Nuova bozza di Patto per la Salute: alcune novità e pareri negativi e riserve del Ministero dell’Economia

di redazione Bioetica News Torino
redazione Bioetica News Torino
6 novembre 2019

Il Ministero della Salute ha preparato la nuova bozza di Patto della Salute che, come da l’annuncio Quotidianosanità.it, va ad integrare quella precedente con alcune conferme e novità.

Il nuovo testo contiene 14 anziché 15 schede. Viene annullata quella che prevede un sistema di valutazione a livello nazionale sull’efficienza e appropriatezza degli erogatori accreditati.

Si conferma l’aumento dei 3,5 mld al Fondo sanitario 2020-2021 e il finanziamento ripartito nel triennio, che  consiste di 114.474 mld per il 2019, 116.474 mld per il 2020 e 117.974 mld per il 2021, come stabilito dalla legge di bilancio del 2018. Anche la clausola di salvaguardia finanziaria, la maggiore flessibilità dei tetti di spesa per il personale, il commissariamento solo per le regioni che sono in difficoltà gravi e l’abolizione del superticket (scheda 13).

Tra i pareri negativi da parte del Ministero dell’Economia riguarda la garanzia dei Livelli essenziali di assistenza (lea), la scheda 2, sui quali pone il veto sull’eliminazione di ogni forma di incompatibilità tra il ruolo del Presidente della Regione e quello del Commissario ad acta del SSR.

Poi in tema di risorse umane  (scheda 3) la flessibilità del tetto di spesa per il personale rimodulato dal decreto Calabria. Esprime invece una riserva nel fronteggiare la carenza di medici specialisti con la possibilità fino al 2022 di far rimanere i medici  con oltre 40 anni di servizio e non oltre il 70° anno di età, su base volontaria e  per esigenze dell’azienda o ente di appartenenza. E anche nel dover  ricorrere a contratti di lavoro autonomo qualora sia impossibile reclutare nell’immediato nuovi  specialisti.  Inoltre viene dato parere negativo, sempre per quanto concerne le risorse umane, alla possibilità da parte delle Regioni che abbiano un conto economico in equilibrio o migliorato negli ultimi 3 anni di dare alle aziende ulteriori risorse dall’1% al 3% per valorizzare le professionalità dei dirigenti medici, veterinari e sanitari e degli operatori delle professioni infermieristiche, ostetriche, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione sulla base di criteri definiti da linee di indirizzo regionali;  per remunerare i dirigenti che svolgono attività per guardia medica e/o in pronta disponibilità con adeguata maggiorazione dei compensi e indennità  previste dai contratti di lavoro; per riconoscere specifiche indennità  ai dirigenti i e operatori sanitari – infermieri, ostetriche, tecnici, del settore della riabilitazione e della prevenzione –  che operano in zone disagiate e in servizi disagiati.

Viene espressa un’ultima riserva sul riordino dei fondi sanitari integrativi nella scheda 9.

Tra le novità: la proposta di  poter assegnare le risorse con tempestività riconducendo le quote vincolate del Riparto del fabbisogno sanitario standard all’interno di quello relativo alla quota indistinta (scheda 1) e la necessità di un decreto che fissa le tariffe per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e assistenza protesica per poter completare il percorso dei Nuovi Lea.

redazione Bioetica News Torino
redazione Bioetica News Torino
© Riproduzione Riservata