Nuove linee guida del Ministero della Salute per l’emergenza da Covid-19, operative per i servizi negli ospedali e sul territorio

di redazione Bioetica News Torino
redazione Bioetica News Torino
29 marzo 2020

Per far fronte ai fabbisogni in ambito sanitario di contenimento e contrasto alla diffusione pandemica del virus Sars-Cov-2  il Ministero della Salute ha aggiornato le linee guida del piano di gestione organizzativo dei servizi ospedalieri e territoriali, sentite le necessità delle regioni colpite.  La circolare, datata  25 marzo, è dettata dall’esigenza di uniformare su tutto il territorio nazionale la gestione dell’emergenza da Covid-19, in considerazione dei decreti vigenti del presidente del Consiglio dei Ministri e delle ordinanze ministeriali della Salute. Fa da premessa la tutela della salute per gli operatori sanitari dotandoli  dei  dispositivi di protezione individuale e sottoponendoli agli esami dei tamponi rino-faringeo per la rilevazione della positività al Covid-19, la stessa attenzione nelle Rsa che così tutelano non solo gli operatori sanitari ma anche gli ospiti/pazienti dal rischio di contagio.

Area ospedaliera

Alla  crescente domanda di assistenza sanitaria per i pazienti affetti da Covid-19 in terapia intensiva, ad alta intensità di cure con la ventilazione per lunghi periodi e nell’area medica e per la necessità di dover distinguere nettamente  i percorsi assistenziali, il Ministero ritiene di sospendere  le attività ordinarie ospedaliere,  eccetto i ricoveri  non procastinabili come quelli  in regime di urgenza, quelli  elettivi oncologici ed elettivi non oncologici con classe di priorità A.

Alla data della circolare  fa osservare come i posti letto di terapia intensiva nelle tre Regioni più colpite, Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna, siano  aumentati del 75%  rispetto a quanto era previsto nella circolare del primo marzo (50%)  mentre di area medica Covid-19 del 700%.  Con la sospensione occorre la messa in atto di una nuova programmazione dei servizi ospedalieri, pubblici e privati, la revisione dei contratti legati all’assistenza e dei sistemi di  remunerazione.

Individua cinque punti:

– identificazione di strutture/stabilimenti per la gestione esclusiva del paziente affetto da Covid-19 che necessita soprattutto di cura per malattie infettive, assistenza respiratoria e terapia intensiva.  E anche  di altre strutture ospedaliere per gestire l’emergenza ospedaliera Non Covid ad esempio per le patologie complesse dipendenti nel tempo.

–  se vi sono poi  ulteriori strutture ospedaliere che non sono coinvolte né nella rete Covid né in quella emergenziale Non Covid all’interno del territorio regionale queste possono essere utilizzate per attività necessarie come la raccolta del sangue, per riprogrammare l’attività assistenziale per i pazienti che non possono interrompere il percorso di cura mediante o prestazioni dirette o monitoraggio da remoto (telemedicina).

–  nei casi eccezionali laddove non si possono avere ospedali differenti  in uno stesso ospedale sono ammessi percorsi ma ben separati  per pazienti affetti da Covid-19 e non,  per il tempo però  necessario di riorganizzarsi e trasferire i pazienti Non Covid in altre strutture alternative per evitare pericolose infezioni nosocomiali.

–  individuare tutte le possibili strutture ospedaliere pubbliche e private che sono dotate di reparti o aree con impianto di erogazione di ossigeno, aria compressa e vuoto o implementabili, valutando la possibilità di poter implementare la quantità di ossigeno in base alle esigenze emergenti dalla situazione epidemiologica locale.

le farmacie devono approvvigionarsi i farmaci  considerando l’aumentato numero di accessi ospedalieri dovuti all’epidemia da nuovo coronavirus, nonché i dispositivi per la ventilazione invasiva e non invasiva e i prodotti per la prevenzione da  infezioni ospedaliere non legate a Covid-19.

Sistema di Emergenza territoriale

–  differenziare  le chiamate del 112 e del  118 per l’emergenza da quelle preposte a  risposte informative.  Si prevede una interconnessione tra il 112/118 e le altre centrali di risposta attivate e sistemi di triage per indirizzare il cittadino alla risposta più appropriata.

–  al  sistema territoriale dell’emergenza 118 (centrale operativa) spetta il monitoraggio continuo dei posti letto di area critica a livello regionale.

–  definire protocolli e procedure per la sicurezza dell’équipe che lavora sul territorio in forma generalizzata.

Pronto Soccorso

– tutti i pronto soccorso devono prevedere specifici percorsi di pre-triage per l’individuazione tempestiva dei pazienti sospetti positivi al Covid-19 per indirizzarli verso percorsi specifici evitando il più possibile le contaminazioni sia tra chi è in attesa di diagnosi sia intraospedaliere da parte di soggetti affetti da patologie acute ma a rischio di essere Covid-19 positivi non ancora diagnosticati.

–  Nei PS degli ospedali Covid-19 è attesa una crescente attività per i pazienti affetti da sintomatologia suggestiva per Covid-19 senza o con problematiche respiratorie. Si ritiene di favorire laddove sia prevista la domiciliazione o l’allocazione nelle diverse strutture della rete di offerta.

–  l’attività di triage, la diagnostica e le procedure di dimissione e/o ricovero non devono andare a detrimento di un veloce turnover dei mezzi di soccorso già impegnati nei tempi dalle prevista procedure di sicurezza nella presa in carico dei pazienti, dalle necessarie operazioni di pulizia e sanificazione ove prevista.

–  Stabilire accordi con enti/associazioni di volontariato per avere un maggior numero di mezzi per l’emergenza. Si evidenzia l’importanza di garantire il più veloce possibile l’arrivo dei mezzi di emergenza nei luoghi di chiamata e  formare il personale che prenderà in gestione i malati affetti da Covid-19.

Area Territoriale

– mettere in programma  iniziative di carattere straordinario ed urgente di  prevenzione, monitoraggio e presa in carico a livello territoriale riorganizzando l’assistenza sanitaria per contenere la diffusione del contagio e frenare l’afflusso negli ospedali;  accrescere i sistemi di sorveglianza sanitaria riguardo a equità di accesso, uniformità, formazione.

Per la presa in carico dei pazienti Covid-19:

– le unità speciali di continuità assistenziale istituite per potenziare il sistema sanitario continuano a gestire  a casa i  pazienti affetti da Covid-19 che non hanno bisogno di ricovero ospedaliero

–   occorre migliorare la presa in cura e la sorveglianza territoriale di coloro che sono:  in isolamento domiciliare obbligatorio, dimessi, paucisintomatici non ricoverati, in isolamento fiduciario per i contatti di caso o pazienti sintomatici senza evidenza di contatto, i pazienti fragili, cronici e affetti da patologie invalidanti.

–   che sono soli  e privi di caregiver, se le condizioni relazionali, abitative e sociali non sono adeguate a garantire l’isolamento, i servizi di sanità pubblica sul territorio in accordo con i MMG e l’Unità speciale di continuità assistenziale devono adottare protocolli per assicurare loro la massima tutela.

– alle Regioni spetta il monitoraggio e la sorveglianza per il contenimento del contagio e del rischio legato  alle situazioni intrafamiliari e la  gestione di coloro che non possono essere accolte in isolamento nel proprio domicilio presso strutture alberghiere o residenziali.

– situazioni di alloggiamento sono previste anche per gli operatori sanitari e socio sanitari più esposti al fine di tutelare le loro famiglie e lo stessi.

– la requisizione temporanea di strutture alberghiere o altri immobili da parte del Prefetto per ospitarvi persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare qualora non sia possibile l’isolamento presso il  domicilio della persona affetta da Covid-19.

– i medici di medicina generale, i pediatri e i medici di continuità assistenziale comunicano i riferimenti dei pazienti con sintomatologia all’unità speciale di continuità assistenziale che devono valutarli se  considerarli come sospetti casi Covid-19. I medici dell’Unità Speciale devono avere sempre i ricettari del Ssn, i dpi e seguire le procedure richieste.
I  MMG, i PLS e MCA devono  segnalare  al  Dipartimento della Salute l’insorgenza dei sintomi nei propri assistiti mentre ai distretti spetta valutare la necessità di  individuare un percorso più appropriato per i pazienti tra ospedale e territorio.

Residenze Sanitarie Assistite (RSA)

–  la priorità è quella di  individuare apposite strutture residenziali assistenziali dove poter  trasferire i pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero per contenere il contagio e rafforzare il setting assistenziale.

Si richiede di: dare una formazione specifica  per il personale che vi opera sui rischi di esposizione professionale, sulla prevenzione e sulla protezione e alle caratteristiche del quadro clinico di Covid-19.

di aumentare il numero del personale in queste strutture anche attraverso meccanismi di reclutamento straordinario già attivato per le strutture di ricovero ospedaliero, con la possibilità di ricorrere al personale già impiegato nei servizi semiresidenziali e domiciliari.

di eseguire tamponi in modo sistematico per la diagnosi precoce dell’infezione a carico degli operatori sanitari e socio-sanitari e dotarli di dispositivi di protezione individuale.

di continuare i servizi di mensa, lavanderia, pulizie  estendendo anche a questi operatori le misure anticontagio.

Il  Ministero della Salute evidenzia anche  la necessità di rafforzare  servizi assistenziali specifici verso le persone anziane  perché quest’ultime  oltre ai loro problemi connaturati all’età,  comorbidità o patologie invalidanti, sono costretti a muoversi poco, così come i loro caregivers e si vedono slittare le visite mediche.  Si può prevedere la consegna dei dispositivi, ausili per le popolazioni fragili che necessitano di approvvigionamenti di materiale specifico e un’assistenza domiciliare integrata per chi è affetto da patologie croniche.

E  propone il coordinamento al livello nazionale di soluzioni digitali nell’emergenza Covid-19  per l’assistenza domiciliare dei pazienti e per il monitoraggio del rischio di contagio (app di telemedicina es.).

Per la  sperimentazione dei medicinali e dispositivi medici per l’emergenza da Covid-19 è data alla Commissione tecnico- scientifica dell”Agenzia italiana del Farmaco la valutazione dei protocolli di studio che deve essere svolta in tempi rapidi e al Comitato Etico Unico a livello nazionale presso l’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma la successiva valutazione. Fa appello alle Regioni  «di focalizzare l’attenzione sui protocolli di studio a valenza unicamente nazionale e internazionale. Solo la condivisione dei protocolli clinici, che possono coinvolgere sia il livello ospedaliero sia quello territoriale e una valutazione centralizzata e coordinata garantisce qualità scientifica e rappresentatività, tali da fornire risposte chiare per i pazienti e per il SSN».

redazione Bioetica News Torino
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