.

Concludono il volume nella quarta sezione  dedicata a «Educare alla vita. Proposte di fede» riflessioni sulla relazione tra etica, comunicazione e cultura di Michelino Musso in qualità di referente del Progetto Culturale della Diocesi di Asti e  sul ruolo dell’educatore al valore della vita attraverso un analisi del percorso delle tre fasi inizio, fine e di fragilità che la biologa e docente Nadia Bottino illustra con un approccio  didattico – formativo di tipo scientifico ed etico, arricchito dal resoconto di una straordinaria esperienza personale nella realtà scolastica.


Vita salute e società_ associazione Bioetica & Persona onlus -copertina

CIACERI D. – LARGHERO E. – MASTINU A. – STOBBIONE T. (edd.)

Vita, salute e società

Riflessioni bioetiche

Associazione Bioetica & Persona Onlus, Ivrea 2016
pp. 136, € 15,00

 

(*) redazione Bioetica News Torino
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