Pastorale della Salute 25 anni di cammino accanto a medici e malati

XIX Convegno nazionale a Bologna. «Come il Samaritano»

di Ufficio Pastorale Salute Torino *
pubblicato il 22 maggio 2017
Pastorale della Salute 25 anni di cammino accanto a medici e malati

È iniziato con un omaggio al Santo Papa polacco il XIX Convegno nazionale di Pastorale della Salute sul tema «Come il Samaritano: dall’intuizione di San Giovanni Paolo II alla pastorale della salute».

Il convegno si è tenuto a Bologna nei giorni 8-9-10 maggio, a 25 anni dall’istituzione della Giornata Mondiale del Malato e a 20 anni dalla fondazione dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della salute della Cei.  I partecipanti hanno voluto ricordare il percorso svolto, ringraziare per i numerosi frutti, riflettere su come abitare al meglio il tempo presente, abbracciando il futuro con speranza.

Come sono stati questi 25 anni di sanità in Italia? Silvio Brusaferro, ordinario di Igiene all’Università di Udine, ha ricordato il passaggio dalle Usl alle Aziende Sanitarie Locali, la successiva devolution alle Regioni, l’inserimento dei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza), l’avvento del numero chiuso alla Facoltà di Medicina e l’istituzione delle lauree in infermieristica e scienze infermieristiche, il rallentamento della crescita demografica unito all’aumento del numero dei migranti. Dal 2008 la crisi economica ha fatto crescere la povertà ed accentuato la disparità e il divario tra le Regioni; intanto continua ad aumentare il numero degli anziani, con forte costo economico per la loro assistenza. Il boom dei social network ha modificato le relazioni di prossimità, che avvengono anche attraverso la tecnologia; gli Italiani cercano direttamente in internet informazioni e consigli su salute e malattie.

Contro la deriva economicista ed efficientista delle strutture, obiettivo è cercare il benessere lavorativo degli operatori che risulta favorito dall’agire insieme per il bene collettivo, dal saper donare qualcosa di sé, dall’essere apprezzati e gratificati dalle figure di coordinamento.

Tra gli intervenuti, il giornalista di Avvenire Alessandro Zaccuri ha poi guidato i partecipanti a riflettere sulla sofferenza raccontata dai media. In questi 25 anni si è passati dal racconto di situazioni dolorose fatto dall’esterno dai giornalisti alla testimonianza personale direttamente postata sui media.

La tavola rotonda «Dalla Giornata del malato alla Pastorale della Salute», anticipata da una toccante testimonianza di monsignor Italo Monticelli (per 30 anni direttore dell’Ufficio pastorale Salute a Milano), si è sviluppata in diverse relazioni, dando voce a laici e religiosi, che hanno portato la loro esperienza di vicinanza ai malati, di evangelizzazione della sofferenza, di rispetto della dignità della persona in qualsiasi condizione di vita.

Quale sfida profetica caratterizzerà la Pastorale della Salute nei prossimi anni? Padre Leocir Pessini, Superiore generale dei Camilliani, ha testimoniato il cammino che si svolge in America del Centro e del Sud. Gli obiettivi da perseguire sarebbero quattro: promuovere la salute, difendere il bene comune (con particolare attenzione anche al problema della corruzione), curare le malattie, celebrare la vita.

Infine, don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della salute, ha dato alcune indicazioni sulla strada da percorrere: perseguire l’obiettivo principale che è l’incontro con Cristo; attuare le indicazioni di Papa Francesco, che è il nostro «timoniere», anche per quanto riguarda il richiamo al problema della mancanza di attenzione spirituale subita spesso dai poveri e malati; seguire la linea tracciata dai Vescovi, in particolare dal cardinale Francesco Montenegro, affinché i malati si sentano membra vive della Chiesa e protagonisti del suo vissuto.

Porre attenzione alla Pastorale della Salute «accademica», che è importante, ma ricordare che lo Spirito Santo ci anima alla concretezza che deve tradursi in fatti; avere a cuore la giustizia, con una attenzione particolare alle povertà e alle disuguaglianze; «Abitare» anche il fine vita; curare la formazione dei cappellani, degli operatori di pastorale della salute, ma anche degli operatori sanitari, in particolare infermieri e medici.

Fonte: Ufficio Pastorale Salute Torino, Pastorale della Salute,  25 anni di cammino accanto a medici e malati, «La Voce e il Tempo», 21 maggio 2017, p. 21

(*) Ufficio Pastorale Salute Torino
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