Il referendum in Irlanda, passano le nozze gay

a cura di Lara Reale *
pubblicato il 23 maggio 2015
Il referendum in Irlanda, passano le nozze gay

Gli irlandesi hanno detto sì alle nozze gay. Lo hanno annunciato esponenti di entrambi gli schieramenti impegnati nel referendum di venerdì 22 maggio. “C’è una chiara vittoria per il campo del sì”, ha detto David Quinn, direttore dell’Istituto Iona, gruppo per la difesa dei valori cattolici, mentre sono ancora in corso le operazioni di spoglio delle schede.

L’Irlanda si appresta a diventare il 22esimo Paese in cui gli omosessuali hanno diritto a sposarsi, il primo al mondo in cui si approva la riforma tramite referendum.

Con lo spoglio delle schede ancora in corso, il governo ha anticipato la notizia che il sì si è imposto nettamente, fino al 60%. Il ministro della Salute, Leo Varadkar, ha parlato di “giornata storica”, mentre il premier Enda Kenny ha aggiunto che si tratta di “un messaggio pionieristico”.

“È una rivoluzione sociale”. Con queste parole l’arcivescovo di Dublino e Primate d’Irlanda, Diarmuid Martin, ha definito la ormai sicura vittoria del sì. “La chiesa ora deve fare i conti con la realtà”, ha aggiunto. I vescovi irlandesi avevano lanciato un appello chiedendo di rispettare i valori della famiglia tradizionale.

I risultati ufficiali del referendum ancora non ci sono. Lo spoglio delle schede nelle 43 circoscrizioni è iniziato alle 9 di sabato 23 (le 10 in Italia). In serata i sì si attestavano attorno al 62,2 per cento, stando ai risultati definitivi dello spoglio delle schede in 29 dei 43 collegi elettorali in cui si è votato per il referendum. Il no si attesta attorno al 37,8%. Al momento in un solo collegio è stata registrata una maggioranza di no.

La consultazione popolare ha approvato un emendamento all’articolo 41 della Costituzione del 1937 con la nuova formula secondo cui “il matrimonio può essere contratto per legge da due persone, senza distinzione di sesso”.

La campagna per il sì è stata sostenuta dalle maggiori forze politiche anche gli esponenti più conservatori del Fianna Fail e del Fine Gael del premier Kenny hanno tenuto un basso profilo, specialmente quelli provenienti dalle aree rurali.

I Paesi europei che fino ad oggi non hanno previsto alcun tipo di tutela per le coppie omosessuali restano nove: Italia, Grecia, Cipro, Lituania, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Romania.

fonte: Avvenire

 

(*) Lara Reale
Giornalista Scientifica
Redazione Web Arcidiocesi di Torino
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