Il ministro della Salute passa da 13 a 16 i Paesi con divieto di accesso e transito da e per Italia per misure precauzionali Covid-19

di redazione Bioetica News Torino
redazione Bioetica News Torino
17 Luglio 2020

Con una nuova ordinanza emessa ieri, 16 luglio,  e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale al numero 178 dello stesso giorno, il Ministro Roberto Speranza ha ampliato fino al 31 luglio  la platea dei Paesi con Kosovo, Montenegro e Serbia a quella del 9 luglio scorso  i cui cittadini o persone che vi abbiano soggiornato o transitato nei quattordici  giorni precedenti l’ordinanza non possono accedere via terra o aerea,  temporaneamente in Italia per il rischio di far aumentare  la circolazione del virus Sars-CoV-2.  Spostamento vietato altresì per la direzione opposta, dall’Italia verso questi Paesi, che sono al momento 16 in tutto:   Armenia;  Bahrein; Bangladesh;  Bosnia Erzegovina;  Brasile;  Cile;  Kosovo;  Kuwait;  Macedonia del Nord;  Moldova; Montenegro;  Oman;  Panama;  Perù; Repubblica Dominicana e Serbia.

Possono accedere in Italia,  come sintetizzato e specificato nel sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale in modo eccezionale,  cittadini italiani, di uno Stato UE, di un paese che fa parte dell’accordo Schengen, del Regno Unito, di Andorra, del Principato di Monaco, della Repubblica di San Marino o dello Stato della Città del Vaticano e i loro stretti familiari – discendenti e ascendenti conviventi, coniuge, parte di unione civile, partner stabile) se sono residenti in Italia da prima del 9 luglio 2020; funzionari e agenti dell’Unione Europea, di organizzazioni internazionali, personale delle missioni diplomatiche  e dei consolati, personale militare nell’esercizio delle loro funzioni; solo per Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia: equipaggio e personale viaggiante dei mezzi di trasporto terrestre, esclusivamente per motivi di lavoro, solo per transito  – massimo di 36 ore – o breve permanenza in Italia  per un massimo di 120 ore.

Riassunte, sempre sullo stesso portale del Ministero degli Affari Esteri, vengono riportate le principali regole per spostarsi da e per l’estero:

1. a partire dal 9 luglio chi arriva in Italia dall’estero deve consegnare al vettore o alle forze di polizia un’autodichiarazione (modello  scaricabile dal sito del Ministero)

2. Non si devono fare giustificativi dei viaggi e né si è sottoposti all’isolamento fiduciario forzato per 14 giorni all’ingresso in Italia  – se non si è soggiornato in un Paese diverso nei 14 giorni anteriori all’arrivo in Italia –  con la libera circolazione che prosegue dal 1 luglio da e per Stati membri dell’Unione Europea (Italia, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria), gli stati dell’accordo di Schengen – stati non UE dell’accordo sono Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera – Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

3. Sono consentiti, sempre dal primo luglio, anche senza giustificativi del viaggio per gli spostamenti diretti verso l’Italia dei residenti nei Paesi Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Marocco, nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay. Tuttavia rimane il divieto temporaneo di accesso se provengono da  uno dei Paesi dove  in via temporanea non è  ammesso.

 4. Dal primo luglio la circolazione in Italia senza giustificativi di viaggio è ripresa per i cittadini dell’UE, degli Stati dell’accordo di Schengen, Regno Unito, Andorra, Monaco, San Marino o Vaticano, per gli stranieri residenti in uno di questi stati e i loro rispettivi familiari – coniugi, uniti civilmente, partner convivente di fatto, figli a carico di età sotto i 21 anni, ascendenti a carico.

5. Gli spostamenti diversi da quelli indicati potranno essere effettuati anche per motivo di studio oltre che per lavoro, salute, assoluta necessità, rientro al domicilio, residenza o abitazione.

redazione Bioetica News Torino
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