Malattia cronica e prospettive di vita autonoma

di William Liboni
Medico endocrinologo
Presidente Fondazione «Un Passo insieme Onlus»

19 marzo 2020
Malattia cronica e prospettive di vita autonoma

1. Introduzione

W LIBONI ai confini della vita 2020 F Tonetto

William LIBONI

L’infiammazione presenta nell’acuto una reazione provvidenziale al fine di circoscrivere, riparare eventi avversi, dovuti ad agenti fisici – chimici – biologici, sia intra che extra corporei.

Il processo, limitato nel tempo permette il ripristino della funzionalità degli organi, tessuti, sede di alterazioni patologiche. Però l’infiammazione può sussistere in forma cronica perché l’organismo non è riuscito a risolverla o perché le cause della stessa persistono.
Diverse localizzazioni sono sede di infiammazione nella nostra vita, spesso come focolai subclinici, silenti senza evidenza di arrossamento, gonfiore, dolore, ad es. le gengive, i denti, le pareti intestinali, la glia.

2. L’infiammazione cronica

L’infiammazione cronica è una minaccia costante in relazione alla sua pervasività, alla sua connessione con patologie ad andamento cronico come l’insufficienza renale, l’artrite reumatoide, rettocolite ulcerosa, insufficienza cardiaca, diabete, obesità, depressione, schizofrenia, parkinson, parkinsonismi, demenze. Secondo la definizione dell’OMS si è in presenza di “problemi di salute che richiedono un trattamento continuo durante un periodo di tempo da anni a decadi”. La malattia cronica è in effetti uno stato morboso irreversibile con un lento decorso che a differenza dell’evento acuto non ha risoluzione, guarigione o morte in tempi brevi. Non si ha un’eziopatogenesi precisa né una cura specifica. Vi è un’alterazione dell’asse neuro immuno endocrino.

I progressi in medicina molecolare, la medicina di precisione, l’elaborazione dei dati, la scienza dei dati, la prevenzione di precisione possono indicare percorsi utili e pianificare un possibile intervento terapeutico più idoneo ed oggettivare i fattori di rischio più rilevanti nel contesto della popolazione. I dati genomici ed ambientali (genetica – epigenetica) possono aiutare nella costruzione di modelli per diagnosi precoce, cura, formazione in un sistema unico multicentrico integrato sul territorio. Si esemplifica con focus sui parkinsonismi.

L’organizzazione sanitaria riorganizza secondo la nuova epidemiologia ponendo al centro dell’intervento la persona il suo contesto sociale e non solo la patologia.

Il patto di cura dell’operatore sanitario- sociale, con la persona/paziente ed il caregiver, mira a contenere nel lungo termine la disabilità, garantire la continuità assistenziale sul territorio anche utilizzando innovazioni tecnologiche, ad esempio telemedicina e teleriabilitazione.

La dieta, l’esercizio fisico, la vita sociale attiva, la continuità delle cure, lo stile di vita contribuiscono all’autonomia. La prospettiva è diversa nella durata e qualità in rapporto alla tipologia e cronicità delle singole malattie croniche che nel 2020 rappresenteranno l’80% della patologia necessitante intervento sanitario, assistenziale, sociale.

Bisogna qui però fare una precisazione: il termine autonomia in senso generico va analizzato in autonomia operativa ed indipendenza. Si potrebbe ipotizzare che il mantenimento dell’indipendenza possa essere più importante rispetto all’autonomia operativa: due aspetti che hanno diverso riscontro nella loro presenza ed evoluzione non necessariamente sincroni.

3. Risposte a:

1. L’infiammazione cronica è:
a. evento reattivo a noxa che si risolve in tempo definito con recupero della salute
b. evento reattivo a noxa che dura nel tempo senza comportare un recupero della funzione e condizione di salute
c. può essere sostenuta da più foci infiammatori

2. La paralisi sopranucleare progressiva è:

a. una malattia del movimento
b. Una taupatia
c. curabile

William Liboni
Medico endocrinologo
Presidente Fondazione «Un Passo insieme Onlus»
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