La Salute Mentale: comprendere meglio la malattia per abbattere i pregiudizi

In occasione della ricorrenza della Giornata Mondiale

di redazione Bioetica News Torino
redazione Bioetica News Torino
14 ottobre 2019
La Salute Mentale: comprendere meglio la malattia per abbattere i pregiudizi

La persona che vive una sofferenza mentale, qualunque sia la gravità della sua patologia, ha bisogno di un sostegno psicologico/psichiatrico, un’assistenza socio-sanitaria e  una comunità che non la emargini. Il percorso, che può essere di prevenzione, cura e riabilitativo, aiuta a superare le sue difficoltà, riprendere le relazioni sociali e le attività lavorative, e laddove la disabilità è grave ad accompagnarla migliorandone il cammino di vita.

Non è vero che non si può guarire. È tra le false informazioni, che contribuiscono a stigmatizzare tale problema di salute e far sentire ancora più il disagio in chi soffre, portandolo ad isolarsi da se stesso e dagli altri. La sofferenza psichica può essere  temporanea, dovuta a determinate circostanze − economiche, di vita affettiva o lavorativa. Nell’opuscolo Salute mentale fatti e cifre contro lo stigma pubblicato dal Ministero della Salute, in occasione della Giornata mondiale per la Salute Mentale 2019 istituita dall’OMS e celebrata il 10 ottobre, riferisce infatti che «i problemi di salute mentale possono non scomparire per sempre, ma molte persone che ne sono affette lavorano, hanno famiglia e conducono una vita piena» e che «la malattia mentale non necessariamente ha un decorso negativo. Gli studi evidenziano che 1/3 delle persone guarisce completamente, 1/3 mantiene un livello medio di disturbo, con normale vita sociale e 1/3 vive invece con una grave disabilità. La falsa credenza per cui la malattia mentale è sempre una malattia incurabile porta alla perdita di fiducia, disperazione, abbandono e logorio dei rapporti interpersonali». Fa esempi di personaggi famosi come Abramo Lincoln, Leonardo Di Caprio, Adam Levine.

Dinanzi a situazioni stressanti quando gli stati emotivi come la preoccupazione, la paura, la rabbia non si riescono più a gestire e prendono il sopravvento, c’è il rischio che tali disagi diventino veri e propri problemi di salute mentale. Quando poi al prolungamento della sofferenza si accompagnano alterazioni del pensiero e/o dei comportamenti con sintomi se  si interviene in modo tempestivo e con una cura efficace il disturbo mentale può mostrarsi temporaneo, altrimenti, se si stabilizza si rischia di vivere una condizione di malattia mentale cronica.

Non si deve aver paura di chiedere un aiuto e supporto per timore di essere privato dei diritti riconosciuti a tutti i cittadini. La particolare vulnerabilità di tali soggetti – si chiarisce nell’opuscolo – richiede, infatti, che sia rafforzato, per essi, il riconoscimento di piena cittadinanza, concretamente difeso e promosso sia attraverso il rispetto dei diritti fondamentali che l’adempimento dei doveri».  Parte dal 2005 l’impegno siglato ad Helsinki tra i ministri della Salute della Regione Europea dell’Oms  a contribuire al miglioramento della  qualità di vita dei cittadini promuovendo politiche di salute mentale con attenzione a tutte le fasce di età e nel rispetto dei diritti umani e civili delle persone con disturbi mentali, espresso sinteticamente nel messaggio «Non c’è salute senza salute mentale». Ne è seguita l’elaborazione del Libro Verde (Green Paper) sulla salute mentale da parte dell’Unione Europea, che costituisce un riferimento per i governi nazionali, nel quale sono presentate piani di strategie in risposta alle diverse problematiche riscontrate.

La rete di servizi. Il primo passo per accedere alla rete di assistenza è rivolgersi al Medico di famiglia  (MMG) che può trattare situazioni che richiedono brevi interventi come  ansia e depressione mentre indirizza ad una valutazione specialistica dinanzi ad una condizione psicopatologica.  I disturbi mentali vengono trattati sul territorio  presso il Dipartimento di Salute Mentale (DSM) che presenta una variegata offerta di servizi integrati: i Centri di salute mentale (CSM) che coordinano sul territorio gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione (attività diagnostiche, trattamenti psicoterapici e psichiatrici, visite specialistiche….); i Centri diurni (CD), strutture semiresidenziali dove si svolgono percorsi terapeutico-riabilitativi personalizzati, di apprendimento delle attività di vita quotidiana nelle relazioni interpersonali per un recupero delle abilità di pazienti affetti da patologie psichiatriche ad andamento cronico; Strutture residenziali (SR) extra-ospedaliere dove il Centro di salute mentale invia cittadini affetti da disagio psichiatrico per seguire programmi personalizzati di tipo  terapeutico e riabilitativo  e socio riabilitativo; Servizi ospedalieri, quello psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC)  per trattamenti psichiatrici volontari e obbligatori in condizioni di ricovero e quello di Day Hospital psichiatrico (DH) che offre un’assistenza semiresidenziale per prestazioni diagnostiche e terapeutico riabilitative a breve e lungo termine. Vi sono poi le cliniche universitarie e le case di cura private che offrono assistenza.

Nei servizi di assistenza territoriale del SSN italiano le patologie più frequenti che risultano dai dati del Rapporto Salute Mentale del Ministero della Salute, rilevati dal Sistema informativo per la Salute Mentale (SISM) riferiti all’anno 2017, sono la depressione (tasso del 36,2 per 10mila abitanti), la schizofrenia e altre psicosi funzionali (31,8 per 10mila abitanti), le sindromi nevrotiche e somatoformi (21,3 per 10mila abitanti), la mania e i disturbi affettivi bipolari (12,3 per 10mila abitanti), i disturbi della personalità e del comportamento (11 per 10 mila abitanti).  Nel genere femminile si è riscontrata una maggiore frequenza di depressione, mania e disturbi affettivi bipolari e sindromi nevrotiche e somatoformi. Le patologie che diventano più frequenti con l’aumentare dell’età sono la depressione che raggiunge un picco di 55-64 anni in entrambi i sessi, i disturbi affettivi fino ai 64 anni. Negli anziani, ultrasettantacinquenni, si osservano invece le demenze.
Nel 2017 sono state effettuate dai servizi territoriali 11.474.311 prestazioni con una media di 15,3 per utente.
Il  Rapporto segnala 590mila accessi in Pronto Soccorso per patologie psichiatriche, corrispondente a 2,8% di tutti gli accessi e 850 mila persone assistite dai servizi specialistici.

A livello mondiale, secondo i dati dell’OMS, la depressione è la malattia mentale più comune,  per la quale soffrono 300 milioni di persone, in prevalenza donne. Segue il disturbo affettivo bipolare e schizofrenia di cui sono affette rispettivamente 60 milioni e 23 milioni di persone mentre la demenza colpisce 50 milioni di persone e si prevede un triplicarsi del numero nei prossimi trent’anni. Ritiene importante poter sostenere i bambini nell’apprendimento di abilità costruttive che consentono di  confrontarsi con le proprie emozioni con gli altri e far fronte le piccole sfide quotidiane. Un 10-20% dei bambini e adolescenti risultano affetti da disturbi mentali. Quasi la metà di tutte le malattie mentali iniziano ai 14 anni mentre tre quarti comincia entro i 25 anni.

La campagna informativa di quest’anno dell’OMS sulla salute mentale si è incentrata sulla prevenzione al suicidio. È tra le 10 cause di morte negli Usa (American Foundation for Suicide Prevenzione 2017) e la quinta in Cina dove le donne muoiono di più degli uomini per stigma, povertà, stress associati alla malattia mentale. Dai dati statistici del World Population Review 2019 i tassi più elevati riguardano Lituania (31.9 ogni 100mila  abitanti), Russia (31 per 100mila abitanti), Guyana – Sud America –  (29,2 per 100 mila abitanti), Bielorussia (26.2 per 100 mila abitanti) mentre i tassi più bassi concernono le isole Caraibiche, Barbados (0.8 suicidi per 100 mila abitanti) e Barbuda (0.5); in Giappone è la principale causa di morte tra gli uomini di età 20-40 e le donne tra i 15-34. L’incidenza cresce tra gli adolescenti nonostante il programma di prevenzione; il problema degli adolescenti e dei giovani è dato dalla loro difficoltà di accesso alle cure quando vivono una sofferenza psicologica o presentano sintomi di malattia mentale. Tra i fattori protettivi si possono includere gli elevati livelli di istruzione e stato socioeconomico, l’impegno in attività sociali, la fede (de Monedoca Lima CA, De Leo D.  e Arnautovska U. et al. in Mental Health Promotion and Suicide Prevention wfmh.global 2019).

Il Congresso internazionale sulla Salute mentale, organizzato dalla Federazione mondiale per la Salute Mentale, si terrà tra un mese, in Argentina, a Buenos Aires dal 5 all’8 novembre, e tratterà il tema dell’inclusività e del disagio e disturbo mentale declinato in molteplici aspetti, tra i quali  antropologico,  filosofico, bioetico, clinico nel campo delle neuroscienze, della psicoterapia, psicoanalisi e psichiatria, della pallazione,  dei disordini alimentari e  giuridico, intitolato «Inclusive Approaches in Mental Health. Clinic, Community and Rights».

(Aggiornamento 15 ottobre 2019)

 

 

 

 

 

 

 

 

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