Minori e tecnologia digitale: impedire il mercato della pornografia su e accesso ai minori, protezione dei dati

Questioni urgenti evidenziate da Papa Francesco ai partecipanti del Congresso "Promoting Child Dignity" e commento di don Fortunato Noto

di redazione Bioetica News Torino
redazione Bioetica News Torino
16 novembre 2019

Garantire l’accesso sicuro dei minori alle tecnologie digitali, proteggerli dalle organizzazioni criminali e poter dar loro un mondo in cui siano tutelati nella loro dignità, nel presente  e in futuro, è un impegno urgente su cui occorre intraprendere azioni determinate dalla ferma volontà di contribuire concretamente  e responsabilmente al contrasto di ogni forma di abuso e violenza nei loro confronti per il quale tutti i settori della società debbono unire le loro forze per confrontarsi e collaborare a livello internazionale. È una sfida ardua ma su cui si deve continuare a lavorare con  grande  impegno  comune. Papa Francesco  afferma infatti ai partecipanti del Congresso internazionale Child Dignity  in the Digital World  ricevuti giovedì scorso che « La condanna morale dei danni inflitti ai minori per il cattivo uso delle nuove tecnologie digitali deve tradursi in iniziative concrete e urgenti. Più il tempo passa, più il male è radicato e difficilmente contrastabile. Lo testimoniano con preoccupazione coloro che – come diversi di voi – stanno dedicando generosamente la loro vita in questa battaglia in contatto più diretto con il crimine e con le vittime: educatori, forze dell’ordine, agenti di protezione e tanti altri».

Nella sede della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, nel Palazzo Apostolico Vaticano Casina Pio IV, giovedì  e venerdì  mattina 15 novembre, si sono confrontati sul tema esperti, accademici, decisori politici, rappresentanti di organizzazioni internazionali operanti nella lotta alla criminalità finanziaria, allo sfruttamento e alla violenza sui minori, dei  colossi della rete digitale e delle comunità religiose di fede diversa. Promosso dalla Pontificia Accademia in collaborazione con il Governo degli Emirati Arabi Uniti e la Child Dignity Alliance il congresso internazionale prosegue il percorso iniziato nel 2017 in cui si coglievano rischi e sfide dell’avanzare della  tecnologia digitale globalizzata e si discuteva di come difendere i bambini dagli abusi sessuali e dallo sfruttamento a cui ha fatto seguito, dopo l’approvazione della Dichiarazione di  Roma,  nel 2018 ad Abu Dhabi la Conferenza Interreligiosa dell’Alleanza Interreligiosa per  Comunità più sicure:  Child Dignity Online conclusasi con un’intesa che si concretizza nella Dichiarazione di Abu Dhabi.

Un’iniziativa, quella della due  giorni di Congresso con cui si vuol celebrare  la ricorrenza trentennale dell’anniversario della Convenzione dei Diritti del fanciullo istituita dall’Unicef e adottata dall’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite  il 20 novembre 1989.  La protezione dalla violazione dell’infanzia da ogni tipo di  abuso  è un tema su cui  papa Francesco si  pronunciò apertamente   nel 2014, sempre nella sede dell’Accademia Pontificia in Casina Pio IV, dove vi erano  diversi capigruppo  religiosi  riuniti, accostando  il traffico di essere umani, la prostituzione, il lavoro forzato e il traffico di organi ad un crimine contro l’umanità.

Nel discorso ai  Congressisti,  giovedì, nella sala Clementina, Papa Francesco richiama l’attenzione sul mercato della pornografia  che è in forte espansione e fa profitti sui bambini sia come vittime di abusi  sia in quello di fruitori del materiale.  Se da un da un lato, riferendosi alle vittime di abusi,  «il contrasto efficace di questi delitti orribili appare difficilissimo, molto superiore alle capacità e alle risorse delle istituzioni e delle forze deputate a combatterli», dall’altro, per il secondo caso, fa notare come «la  maggior parte degli studi scientifici concorda nel mettere in luce le pesanti conseguenze che ne derivano sulla psiche e sui comportamenti dei minori. Sono conseguenze che dureranno per tutta la loro vita, con fenomeni di grave dipendenza, propensione a comportamenti violenti, relazioni emotive e sessuali profondamente turbate». E dinanzi all’increscioso fenomeno Papa Francesco chiede di contrastarlo e far crescere allo stesso tempo una responsabilità educativa all’uso delle tecnologie.

In un mondo in cui  la tecnologia fa parte del nostro agire quotidiano dalle relazioni sociali  al lavoro come si può difendere i propri dati che ci individuano da chi ha male intenzioni?  Papa Francesco evidenzia il ruolo  che i  fornitori di piattaforme digitali hanno chiamandoli all’impegno comune su questo fronte assumendosi le proprie  responsabilità nei confronti dei mezzi che mettono nelle mani dei clienti, verso i minori, la loro integrità e futuro e  non solo rispettando «le leggi, ma anche a preoccuparsi delle direzioni in cui si muove lo sviluppo  tecnologico e sociale da loro promosso e provocato, perché tale sviluppo precede di fatto le stessi leggi che cercano di regolarlo».  Poi fa notare  che  la  libertà di espressione e la tutela della privacy delle persone devono avere come orientamento il bene comune nella società e che quindi  le autorità devono essere messe in condizioni di poter «agire efficacemente, avvalendosi di strumenti legislativi e operativi appropriati, nel pieno rispetto dello Stato di diritto e del giusto processo, per contrastare le attività criminali che ledono la vita e la dignità dei minori».

Riporta esempi di iniziative come la Safety Design  promossa dalla Commissione del Governo australiano secondo la quale l’industria digitale è tenuta ad essere anch’essa  responsabile dei suoi prodotti a partire da chi progetta e sviluppa. Oppure la verifica dell’età dei clienti sui dispositivi mobili, come avviene in alcuni paesi,  da parte delle società fornitrici che consente di poter inibire ai minori l’accesso ai siti pornografici.  L’identificazione dell’età va nella direzione di una tutela dei minori e non verso la violazione del diritto di privacy.

Un altro punto è l’impegno sul fronte della tecnologia artificiale che  scienziati ed informatici sviluppino algoritmi più capaci di contrastare le immagini illegali che circolano in rete e l’uso “perverso” del mezzo digitale  nel rispetto di un’etica.

Dalla  Terrasanta don Fortunato Di Noto presidente dell’Associazione Meter Onlus, conosciuta nel mondo per la costante e tenace lotta alla pedofilia e pedopornografia online e ogni forma di sopruso verso i minori,  nata nel 1989,  scrive,  in una nota datata 15 novembre,   commentando il discorso di Papa Francesco che ben venga un algoritmo a difesa dei bambini «ma il punto è che si possono fare tutti gli algoritmi del mondo, solo che poi non si trova chi abusa tutto questo non sarà servito a niente».  Il fenomeno della pedopornografia cresce e non se ne parla. « Si tratta di un vero e proprio catalogo dell’orrore, ci sono foto e video degli stupri su neonati fino a ragazzini di 12/13 anni. Ci sono decine di migliaia di foto e video. Decine di migliaia di bambini già abusati. E tutto tace». E aggiunge che «Da anni denunciamo la responsabilità dei colossi del web in merito a questo dramma. Papa Francesco oggi ha richiamato i responsabili, ne siamo soddisfatti. Ma adesso bisogna passare ai fatti: il fenomeno reale e virtuale degli abusi è inarrestabile e spesso Meter si domanda: migliaia di segnalazioni dove finiscono?».
Ogni anno l’Associazione pubblica i report che sono anche «piste operative di contrasto e prevenzione» e dai dati aggiornati al 21 aprile 2019 ci sono  «già 5 milioni e 826.458 foto a sfondo pedopornografico e 102.630 video pedopornografici. Tanta di questa vergogna viaggia e viene scambiata sul Deep web. Foto e video sono stati immediatamente segnalati a diverse Polizie, italiane e estere, e a numerosi Server Provider. Che spesso non hanno fatto nulla».  E proprio mentre è là, in mattinata «hanno denunciato 28 collegamenti pedopornografici su .onion, un portale del Deep Web, la parte oscura della Rete».

redazione Bioetica News Torino
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