Priorità sul contrasto alla tratta di esseri umani nella Seconda Relazione della Commissione Europea

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 5 dicembre 2018

Sulla situazione aggiornata in materia di prevenzione e misure di contrasto alla tratta di essere umani, come richiesto dalle direttive del Parlamento e del Consiglio europeo nel 2011 (artt. 19 e 20) per migliorarne la lotta e sconfiggere la criminalità, martedì 4 dicembre la Commissione europea ha presentato a Bruxelles la sua Seconda Relazione sul Progresso fatto nella lotta contro il traffico in essere umani (2018).
Essa presenta il quadro europeo tra il 2015 e il 2016 ponendo un’analisi comparativa sulla realtà e le  attività  svolte negli anni precedenti  (cfr. Prima Relazione, Comunicazione del 2017 in www.ec.europa.eu) e delineando nuovi passi strategici.

Dai dati statistici risulta che nel periodo 2015-2016 le vittime di tratta registrate in Europa sono 20.532. Più vulnerabili tra le vittime registrate sono donne e ragazze (68%) e i bambini (23%). Lo sfruttamento sessuale rimane la prima causa con un 56%, seguito da quello lavorativo (26%) e il restante concerne l’elemosina costrittiva e l’espianto di organi. Hanno cittadinanza europea, occupando i primi cinque posti, romeni, ungheresi, olandesi, polacchi e bulgari, come negli anni 2010-2012 e secondo la prima Relazione, mentre tra i Paesi non europei le vittime risultano provenire da Nigeria, Albania, Vietnam, China ed Eritrea. Invece per i trafficanti il numero pervenuto riguarda 5979 azioni penali e 2927 condanne.  Bisogna considerare che il loro numero, sia di vittime che di trafficanti, è superiore in quanto molti rimangono non individuati.

Fermare la tratta a fini di sfruttamento sessuale deve essere una priorità per l’Europa. Crescono le vittime che attraverso la rotta del Mediterraneo Centrale giungono in Europa, sfruttate nelle industrie dell’intrattenimento e del sesso, dove tra le diverse forme sono emergenti pornografia, uso della live web camera e abuso sessuale dei bambini in diretta dal vivo. Vengono scelti sempre più i Paesi dove la prostituzione è legale e purtroppo lì si può sviluppare anche la piaga sotterranea e abominevole della prostituzione minorile favorita per mano di persone senza scrupoli.
Il traffico a fini di sfruttamento del lavoro, in crescita in alcuni Paesi, in base al genere, riguarda in particolar modo i maschi mentre le donne svolgono prevalentemente il lavoro domestico. Non vi è sempre però riconosciuto un legame tra la tratta e lo sfruttamento del lavoro.
L’arruolamento forzato nell’accattonaggio e nella criminalità è in crescita. A rischio sono ormai i bambini laddove le famiglie sono già sfruttate e per i quali vengono programmati matrimoni. La gravidanza delle donne diventa un affare commerciale per chi ne vende i figli.  Nell’ambito della migrazione si scoprono le vittime:  ad esempio negli abusi delle procedure di asilo ad opera di gruppi criminali.
Per la Commissione gli impegni dei Paesi europei devono continuare nel provvedere all’identificazione e all’assistenza e protezione alle vittime appropriata per genere, età e forma di sfruttamento.
Sul profilo dei trafficanti, che usano oltre alla violenza fisica quella psicologica ed emotiva, risalta una nuova figura in crescita che passa dall’essere vittima a criminale e si evidenzia l’uso della tecnologia digitale dai social a piattaforme di “marketing per la prostituzione” nel “reclutare” le vittime.

Le altre priorità citate concernono contrasto alla cultura dell’impunità e  prevenzione della tratta umana, accesso alla giustizia e assicurare i diritti delle vittime, risposta coordinata e consolidata all’interno e al di fuori dell’Unione Europea. Nella prima i valori della giustizia devono essere fatti prevalere procedendo a considerare crimine l’uso consapevole dei servizi forniti dalle vittime della tratta e migliorando metodi e misure di indagine finanziarie, in cooperazione transnazionale e oltre l’UE, per rintracciare il denaro e i profitti dei trafficanti. La seconda sottolinea la necessità di  poter identificare quanto prima le vittime, ad esempio attraverso il sistema di asilo, per permettere loro assistenza, sostegno e protezione. La terza richiama l’attenzione all’allocazione di risorse per i servizi di sostegno, compensazione  alle vittime e per il contrasto alla tratta quale vero e proprio crimine organizzato.


Approfondimenti:

Direttiva 2011/36/Eu del Parlamento Europeo e del Consiglio,  Gazzetta Ufficiale Unione Europea,  15.04.201, https://eur-lex.europa.eu

–  Commissione Europea, Insieme contro la tratta di essere umani, https://ec.europa.eu

(*) redazione Bioetica News Torino
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