Il volontariato: gratuità, tempo, impegno e formazione

Convegno della Giornata Mondiale del Malato 2019 al Centro Congressi "Santo Volto"

di Ivan Raimondi *
pubblicato il 14 marzo 2019
Il volontariato: gratuità, tempo, impegno e formazione
 Dr Ivan Raimondi (a sinistra) vicedirettore e  don Paolo Fini  direttore Ufficio Pastorale  della Salute e  responsabile Area Sociale  -Arcidiocesi di Torino

Dr Ivan Raimondi (a sinistra) vicedirettore con don Paolo Fini direttore Ufficio Pastorale della Salute e responsabile Area Sociale – Arcidiocesi di Torino©G.OLDANO

Il tema scelto quest’anno per la Giornata Mondiale del Malato e che ci ha guidato anche durante il nostro convegno  (circa 600 persone presenti tra operatori pastorali, sanitari, cappellani, volontari, persone malate o disabili) è risultato particolarmente favorevole per tentare di liberarci da un pregiudizio molto radicato e difficile da estirpare: la convinzione che gratuità sia sinonimo di fare e/o dare in assenza di retribuzione o contributo economico.

Riflettendo sul concetto di gratuito, di gratis, non dobbiamo pensare esclusivamente alla questione economica, ma dobbiamo necessariamente introdurre altre importanti dimensioni: quella del “Tempo”, quella dell’”Impegno” ed infine quella della “Formazione”. Nel nostro agire “gratuito”, uno dei più grandi doni che possiamo offrire riguarda la possibilità di dare Tempo di qualità, Tempo buono, liberato dalle consuetudini, rivolto esclusivamente alla persona che abbiamo di fronte, soggetto di solito in situazione di estrema fragilità oppure solo desideroso di attenzione ed ascolto. Ovviamente occorre essere formati (e sapere quindi garantire il necessario impegno) per donare questo Tempo: occorre prepararsi ad un tempo che sia limitato senza pensare di poter essere presente con “sguardo” e “cuore” in modo indeterminato e senza illudere gli altri che sia possibile farlo! Occorre prepararsi ad un ascolto attento, ad un linguaggio non verbale a volte enigmatico ma ricco di contenuti, a silenzi che sembrano illimitati ma che se siamo in grado di cogliere possono darci molti strumenti per arricchire la relazione.

Il convegno, proprio per ricordare chi sono i soggetti privilegiati della Giornata, è iniziato con la testimonianza della sig.ra Maria Luisa, ospite della Piccola Casa della Divina Provvidenza. La sua testimonianza di persona malata e disabile, estremamente ricca di umanità e Fede, è stata accolta con un lungo applauso dai partecipanti che hanno potuto apprezzare la forza che scaturisce da un saldo percorso di Fede e da un ambiente unito, una Comunità dove ad ognuno si chiede di poter dare in base alle proprie capacità.

La relazione introduttiva dell’Arcivescovo Mons. Cesare Nosiglia e quella del prof. Lino Grandi, Direttore Generale Scuola Adleriana di Psicoterapia,  hanno posto le basi teologico-pastorale e psico-antropologica della nostra mattinata: il tema del Gratuito è stato affrontato da molti punti di vista, con riferimenti evangelici e filosofici, in un percorso ideale che partendo dall’esempio di Gesù è giunto sino alla dinamica delle relazioni umane ed alla dimensione esistenziale dei gruppi e degli individui in rapporto al tema della gratuità.

La testimonianza di due Ministri Straordinari della Comunione – Graziella Rosso ed Enrico Gallo – ci ha aiutato a comprendere appieno l’importanza di un Ministero che porta Eucaristia ma anche vicinanza, ascolto, perpetuando la Comunione con la Comunità di appartenenza anche nei casi di malattia o disabilità.

Abbiamo poi assistito ad altre testimonianze relative a progetti di Volontariato che vedono anche una importante collaborazione della Pastorale Universitaria e della Caritas Diocesana: Servire con Lode e Nonni con Lode. Gli interventi di Chiara Rossi e di Lucia Poloni hanno evidenziato la valenza sociale di queste iniziative che desiderano mettere in contatto i giovani con le associazioni di volontariato e con anziani fragili.

La II Sessione ha visto la partecipazione di diversi relatori che si sono alternati affrontando il tema dell’Aiuto e dell’Auto- aiuto da diversi punti di vista: abbiamo ascoltato testimonianze provenienti dal mondo delle dipendenze, delle famiglie, dei malati oncologici e della non autosufficienza. Tutte queste voci sono state caratterizzate da un forte contenuto autobiografico, che ha saputo inquadrare la fragilità umana come dimensione che deve essere valorizzata ed accolta e proprio per questo può diventare anche momento di inizio per una vita nuova, o per nuovi impegni ed iniziative a beneficio della collettività.

Don Paolo Fini, Direttore dell’Ufficio Pastorale Salute e Delegato Arcivescovile per l’Area del Sociale, ha concluso con una breve preghiera, un ringraziamento ed un saluto, ricordando in particolare la S. Messa dell’11 febbraio presso il Santuario di Santa Rita.

(*) Vice direttore Ufficio Pastorale della Salute - Arcidiocesi di Torino
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