IV. Contraccezione d’emergenza: tra effetti collaterali e gestione del rischio con uno sguardo particolare rivolto all’adolescenza – Parte I

di Mariangela Porta
Medico chirurgo Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Docente nel Master Universitario in Bioetica presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale - Sezione Parallela di Torino

9 Giugno 2020
IV. Contraccezione d’emergenza: tra effetti collaterali e gestione del rischio con uno sguardo particolare rivolto all’adolescenza – Parte I

IV.1. La contraccezione d’emergenza e gli adolescenti: un quadro generale

I dati sugli adolescenti sono allarmanti, evidenziando come negli ultimi anni si sia progressivamente abbassata l’età di inizio di comportamenti a rischio riguardo a guida stradale, fumo, uso di droghe, disturbi del comportamento alimentare, binge drinking, sessualità. Viene riferito che già a 13-14 anni i ragazzi iniziano a navigare su siti pornografici e secondo lo studio HBSC (Health Behaviour in School-aged Children – Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare) il 24% dei quindicenni ha già avuto rapporti sessuali, almeno per metà non protetti. L’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza riporta che fra i ragazzi il 19% ha rapporti sessuali prima dei 14 anni e il 73% non conosce le infezioni sessualmente trasmissibili.

Il fenomeno è trasversale, come viene osservato da studi di diversa provenienza. Uno di questi, proveniente dall’Università di Atlanta, ha preso in esame le scelte contraccettive degli adolescenti che richiedevano la pillola del giorno dopo in 5 città. Complessivamente essi usavano maggiormente il condom1, la pillola e il coito interrotto, ma molti non ne utilizzavano nessuno. Fra questi ultimi vi erano soprattutto ragazzi di 13-14 anni, mentre fra i 15 e i 17 anni era più diffuso il condom. La percentuale delle adolescenti che richiedevano per la prima volta la contraccezione d’emergenza decresceva dal 53% nella fascia d’età di13-14 anni al 15% in quella di 15 e i 17 anni, rilevando una tendenza a considerare la pillola del giorno dopo non un metodo d’emergenza ma un metodo pressoché abituale. Nel primo gruppo veniva riferito prevalentemente di non adottare alcuna contraccezione mentre nel secondo risultava più utilizzato, per quanto in maniera irregolare, il condom.

Anche un’indagine condotta dall’Università Cattolica di Milano fra 160 adolescenti, 74 maschi e 86 femmine fra i 15 e i 19 anni, divisi in 24 focus group, allo scopo di valutare conoscenze ed opinioni sulla contraccezione d’emergenza, arriva alle stesse conclusioni. I partecipanti hanno affermato l’importanza di evitare gravidanze non desiderate attraverso la contraccezione ma hanno anche manifestato la carenza di conoscenze approfondite sulla contraccezione ed in particolare su quella d’emergenza, confermando la necessità di interventi non solo informativi ma educativi2.

Risulta evidente come la preadolescenza e la prima adolescenza rimangano aree di particolare vulnerabilità, in cui alla molteplicità di messaggi e stimoli ipersessuali e ipersessuati non si contrappone una adeguata capacità di valutazione e comportamento. Negli ultimi anni le neuroscienze ci hanno rivelato come la maturazione cerebrale, in particolare a livello delle aree prefrontali, si completi a 20 anni e oltre, venendosi così a creare un divario fra il pensiero critico e il progressivo abbassamento dell’età della pubertà e dell’esordio dell’attività sessuale.

È dunque imperativo che alla richiesta di contraccezione d’emergenza gli operatori sanitari non rispondano con un mero atto prescrittivo ma con un intervento che non si limiti all’informazione sulla fisiologia della fertilità e sulla contraccezione estendendosi alla riflessione sulla salute globale e riproduttiva e alla scoperta della sessualità e della fertilità come valori.
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Note

C. CWIAK, B. HOWARD, «Sexual and Contraceptive Behaviors among Adolescents Requesting Emergency Contraception»

2 MG OLIVARI, G. CUCCI, E. CONFALONIERI, Italian Adolescents and Emergency Contraception: A Focus Group Study, in «Pediatr Adolesc Gynecol.» 2017 Feb; 30 (1): 41-46

Mariangela Porta
Medico chirurgo Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Docente nel Master Universitario in Bioetica presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale - Sezione Parallela di Torino
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