Presentazione del Convegno Bioetica, filosofia e teologia

di Giorgio Palestro *
pubblicato il 16 gennaio 2014
Presentazione del Convegno Bioetica, filosofia e teologia

Atti del Convegno*

Bioetica, filosofia e teologia
Trascendenza e modelli antropologici per la medicina del XXI secolo

Aula Magna, Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale – sezione di Torino
8 giugno 2013

Presentazione del Convegno

Un cordiale saluto a tutti e, in particolare un ringraziamento ai relatori.

Siamo tutti testimoni del fatto che i dibattiti internazionali che hanno segnato la seconda metà del secolo scorso hanno avuto come area centrale della cultura gli orizzonti epistemologici della biomedicina. E proprio da quest’area, nel mondo occidentale, sono partite le sfide più stimolanti sul piano scientifico-tecnologico, con l’obiettivo di definire i criteri etico-antropologici per fronteggiarle.

La bioetica, che non va intesa genericamente e letteralmente come “etica della vita”, pur nel coinvolgimento di ambiti culturali di conoscenza e professionalità diversi, presenta una comune prospettiva etica che consiste, da un lato nel definire i diritti e i doveri di ciascuno sia sul piano del codice deontologico della medicina, sia sotto il profilo delle risorse economiche disponibili, e dall’altro lato si occupa – come afferma la filosofa e giurista Laura Palazzani – «[…] di giustificare i confini tra lecito e illecito di fronte alle nuove possibilità di intervento dischiuse dall’avanzamento delle conoscenze scientifiche e delle applicazioni tecnologiche sulla vita umana e non umana».

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Cerimonia di consegna diplomi, Facoltà Teologica di Torino, 12 dicembre 2013 ©Foto di Alfonso d’Angelo

Nel confronto con la bioetica, quale contributo può offrire la filosofia? Non tutti gli esperti ritengono la filosofia come disciplina adatta a offrire contributi di utilità per la costruzione di una adeguata bioetica risolutiva.

La filosofa Anne Maclean sostiene, ad esempio, che i filosofi, esperti di etica applicata, non sarebbero in grado di fornire contributi in ambito sanitario in quanto privi di conoscenze e competenze specifiche.

A questo nichilismo epistemologico si oppongono altri, come David Lamb, i quali sostengono che, proprio a causa della mancanza di univocità di risposte morali nell’ambito delle decisioni che riguardano la vita e la morte, non è possibile escludere a priori una utilità dell’indagine etica da parte della filosofia.

Purché la filosofia esca – sostiene Lamb – da quella prospettiva teoretica, buona solo per i dibattiti accademici, che, proponendo una morale fondata su valori assunti, si irrigidisca in una posizione con pretesa di validità permanente e comune per tutti i problemi, e che Lamb definisce come “etica ingegneristica”, cioè senza contestualizzare le continue innovazioni in campo biomedico che comportano un continuo aggiornamento morale.

Infine, nella questione dei rapporti tra filosofia e teologia, in ambito bioetico, è sostanziale il concetto delle due razionalità a cui fa riferimento Benedetto XVI e cioè: «quella della ragione aperta alla trascendenza o quella della ragione chiusa nell’immanenza. Si è di fronte a un “aut aut” decisivo».

Come annota il prof. don Paolo Merlo: «il fare teologia, comporta l’assunzione di qualcosa che eccede totalmente le possibilità dell’indagine filosofica, ancorata all’esperibile [… ]. Ad esigere un livello distinto da quello filosofico è pertanto la peculiarità di quanto è oggetto di conoscenza teologica, il mistero della vita stessa di Dio, a noi partecipata da Cristo.»

Vi ringrazio per l’attenzione.


* ATTI DEL CONVEGNO «Bioetica, Filosofia e Teologia. Trascendenza e modelli antropologici per la medicina del XXI secolo»  promosso dal Centro Cattolico di Bioetica dell’Arcidiocesi di Torino e svoltosi  presso la Facoltà di Teologia dell’Italia Settentrionale – sezione di Torino  in data 8 giugno 2013. La trascrizione dei testi,  revisione e redazione sono  a cura di Andrea Biscàro.

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Discorso di Saluto di Monsignor Cesare Nosiglia

(*) Prof. Giorgio Palestro
Presidente Centro Cattolico di Bioetica Torino
Professore emerito di Anatomia Patologica dell'Università degli Studi di Torino
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