Il Progetto “Bioetica e Scuola”. Qualcosa di nuovo sotto il sole!

di Clara Di Mezza *
pubblicato il 3 ottobre 2012
Il Progetto “Bioetica e Scuola”. Qualcosa di nuovo sotto il sole!

Alla riscoperta del senso della vita e per orientarsi nella contemporaneità

Insegnanti e genitori sembrano ormai abituati (per non dire “rassegnati”) a sentir parlare di tagli ai finanziamenti destinati alla scuola, di limiti di spesa per progetti educativi e didattici, oppure per le ore di supplenza, così come per gli urgenti interventi strutturali che dovrebbero rendere la scuola un ambiente più sano e idoneo alla crescita dei ragazzi. È vero, la scuola oggi sta attraversando una fase critica, quasi di immobilismo. Se guardiamo, però, un po’ più in profondità, ci accorgiamo che grazie all’impegno costante e qualificato di molti docenti e alle interessanti proposte educative promosse da diversi enti o associazioni, nella scuola italiana qualcosa di nuovo e di bello si muove!

Già da alcuni anni, ad esempio, nella scuola torinese, tra le molteplici proposte per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, troviamo quelle promosse e organizzate dall’Ufficio Diocesano Scuola che, sotto la direzione di don Bruno Porta, si prefigge di avviare i giovani alla riscoperta del senso della vita e della restituzione dell’uomo a se stesso, attraverso alcune attività-laboratorio del Progetto condiviso: “Per un uomo umano”. Nell’ambito di quest’ultimo, poi, dallo scorso anno scolastico, troviamo un’interessante novità per la formazione dei giovani, ovvero il Progetto Bioetica e Scuola: vita, ambiente, salute.

Il Progetto è nato in collaborazione con il Centro Cattolico di Bioetica di Torino, che ha caldeggiato vivamente l’iniziativa alla luce di una crescente consapevolezza dell’urgenza di sensibilizzare anche il mondo della scuola sulle tematiche di bioetica. Rispondere, quindi, a tale istanza non è stato un atto “motu proprio” del Centro di Bioetica, ma ha significato recepire ed accogliere concretamente le indicazioni del Protocollo d’Intesa (siglato il 6/10/1999) tra il Ministero della Pubblica Istruzione e il Comitato Nazionale di Bioetica, in cui si sottolinea l’importanza dell’introduzione della Bioetica tra le attività di studio nel rispetto delle molteplici e significative Dichiarazioni dell’Unesco.

La grande attualità di molti temi che caratterizzano il dibattito bioetico è già in sé una ragione sufficiente per spingere gli insegnanti ad interessarsi a questo ambito culturale. Tra i compiti della scuola, infatti, vi è quello di aiutare gli allievi a orientarsi nella contemporaneità, anche attraverso una lettura critica dei messaggi che giungono dai mass-media. Ma per fare ciò, è necessaria una maggiore correttezza e completezza delle informazioni scientifiche, e di una riflessione etica per lottare contro la mentalità della cultura dominante che subordina il valore della vita alla valutazione della sua qualità. La Bioetica nella scuola può rappresentare uno degli snodi tematici per percorsi didattici interdisciplinari. Il suo impianto epistemologico, infatti, è strutturalmente interdisciplinare e favorisce la costruzione di percorsi culturali che coinvolgono diversi saperi e diverse competenze.

Sul piano didattico la Bioetica può certamente offrire un contesto epistemologico plausibile e coerente per interventi educativi riguardanti la vita, la salute, l’ambiente. Questi, difatti, sono gli ambiti principali nei quali si inseriscono le tematiche scelte e presentate nel Progetto «Bioetica e Scuola». Lo scorso anno scolastico due istituti superiori di Torino, il liceo scientifico “Segrè” e l’istituto tecnico “Parini”, hanno accolto con interesse questa proposta di confronto e dialogo rispondendo positivamente alle lezioni tenute dall’avv. Giorgio Razeto, specializzato in bioetica, il quale ha parlato ai giovani allievi delle origini e dello sviluppo della bioetica e poi ha approfondito il serio tema delle diverse forme di dipendenza nel mondo giovanile.

Gli insegnanti non possono sottrarsi a questa grande sfida culturale visto che quotidianamente si confrontano con i mondi vitali dei propri allievi e con le diverse modalità con cui questi assorbono le suggestioni della cultura dominante. In particolare devono sentirsi coinvolti i docenti di Religione cattolica, in quanto la disciplina stessa molto spesso chiama in causa questioni etiche riguardanti la dignità della vita, la morte, le scelte morali.

A chi opera in campo culturale ed educativo spetta il compito di mettere in risalto le ragioni che fondano e sostengono il rispetto della vita, in modo da poter aiutare tutti, e in special modo i più giovani, a scoprire come il messaggio cristiano illumini pienamente l’uomo e il suo esistere, trovando in esso preziosi punti di incontro e di dialogo anche con il mondo laico.

Desidero concludere questo mio breve articolo con la citazione di un importante passaggio dell’enciclica Evangelium vitae di Giovanni Paolo II, con l’augurio che le parole di questo grande uomo siano per tutti i docenti luce e guida nella difficile missione educativa dei giovani: «Urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico per mettere in atto una grande strategia a favore della vita. Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita: nuova, perché in grado di affrontare e risolvere gli inediti problemi di oggi circa la vita dell’uomo; nuova perché fatta propria con più salda e operosa convinzione da parte di tutti i cristiani; nuova perché capace di suscitare un serio e coraggioso confronto culturale con tutti» (EV, 95).


Per informazioni relative al Progetto “Bioetica e Scuola”
rivolgersi al Centro Cattolico di Bioetica, Via XX Settembre, 83 – Torino
Referente: prof.ssa Clara Di Mezza
e-mail: claradimezza@alice.it

(*) Prof.ssa Clara di Mezza
Teologa morale e Docente di Insegnamento Religione cattolica (IRC)
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