Procreazione medicalmente assistita. Relazione del Ministero della Salute

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 8 luglio 2019

Nel 2017 le coppie che ricorrono e si sottopongono alla PMA aumentano,  sia per il  I che per il  II e il III livello, con o senza donazione di gameti: si è passati da  77.522 nel 2016 a 78.366 nel 2017.  Sono nati  da PMA 13.973 bambini e bambine. Aumenta la tendenza per la crioconservazione rispetto alla tecnica a fresco senza la donazione di gameti.  L’accesso ai cicli di donazione eterologa  pare essere scelta più per infertilità fisiologiche che per patologie specifiche, legate all’età della donna. Sono alcune delle osservazioni che la  Relazione ministeriale riferita al 2017,  trasmessa alle Camere il 28 giugno scorso, presenta.

PMA I livello. Inseminazione semplice senza donazione di gameti

 Il trattamento viene eseguito nelle coppie quando nelle donne si ha un’ infertilità endocrina ovulatoria, ossia  quando le ovaie non producono ovociti e nei casi di sindrome di ovaio policistico e di cisti ovariche; l’endometriosi, che può ridurre la possibilità di impianto dell’embrione o  la qualità ovocitaria o la capacità di fertilizzazione dello spermatozoo; oppure un fattore tubarico parziale.  Negli uomini  invece per un numero basso di spermatozoi sani o problemi con la funzionalità spermatica. Poi per fattori maschile e femminile quando una o più cause di infertilità sono diagnosticate in entrambe figure della coppia; infertilità idiopatica quando non si riescono a spiegare le cause di infertilità della coppia.

Il ciclo inizia con la stimolazione farmacologica delle ovaie o in assenza le ovaie sono tenute sotto controllo  per i dosaggi ormonali e avviene per inseminazione intrauterina (IUI) del liquido seminale nella cavità uterina.
Nel 2017 le coppie trattate in valore assoluto sono 11.936. Sono iniziati 18.688 cicli con IUI senza donazione di gameti da cui si sono effettuate 17.004 inseminazioni e avute 1.924 gravidanze (10,3). È esitato in un parto con almeno un nato vivo 1.281 parti (6,9%). La Relazione riferisce che quest’ultimo dato può essere sottostimato per gravidanze di cui non si conosce l’esito o considerate perse nel follow-up. Coll’aumentare dell’età diminuisce la probabilità di avere una gravidanza: passa dalla fascia di età inferiore o uguale ai 34 anni  per il 12,4% su  cicli iniziati e il 13,7% sulle inseminazioni effettuate mentre tra i 40 e i 42 anni rispettivamente su 6,9% e 7,6 %.  Con uno sguardo al periodo tra il 2005 e il 2017 i cicli si sono abbassati e rispetto al 2016 di 2.257 unità. L’età media è 35,2 anni.  Per la gravidanza e i nati vivi, nel 2016 si sono registrate 2.292 gravidanze e 1672 bambini nati vivi.

PMA II e III livello senza donazione di gameti

Sono state utilizzate la FIVET (fertilizzazione in Vitro con trasferimento embrione), la ICSI (IntraCytoplasmatic Sperm Injection) che utilizza l’inseminazione in vitro dove un singolo spermatozoo viene iniettato attraverso la zona pellucida dell’ovocita e, fecondato l’ovocita, l’embrione che si sviluppa viene trasferito in utero. I cicli possono essere a fresco quando sia ovociti che embrioni utilizzati non sono crioconservati  o da scongelamento quando sono crioconservati e necessita per l’applicazione lo scongelamento.
Sono state trattate, in valore assoluto,  44.279 coppie con cicli a fresco 53.014 e da scongelamento di embrioni  (FER) 17.281e 1.391 di ovociti (FO) presso centri italiani,  per un totale di 71.686 cicli. Le cause possono essere dovute a infertilità femminile per fattore tubarico (3.930), infertilità endocrina ovulatoria (6.289), endometriosi (2037), ridotta riserva ovarica (6.289), poliabortività (533), fattore multiplo femminile  (2.469) oppure a infertilità maschile (10.365) , a entrambi i fattori maschile e femminile (8.383) e  genetici  (405) o  ancora per infertilità idiopatica (7.337).

A fresco. I cicli iniziati con tecniche a fresco FIVET e ICSI sono 53.014 e hanno proseguito con  47.911 i prelievi chirurgici degli ovociti aspirati dall’ovaio dopo la stimolazione farmaceutica o in assenza dopo il controllo per i dosaggi ormonali.  Se la fertilizzazione ha successo  l’embrione viene trasferito nell’utero della donna e sono registrati cicli 33.832 che arrivano al trasferimento. Invece 6.349 sono i cicli che non vi arrivano,  perché  interrotti a causa del congelamento di tutti gli zigoti/embrioni per un diverso protocollo terapeutico attualmente utilizzato che prevede l’interruzione del ciclo prima del trasferimento con il contemporaneo congelamento di tutti gli embrioni ottenuti, per poter trasferirli in un ciclo successivo (freeze-all).  Le gravidanze sono state  9.310 che esitano in  6.011 parti  con almeno un nato vivo. Da considerare anche un certo numero di parti di cui non si conosce l’esito e persi al follow-up.
Il rischio per interruzioni di ciclo tra la fase del prelievo ovocita e il trasferimento in utero non mostra legami particolari con l’età in quanto  in parte è dovuto a  scelte terapeutiche dette Freeze all  come il congelamento di ovociti e embrioni prelevati per indagini genetiche o ritardare il momento di trasferimento in utero dell’embrione. In generale il rischio di annullare il ciclo, sospendendolo prima del prelievo ovocitario e interrompendolo prima del trasferimento,  riguarda il 34,0%  tra i 35 e i 39 anni e cresce per le pazienti di età uguale o maggiore ai 43 anni presentando un 47,4%.

Su 190 Centri 175 hanno praticato la crioconservazione eseguendo in totale 17.559 cicli. E di questi 132 centri hanno effettuato il congelamento sia di ovociti sia di embrioni,  38 centri solo di embrioni (nel 2016 erano 40) e 5 di ovociti. In generale 170 centri hanno effettuato almeno uno dei 15.598 cicli di congelamento di embrioni e 137 almeno uno dei 1.1961 cicli di congelamento.

Nei 33.852 cicli a fresco (FIVET e ICSI) senza donazione di gameti  arrivati nella fase di trasferimento vi sono stati trasferimenti in utero con un embrione 11.530, con 2 embrioni 16.530, con 3 embrioni 5.402 e con 4 o più embrioni 370.  Pur aumentando i trasferimenti con un embrione, il che indica una sicurezza per la paziente, e gli altri tipi, tuttavia rispetto alle  media europee i trasferimenti con  3 o 4 o più rimangono superiori. L’età è un fattore determinante per il numero di embrioni trasferiti: man mano che si avanza con l’età aumentano i trasferimenti con 3 o 4 o più embrioni. Nella fascia di età tra meno e uguale ai 34 e tra i 35 e i 39 il ricorso a 1 embrione è più alto rispetto a quello con due embrioni: 49,2 con 1 embrione per = o < 34 anni; 44,7 con 1 embrione 35-39 anni; 44,3 con due embrioni per = o < 34 anni; con 43,7 con due embrioni tra i 35 e i 39 anni. Nella terza fascia di età tra i 40-42 anni e la quarta fascia dei 43 e più anni i trasferimenti con 3 (17,4 tra i 40 e i 42 anni; 22,1 per i 43 e più))  e con 4 o più embrioni (1,7 tra 40-42 anni; 2,5 per 43 anni e più) aumentano.
Dal registro nazionale si è calcolata l”età media delle pazienti che iniziano un ciclo con  tecnica a fresco FIVET – ICSI:  36,7 anni.

Arrivano a gravidanza sui 53014  cicli iniziati a fresco il 17,6%, sui 47.911 prelievi effettuati il 19,4% e sui 33.832  trasferimenti eseguiti il 27,5%.

Da scongelamento di embrioni e ovociti. Dai 17.281 cicli iniziati da scongelamento di embrioni vi sono stati 16.673 trasferimenti mentre da 1391 cicli iniziati da scongelamento di ovociti vi sono stati 1.146 trasferimenti. Dal confronto con 53.014 cicli iniziati trattati con tecniche a fresco a cui si è  arrivati 33.832 trasferimenti emerge che riguardo alla percentuale di gravidanze ottenute il tasso di successo risulta significativamente  con la tecnica di scongelamento di embrioni (il 30,3% rispetto a 27,5% da tecnica a fresco).  E su 1146 trasferimenti  di ovociti scongelati la percentuale di gravidanza calcolata è del 20,5%.

Gravidanze con tecniche di II e II livello di PMA senza donazione di gameti

Dai grafici sugli esiti positivi e negativi di gravidanze con le tecniche di II  e III livello di PMA,  a fresco e  di scongelamento, emerge chiaramente l’età influisce notevolmente: «Osservando la distribuzione degli esiti negativi di gravidanze per età delle pazienti, appare evidente come il rischio che una volta ottenuta la gravidanza, questa non esiti in un parto, è direttamente proporzionale all’età della paziente. Nelle pazienti con meno di 35 anni, la quota delle gravidanze con esito negativo è pari al 19,5%, quota che aumenta con il crescere dell’età, fino a giungere al 53,7% per le pazienti con età pari o maggiore di 43 anni. In generale nel 2017, le pazienti con più di 43 anni hanno avuto un rischio quasi 5 volte maggiore delle pazienti più giovani, di interrompere la gravidanza per il verificarsi di un evento negativo».
Da 14.604 gravidanze monitorate ottenute con tecniche a fresco e da scongelamento senza donazione di gameti sono giunte a termine 9.680 (il 74,8%) mentre il resto ha esitato in aborti spontanei (2.972), aborti terapeutici (125), gravidanze ectopiche (165). Dal registro nazionale l’età media delle pazienti che iniziano il ciclo con tecnica di scongelamento di ovociti è di 35,2. C’è un aumento di pazienti con più di 40 anni. Per la tecnica FER da scongelamento di embrioni l’età media è di 35,3 anni. Aumenta le pazienti tra i 35 ai 38 anni.

Indagini genetiche preimpianto
Eseguite sull’embrione prima del trasferimento in utero per vedere la presenza di patologie genetiche/e o anomalie cromosomiche le diagnosi genetica preimpianto o gli screening genetico preimpianto o entrambi vengono effettuate per la maggior parte su embrioni a fresco (2.388 versus 96 su embrioni scongelati).
Dalle 2.388 indagini genetiche su embrioni a fresco  effettuate nei cicli di PMA si sono avuti 1.911 trasferimenti ottenendo poi 841 gravidanze e da questi  679 parti e 691 bambini nati vivi.

A partire dal 2010 al 2017  le tecniche FER di crioconservazione e scongelamento di embrioni hanno avuto un andamento crescente  6,4 nel 2010 a  24,1 nel 2017. Un effetto della modifica alla legge 40 nel 2009 relativa alla concessione della crioconservazione di embrioni in deroga.  È invece diminuita dal 2005 al 2017  la tecnica a fresco da 24,1 (89,1%) a 11,2 (74%)  e così anche è in continua diminuzione la tecnica Fo da scongelamento di ovociti.

Rispetto alla popolazione generale dell’Italia i nati vivi con PMA di I e II livello senza donazione di gameti la percentuale di bambini nati vivi è  cresciuta  nel tempo dal 2005 al 2017 da 0,66% a 2,37%. Da quando si è tenuto il Registro nazionale della PMA fino al 2017 risultano 140.469 bambini di cui da I livello 25.695 e da II e III 114.774.

Inseminazione semplice con donazione di gameti maschili

Nel 2017 sono iniziati 743 cicli dei quali 154 sono proseguiti in gravidanza con 110 parti, 18 gravidanze con esiti negativi e 28 gravidanze perse al follow-up. Non hanno avuto invece esito di gravidanza 589 cicli (79,3%). Dai centri italiani risulta che sono stati utilizzati seme (gameti maschili), ovociti (gameti femminili), doppia donazione di gameti femminili e maschili. Si sono utilizzati ovociti donati a fresco in 58 cicli e crioconservati in 2.918 cicli per i gameti femminili. Per gli embrioni crioconservati, ottenuti da una precedente donazione di gameti, risultano 2.783 cicli mentre per la doppia donazione con ovociti a fresco 2 cicli e per doppia donazione con ovociti crioconservati in 171 cicli. Hanno utilizzato la tecnica con seme in 839 cicli.

I centri e monitoraggio delle tecniche PMA senza donazione di gameti

Dal Registro nazionale i centri iscritti e registrati nel 2017 sono 366 in tutto con o senza donazione di gameti, di cui 162 centri di I livello e 204 di II e III livello.  Hanno praticato Inseminazione semplice senza donazione di gameti  293 centri, 117 di I livello e 176 di II e III livello. Nei 293 centri sono state trattate 11.936 coppie (1.345 in meno del 2016), iniziati 18.688 cicli di inseminazione semplice (2.365 in meno del 2016). In Italia il 50,3% dei cicli iniziati è eseguito presso centri pubblici (9.398), il 9,9% in centri privati convenzionati (1.849) e in 39,8% in centri privati (7.441). Per il 60% è stato a carico del Ssn.
L’85,4% dei cicli sono iniziati con stimolazione farmacologica dell’ovaio mentre il 14,6 % con cicli  spontanei.
Cresce la probabiltà di avere una gravidanza nelle pazienti di età inferiore ai 39 anni. L’età media degli uomini all’inizio del ciclo si aggira sui 38 anni. Sui cicli iniziati 18688 si sono avuti 1684 sospensioni per mancata risposta  (657), risposta eccessiva (466), volontà della coppia (125), altro (436).  La probabilità di successo di ottenere una gravidanza in base ai cicli iniziati 18.688 e inseminazioni effettuate 17.004 e tenendo conto dell’età delle pazienti, risulta inversamente proporzionale all’età: maggiore è l’età diminuisce la probabilità di successo.
Su un monitoraggio delle gravidanze su 1662  delle 1924  gravidanze ottenute si sono avuti 1.286 parti dei quali 1.180 singoli. 99 gemellari e 7 trigemini/ quadrupli. Sono nati vivi 1.392 bambini e 7 registrati morti. Tra i nati vivi, 1.392, 5 hanno avuto malformazioni alla nascita, 200 sono nati sottopeso (inferiore ai 2.500 grammi), 197 pretermine prima della 37°ma settimana gestionale e 5 morti neonatali entro il 28° giorno di vita.  L’incidenza dei nati vivi sottopeso o pretermine aumenta in relazione al tipo di parto. Infatti dei 200 nati vivi sottopeso 79 con parto singolo, 106 gemellare, 15 trigemino o quadruplo.  Dei 197 pretermine 81 con parto singolo, 98 con parto gemellare e 18 con parto trigemino/quadruplo. I centri che forniscono un’informazione completa sulle gravidanze al follow-up sono 184. Si hanno più informazioni dai centri pubblici o privati convenzionali rispetto a quelli privati.
Riguardo agli esiti negativi, sulle 1662 gravidanze monitorate sono stati segnalati 337 aborti spontanei, 19 aborti terapeutici e 20 gravidanze. Un maggior rischio che una gravidanza esiti in negativo è nelle pazienti ultra quarantatreenni.

I centri attivi autorizzati e con obbligo di comunicazione iscritti nel Registro nazionale PMA per le tecniche a fresco di II e III livello  senza donazione di gameti nel 2017 sono 204 dei quali 75 pubblici,  18 privati convenzionati con il SSN e 11 privati.  I centri che hanno offerto tale servizio risultano 190. E nei 190 centri hanno avuto accesso 44.279 coppie e sono iniziati 53.014 cicli. Rispetto al 2016 vi sono 7 centri in più che hanno svolto tale attività di II e III livello. Più della metà di PMA si è svolta nel Nord Italia, in particolar modo in Lombardia. I 190 centri che hanno svolto attività sono 67 pubblici, 17 privati convenzionati e 106 privati. In tali centri sono iniziati 53.014 cicli con tecniche a fresco, 18.672 con tecniche da scongelamento e 5.509 da donazione di ovociti.
Come nel 2016 le donne che iniziano la Pma con tecniche a fresco hanno in particolar modo  un’età compresa tra i 35 e i 39 anni (20.130 cicli iniziati). Per il partner maschile l’età più rappresentata è uguale.  Lo stesso è per il partner maschile.  Si è avuta crescita nelle due fasce d’età tra i 40 e i 44 anni e ultra 45enni.

Dei cicli iniziati con tecniche a fresco 53.014 sono stati sospesi prima del prelievo ovocitario 5.103. La sospensione è direttamente proporzionale all’età: tanto è maggiore tanto più vi è il rischio di sospendere i cicli. Nella fase successiva tra il prelievo ovocitario e il trasferimento degli embrioni nell’utero i cicli interrotti risultano 14.079 sui 47.911 prelievi effettuati, tra i motivi nessun ovocita prelevato, tutti gli ovociti sono non idonei – immaturi e degenerati o  congelati per rischio OHSS (sindrome da iperstimolazione ovarica severa,  zigoti/embrioni congelati per rischio OHSS, mancata fertilizzazione o clivaggio, paziente non disponibile etc.  L’interruzione principale riguarda il congelamento di zigoti o embrioni, o anche ovociti, prima del trasferimento in utero per il rischio di OHSS con il proposito di far ritardare in un ciclo successivo il trasferimento.
I 47.915 prelievi hanno comportato l’aspirazione di 341.304 ovociti (7,1 in media in ogni prelievo) dei quali 242.423 sono stati inseminati, 13.694 congelati e non utilizzati 84.856. La Relazione rileva che il numero di ovociti scartati in metafase II/maturi (7.407) rappresenta il numero che avrebbero potuto essere fecondato ma non sono stati utilizzati. Il tasso di fecondazione degli ovociti inseminati e fecondati rispetto alle tecniche a fresco, FIVET e ICSI e tipologia di servizio pubblico, privato o convenzionato emerge che  si effettuano gli ovociti inseminati a fresco e FIVET soprattutto nel pubblico, per un totale di 242.423 a fresco, 41.505 FIVET  e ICSI 200.918. Gli ovociti inseminati sono effettuati invece soprattutto nel privato. Lo stesso per gli ovociti fecondati per un totale di 173.367 a fresco, 29.142 FIVET, 144.225 ICSI.
Rispetto al 2016 la crioconservazione di ovociti diminuisce  mentre aumenta quella di embrioni. Sono scongelati  29.226 embrioni. La fascia di età delle pazienti che hanno iniziato il ciclo di scongelamento di embrioni (FER), in tutto 17.281, è in media  tra i 35 e i 39 anni mentre per quello di ovociti (FO) è uguale e meno di 34 anni. Nei 1.391 cicli di scongelamento di ovociti effettuati (FO) con tecnica di congelamento lento (per ciclo da 5,9 a 6.3 ovociti) e vitrificazione ( 5,5 ovociti congelati a ciclo) si sono scongelati 7.658 ovociti di cui 5.576 inseminati e 2.082 non utilizzati. I trasferimenti eseguiti con le tecniche di II e III livello si sono svolti soprattutto nel Nord Est di Italia eccetto la Valle d’Aosta.

Si rileva per la maggior parte, per quanto concerne  tutte le tecniche di II e III livello  senza donazione di gameti,  in un ciclo trasferimenti con uno o due embrioni e in una fascia di età direttamente proporzionale.  Con l’aumentare dell’età diminuiscono i trasferimenti. Tra le fasce di età il trasferimento di un embrione e di due  si è tenuto soprattutto tra i 35 e i 39 anni, rispettivamente il primo con 9.184  e il secondo con 8.990  embrioni. In Italia nel 2017 dai prelievi con le diverse tecniche a fresco (FIVET e ICSI)  e cicli iniziati con scongelamento di ovociti si sono formati 107.435 embrioni trasferibili: 62.359 embrioni formati e trasferiti da cicli a fresco e 2.036 embrioni formati e trasferiti da cicli di scongelamento ovacitario (FO) e 43.076 embrioni trasferibili e crioconservati. Una media di 2,25 embrioni che sono stati formati ad ogni prelievo.

Le gravidanze diagnosticate con tecniche di II e III livello sono 14.604 delle quali 9.310 con tecniche a fresco, 5.294 da scongelamento.
Dal monitoraggio dei centri su 12.942 gravidanze ottenute da tecniche di II e III livello sono giunte al parto 9.680 (il 74%) di cui per un totale di 1.067 con  la FIVET –  singoli 902, multipli 165 e gemellari 158); 4.962 con ICSI   – 4190 parti singoli, 772 multipli e 756 gemellari – 3.486 da FER – 3254 singoli, 232 multipli, 756 gemellari -, 165 da scongelamento FO – parti singoli 141, multipli 24 e gemellari 13,9.
Sono nati vivi con tecniche di II e II livello nel 2017 10.844 bambini, dato probabilmente sottostimato perché non si conoscono gli esiti di 1662 gravidanze. Hanno avuto malformazioni alla nascita 80 bambini, i  nati vivi sottopeso  inferiore a 2.500 grammi  sono 2002 e quelli pretermine prima della 35° settimana gestazionale sono 1.872, i morti entro il 28 giorno 130. La perdita di informazioni relative alle gravidanze si registra soprattutto nei centri privati per un totale di 1662 gravidanze perse al follow up.
Dai dati nazionali riportati sul Registro europeo dalle 14.604 gravidanze risultano parti 1067 con Fivet, 4962 con ICSI, 3486  con FER e 165 con FOR. I nati vivi sono 1232 con FIVET, 5.719 con ICSI, 3703 con FER, 190 con FO.

Le indagini  genetiche preimpianto si sono svolte in 42 centri di cui 30 privati, 8 convenzionati e 4 pubblici per un totale di 3034 cicli su embrioni a fresco e 99 su embrioni scongelati.

Centri, monitoraggio e tecniche di PMA con la donazione di gameti  

Dal 2014 è prevista la possibilità di PMA di tipo eterologo (CC sentenza 162/2014). La inseminazione semplice con donazione di gameti maschili di I livello si è tenuta presso 62 centri (55 privati, 3 convenzionati e 4 pubblici) che hanno trattato 487 pazienti e iniziato 743 cicli. Da questi cicli si sono ottenute 154 gravidanze. Quelle 128 monitorate dai centri sono esitati in 110 parti mentre nelle restanti 28 hanno registrato esiti con interruzione di gravidanza (17 aborti spontanei e 1 aborto terapeutico).  Dei 110 parti sono nati vivi 127 di cui 94 da parti singoli, 33 da multipli, da 30 gemellare e 3 da trigemino. 22 i nati vivi sottopeso e 23 pretermine mentre non sono registrati nati morti. L’89,9% dei cicli iniziati è stato utilizzato seme che proviene da banca estere. Il motivo di infertilità nel partner maschile è quasi del tutto dovuto, 95,5%,  a  infertilità da fattore maschile severo.

Per le tecniche di PMA di II e II livello con donazione di gameti maschili (seme), di gameti femminili (ovociti) e la doppia donazione di gameti i centri che hanno svolto tale sono 91  dove hanno iniziato  5942 coppie trattate 6771 cicli. L’uso di gameti maschili è solo crioconservato mentre quello femminile con ovociti donati a fresco o crioconservati.  Sono anche utilizzatati  embrioni crioconservati ottenuti dalla donazione di gameti che vengono trasferiti.

Dei 6771 cicli iniziati la maggior parte nei 74 centri privati mentre 10 nel settore pubblico e 7 convenzionato, hanno utilizzato 839 semi donati, 60 ovociti a fresco donati, 3.089 ovociti crioconservati donati e 2783 embrioni conservati dopo una donazione di gameti.

Le maggiori cause di infertilità femminile delle coppie trattate con donazione di ovociti sono: la ridotta riserva ovarica dopo fallimento di fecondazione omologa 31,9% e l’avanzata età riproduttiva ma comunque in età potenzialmente fertile per il 40,6%.

Per quanto concerne l’età delle pazienti riceventi con la donazione di seme il numero più elevato tra i 615  trasferimenti è quello sotto i 40 anni, nella fascia dai 35 ai 39 sono 272 i semi donati trasferiti  (il 44,2%) e nella fascia inferiore dei 34 sono 208 (il 33,8%). Invece dai 40 ai 42 sono 115 (il 18,7%) e dai 43 in su sono 20 (il 3,3%).  Il trasferimento di ovociti donati, sono 45,  è direttamente proporzionale all’età: dai 43 anni in poi sono 33 (il 73,3%) mentre inferiore ai 34 compreso sono 2 (il 4,4%). Tra 2.863 trasferimenti di ovociti crioconservati donati le pazienti che vi ricorrono più spesso a tali tecniche hanno un’età di 43 anni e più (1.541 trasferimenti, il 53,8%) e dai 40 ai 42 anni con 724 trasferimenti (il 25,3%). Riguardo ai 2677 trasferimenti di embrioni crioconservati dopo una donazione di gameti vi ricorrono di più le  donne di età di 43 e più anni con 1370 trasferimenti, seguite dalle quarantenni a cui vengono trasferiti i 540 embrioni crioconservati dopo una donazione di gameti.

Sono state ottenute 2.189 gravidanze. Non si è avuta alcuna gravidanza con la doppia donazione effettuata con ovociti a fresco mentre sono 67 con donazione di ovociti crioconservati. Nel 2017 sono state monitorate 1850 gravidanze da donazione di gameti dalle quali si sono avute 1.414 parti. I nati vivi sono 1.610 bambini. 15 con diagnosi di malformazione alla nascita  e 354 nati sottopeso in particolar modo quelli con parto gemellare e multiplo,  e 338 pretermine, soprattutto gemellari e multiplo.  I nati morti sono 11 e 9 morti neonatali entro il 28° dalla nascita. Su 1414 parti 201 sono gemellari, 3 trigemino e 204 multiplo.

Importazioni  ed  exportazioni di gameti ed embrioni. Dalla comunicazione depositata  presso il Centro Nazionale dei Trapianti e il Registro nazionale PMA – Istituto Superiore di Sanità a cui i Centri sono obbligati a dare segnalazione di importazione o esportazione di gameti ed  embrioni entro le 48 ore risulta: il liquido seminale importato nel 2017, per un totale di 3.063 criocontenitori,  proviene per il 96% da Centri di  Spagna, Danimarca e Svizzera e il resto da Repubblica Ceca, Grecia, Germania  mentre quasi tutti  gli ovociti, per un totale di 6.731 criocontenitori giungono dalla Spagna (96%) e in quantità più ridotte anche da Grecia, Repubblica Ceca e Ucraina. Gli embrioni, per un totale di 2.632 criocontenitori provengono quasi del tutto da Spagna, Repubblica Ceca e Ucraina e giungono soprattutto in Emilia-Romagna, P.A. Bolzano e Piemonte.

I gameti maschili (seme) vengono esportati soprattutto da Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte per un totale di 2937 criocontenitori. L’esportazione di ovociti riguarda per un totale di 33 criocontenitori per la maggior parte da Lombardia, Toscana e Lazio per la Spagna, Svizzera e Usa. Gli embrioni per un totale di 57 criocontenitori vengono esportati da Piemonte, PA Bolzano ed Emilia –Romagna soprattutto per Spagna, Repubblica Ceca ed Austria.

 (Aggiornamento 9 luglio 2019)

 

(*) redazione Bioetica News Torino
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