La diffusione del nuovo Coronavirus e rimpatrio di cittadini da Wuhan

di redazione Bioetica News Torino
redazione Bioetica News Torino
29 gennaio 2020

Il contagio da infezione del nuovo coronavirus che si è diffuso nella città di Wuhan della provincia di Hubei in Cina e si è esteso soprattutto nella repubblica cinese, con alcuni casi in Asia, raggiungendo anche l’Europa, è ancora  aumentato secondo i dati pervenuti dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo della Malattia (Ecdc) delle Nazioni Unite, aggiornato alle 11 di  questa mattina 29 gennaio. Dal 31 dicembre 2019  sono 6.072 i casi confermati di polmonite virale di cui 16 operatori sanitari e 132 decessi. Ieri riportava 4.500 casi e 106 decessi.

In Europa sono: 4 casi in Francia connessi a viaggi a  Wuhan e 4 casi in Germania.
Asia:  China (5994), Tailandia (14), Giappone (9), Taiwan (8), Repubblica della Corea (8), Malasia (7), Singapore (7), Vietnam (2), Nepal 1, Sri Lanka (1), Cambogia (1) e Emirati Arabi (1).
America: Usa (5) e Canada (3)
Oceania: Australia (5).

Dei decessi 132 segnalati provengono dalla Cina di cui 125 nella sola provincia di Hubei.

Anche negli  Emirati Arabi Uniti vi è il contagio di una persona e si sono aggiunti tre al precedente contagio in Germania nella zona di Baviera, associati direttamente o per contatto con persona contagiata proveniente dalla zona di contagio Wuhan.

Sono iniziati per alcuni Paesi,  Australia, Stati Uniti, Europa, grazie all’intervento governativo,  il rimpatrio dei loro cittadini consentito da parte delle autorità cinesi a cui farà seguito misure preventive per evitare la diffusione del contagio.  Secondo la bbc.com faranno ritorno  200 cittadini britannici da Wuhan con il volo di giovedì e saranno messi in quarantena per due settimane.  Anche l’Australia prevede misure preventive con la quarantena ai suoi 600 cittadini.  200 giapponesi sono già arrivati all’aeroporto di Tokyo Haneda e per altri 650 sono in programma, saranno trasferiti in ospedale. 240 americani inclusi gli operatori del consolato locale hanno lasciato  Wuhan. Così anche si prevede per 250 francesi, 700 cittadini che faranno in settimana ritorno nella Corea del Sud e i connazionali  della Malasia e delle Filippine.

Compagnie aeree cancellano i voli  verso la Cina. La British Airways per motivi di diffusione del virus e contagio i voli da Heathrow fino al 31 gennaio. Per motivi simili e diversi, come il crollo del numero dei passeggeri,  la sospensione dei voli verso la Cina riguarda United Airlines tra il 1 e l’8 di febbraio (diminuita la prenotazione), Catha Pacific Airlines dal 30 alla fine di marzo mentre Air Canada ridurrà il numero di voli. Ural Airline russa ha sospeso alcuni servizi verso le più popolari mete turistiche dei cinesi in Europa incluso Parigi e Roma per ridurre le probabilità di  diffusione del virus.

Oltre alla collaborazione sulle misure di contenimento di diffusione del virus in Wuhan e sanitarie pubbliche nelle altre province  e di condurre ulteriori studi sulla severità e trasmissibilità del virus condividendone i dati insieme al materiale biologico da parte della Cina, nell’incontro a Bejing del Presidente Xi Jinping della Repubblica cinese con il direttore generale dell’OMS tenutosi il 28 gennaio scorso, si è giunti ad un accordo sull’invio quanto prima  di esperti internazionali per lavorare con la contraparte cinese nell’intento di comprendere meglio la situazione e dare risposte efficaci a livello globale per limitare la trasmissione,  proteggere la salute e mettere in sicurezza le persone.  Viene ribadito che la fonte del virus è ancora  sconosciuta e il numero dei casi contratti al di fuori della Cina desta preoccupazione.  Il report dell’Oms segnalava per quel giorno un rischio di allerta  molto alto per la Cina, a livello regionale alto e globale altrettanto alto.

Sono annullate le prove della Coppa mondiale di sci che si sarebbero tenute in Cina nel mese di febbraio.

Si ritiene possibile l’insorgenza di casi in Europa di contagio secondario dovuto al contatto con una persona infetta.  Quel che è importante, rassicura il direttore del Dipartimento di Malattie infettive – Ministero Salute Gianni Rezza, in un’intervista all’Istituto Superiore di Sanità di ieri,  «essere pronti a reagire con le misure di isolamento per le persone infette e di ricerca e monitoraggio di altri soggetti eventualmente a rischio. Il nostro paese prevede un primo screening all’arrivo in aeroporto, che è fondamentale, ma siamo pronti anche a intervenire in momenti successivi, con anche tutte le Regioni che sono allertate. Per tutti i dubbi il ministero ha istituito il numero verde 1500, che risponde anche in cinese, e può dare le indicazioni del caso anche a chi ritiene di aver avuto contatti a rischio».  Poi sui dati che ci giungono, «anche il numero di casi e di morti che viene reso noto in questi giorni è molto probabilmente sottostimato, anche perché quelli resi pubblici sono solo i casi confermati, mentre molti sospetti devono ancora essere analizzati e finiranno quindi nei ‘conti’ dei prossimi giorni anche se l’infezione è ancora in atto». Fa riferimento alle curve epidemiche basate sull’insorgenza dei sintomi che non si possono ancora avere mentre quelle attuali utilizzano le notifiche che possono arrivare a distanza di tempo dall’inizio dell’infezione».

redazione Bioetica News Torino
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