Nigeria libera da Ebola. L’Oms: «Successo spettacolare»

a cura di Lara Reale *
pubblicato il 20 ottobre 2014

La Nigeria ha ufficialmente sconfitto Ebola. Il 19 ottobre era toccato al Senegal fare da apripista. Dopo 42 giorni senza nuovi casi sospetti, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il 20 ottobre ha formalmente dichiarato la prima economia africana un Paese «libero dalla trasmissione del virus». Si tratta «di un successo spettacolare che dimostra che Ebola si può contenere», ha commentato l’Organizzazione, anche perché sarebbe stata l’epidemia «più esplosiva che si possa immaginare».

Il primo caso segnalato in Nigeria, che è anche il Paese africano più popoloso con 173 milioni di abitanti, era stato segnalato lo scorso 20 luglio a Lagos (e confermato il 23), quando il diplomatico liberiano Patrick Sawyer era svenuto in aeroporto.

Il Paese non era preparato all’epidemia e Sawyer aveva infettato diversi operatori sanitari nell’ospedale in cui era stato ricoverato. Nei mesi successivi, tuttavia, il sistema sanitario nigeriano ha risposto in maniera integrata, lavorando molto e bene sulle misure di precauzione diffuse alla popolazione.

In effetti le aspettative erano che Lagos fosse un’incubatrice ideale:i suoi 21 milioni di abitanti sono pressoché pari alle popolazioni sommate delle vicine Guinea, Liberia e Sierra Leone, le aree più colpite. Nella metropoli nigeriana, inoltre, una parte della popolazione vive nelle baraccopoli.

Eppure lo scenario più temuto non si è verificato: con il sostegno dell’Oms, dei Centers for Desease Control and Prevention (Cdc) degli Stati Uniti ed altre organizzazioni, funzionari e operatori della sanità nigeriana hanno raggiunto ed isolato il 100% dei contatti noti a Lagos del primo contagiato e il 99,8% del secondo focolaio, a Port Harcourt, polo petrolifero della Nigeria.

Le autorità hanno messo a disposizione ampie risorse finanziarie e materiali, oltre che personale qualificato. Contrariamente a quanto osservato in Guinea, Liberia e Sierra Leone, tutti i contatti individuati sono stati fisicamente monitorati su base giornaliera per 21 giorni, pari al periodo massimo di incubazione.

La scorsa settimana un lungo articolo del “Financial Times” aveva messo in evidenza l’eccellente reazione della Nigeria alla minaccia (è del 19 ottobre che anche il Senegal è fuori pericolo, che suona come una lezione ai Paesi occidentali, nei quali forse il timore della diffusione del virus ha cavalcato più l’onda del panico che una prospettiva razionale).

Ebola ha già ucciso oltre 4.500 persone nelle vicine Sierra Leone, Guinea e Liberia (cuore dell’area colpita dall’epidemia), mentre in Nigeria i morti sono stati solo 8 su 20 casi in tutto.

di Al.An.

fonte: Sole 24 Ore

approfondimenti: http://www.epicentro.iss.it/problemi/ebola/EpidemiaAfrica2014.asp

(*) Lara Reale
Giornalista Scientifica
Redazione Web Arcidiocesi di Torino
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