Lorenzin: un piano per i neonati prematuri

a cura di Lara Reale *
pubblicato il 16 novembre 2014

Ogni anno nascono prematuri più di 500mila bimbi in Europa e 50mila in Italia. Una situazione che presenta rischi, una buona parte delle morti prima dei 5 anni di età, circa il 63%, riguarda proprio nei bambini nati pretermine. Ne consegue la necessità di un piano a tutela dei neonati “fragili”, che tenga conto di tre punti cardine: prevenzione, sicurezza dei punti nascita e assistenza post-ospedaliera. A spiegarlo, alla vigilia della Giornata mondiale dei nati prematuri, 17 novembre, è il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, annunciando specifiche linee di indirizzo.

“È estremamente importante realizzare tre cose: la prima – spiega Lorenzin – è l’assistenza e la prevenzione durante la gravidanza, evitando fattori di rischio ed elementi che possono creare problemi al feto come il fumo o l’alcol, e utilizzando l’acido folico, tema al centro di una campagna in atto. E farsi seguire dal proprio ginecologo per una corretta alimentazione e tutti gli esami clinici da fare”.

Il secondo elemento “importante – prosegue – è proprio il momento del parto, con riferimento alla sicurezza della rete di ostetricia e ginecologia. Per questo, è importante andare avanti con la chiusura dei punti nascita non appropriati, la realizzazione di una rete di neonatologia-rianimazione e anche di trasporto veloce per i bambini prematuri laddove sia necessario, una rete che sia efficiente in tutto il Paese”.

Il terzo elemento è poi quello dell’assistenza nella post ospedalizzazione, “perchè il bambino va seguito anche quando torna a casa”. Questi, assicura quindi il ministro, “sono obiettivi che si stanno incentivando nei piani di attuazione delle reti ospedaliere, con una grande vigilanza da parte del ministero e, soprattutto, nel nuovo piano nazionale per la fertilità – annuncia – sarà dato spazio a linee di indirizzo su questi temi”.

Quanto all’assistenza ospedaliera dei nati prematuri, “le azioni per migliorarla sono previste, ma devono poi essere attuate dalle Regioni”, rileva Lorenzin. Quello che emerge, avverte, “è uno spaccato che si basa molto sull’efficienza di ogni singola struttura ospedaliera, sul grado di formazione degli operatori e sulla situazione di minore o maggiore pressione in cui una struttura si trova rispetto a turni e personale presente”. La questione cioè, afferma, “è complessa ed il problema che riguarda la neonatologia abbraccia tutti gli aspetti del funzionamento della rete sanitaria”. Per questo, è l’indicazione del ministro, “ritengo che sia molto importante l’applicazione del Patto della salute proprio nella parte in cui ci sono indicatori di qualità molto forti con una possibilità di verificarli in modo costante”.

Ma c’è anche un’altra criticità fondamentale da affrontare, indica Lorenzin, per poter garantire un miglioramento dell’assistenza, pure nell’ambito specifico della neonatologia: “È molto importante riuscire a sbloccare i turn over perchè, soprattutto nelle Regioni del sud, questo sta diventando un elemento di divario di qualità della salute e non soltanto – conclude – un problema economico”.

fonte: Avvenire

approfondimenti: http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=24383

(*) Lara Reale
Giornalista Scientifica
Redazione Web Arcidiocesi di Torino
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