Proteggi la tua famiglia, tema della Giornata mondiale del diabete

di redazione Bioetica News Torino
redazione Bioetica News Torino
11 novembre 2019
Proteggi la tua famiglia, tema della Giornata mondiale del diabete

Quest’anno la campagna mondiale di sensibilizzazione, informativa e prevenzione del diabete è incentrata sulla famiglia, in cui si raffigurano tutte le fasi della vita che possono essere affette dalla patologia ma anche il luogo educativo in cui si può fare prevenzione e cura attraverso l’adozione di uno stile di vita sano basato su corrette scelte comportamentali nell’alimentazione e sulla conoscenza dell’importanza di fare attività fisica adeguata, nonché dei controlli periodici.

Si celebrerà il 14 novembre, come ogni anno da quando è stata indetta dalle Nazioni Unite nel 2006 nel giorno di nascita di Frederick Banting a cui si deve assieme a Charles Best la scoperta dell’insulina nel 1922.  Già nel 1991 risale la sua istituzione da parte della International Diabetes Federation e dell’Organizzazione mondiale della Sanità dinanzi alla consapevolezza di un crescente e preoccupante dilagarsi del diabete per la salute pubblica.

Figura 1. Atlante del diabete nel mondo 8° edizione 2017 a cura di International Diabetes Federation

Figura 1. Atlante del diabete nel mondo 8° edizione 2017 a cura di International Diabetes Federation www.idf.org

Una diagnosi precoce è importante sia per poter prevenire o ritardare la progressione delle complicanze croniche, anche gravi, ad esso associate. È una malattia cronica, caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue che, se non curata in modo adeguato, può infatti causare nel tempo malattie cardiovascolari, ictus, cecità, insufficienza renale e amputazione degli arti inferiori. In un panorama proiettato verso l’aumento dell’aspettativa di vita e della popolazione vi è la necessità di un programma di prevenzione efficace e celere nell’agenda politica sanitaria per poter evitare che aumenti la platea di persone affette da diabete con la perdita di una buona salute invalidante  anche grave che viene ad incidere non solo a  livello individuale ma anche sull’intera collettività sia su un piano socio economico che sanitario, fino a 522 milioni di persone nel mondo nel 2030.  Da 108 milioni nel 1980 si è passati ai 422 milioni nel 2014 e si stima secondo l’Oms  415 milioni nel 2015. 60 milioni di persone sono stimate nella Regione Europea – Oms nel 2014.  C’è una popolazione di 3, 7 milioni di persone con una diagnosi di diabete in Italia.

Numeri che coinvolgono purtroppo non solo adulti ma anche bambini: «oltre un milione di bambini e adolescenti nel mondo hanno un diabete di tipo 1, ovvero quello autoimmune, afferma  Concetta Suraci, presidente di Diabete Italia, organizzatrice della Campagna in Italia a cui contribuiscono una pluralità di voci tra società e associazioni del settore scientifico medico e specialistico, di volontariato, di pazienti e familiari. Il diabete di tipo 1, autoimmune, è  quello più diffuso nei bambini. Nel nostro Paese  su 240 mila malati vi sono  25mila  diabetici fino a 18 anni.

Si distinguono due tipi di diabete mellito: tipo 1, detto immuno-mediato, che non può essere prevenuto e di cui non si conoscono ancora chiaramente i fattori di rischio che interagiscono la predisposizione genetica  che sviluppa la reazione autoimmunitaria; tipo 2, no immuno-mediato,  in parte prevenibile con stili di vita adeguati, insorge per la presenza non solo  di fattori ereditari ma anche di rischio come obesità, sovrappeso, ipercolestorelemia, sedentarietà, fumo di tabacco, abuso di alcol, non corretta alimentazione, disuguaglianze socio-economiche. Per quest’ultimo tipo l’incidenza è legata soprattutto  nell’età adulta ma l’80 % dei casi si può prevenire con uno stile di vita sano.

Si è detto dell’importanza di una diagnosi. Una persona su tre con diabete non le è stata diagnosticata. Ecco perché occorre fare controlli periodici che consentono non solo di prendere per tempo la malattia o prevenirla dalla complicanze croniche  ma anche nel caso di diabete 1 di non giungere a quando dirompe in modo  improvviso con quadri clinici gravi (la chetoacidosi) che potrebbero portare, in alcuni casi, anche alla morte. Il saper cogliere segni e sintomi iniziali nei bambini e nei giovani è un aiuto non solo che può venire dalle famiglie ma anche da coloro che svolgono attività educativa nelle scuole o nei luoghi di aggregazione sociale come le palestre per segnalarli alle loro  famiglie e ai medici curanti.
I sintomi del tipo 2 si manifestano in modo più lieve o addirittura assenti, sono  la sete eccessiva, il frequente bisogno di urinare, la mancanza di energia, la lentezza di guarigione delle ferite o un dimagrimento rapido.
Si consigliano glicemia almeno una volta all’anno, dosaggio della emoglobina glicosilata o carico orale di glucosio quando ci si trova in determinate condizioni, come si è obesi o in sovrappeso, non si segue una alimentazione corretta, si fa vita per lo più sedentaria, gli esami del sangue sono alterati, si ha familiarità di primo grado per diabete tipo 2 o ha avuto una malattia cardiovascolare (ictus, infarto ) o ancora si appartiene ad esempio ad un gruppo etnico ad alto rischio.
Per conoscere meglio i fattori di rischio della  malattia e attirare l’attenzione sul fare prevenzione l’International Diabetes Federation (IFD) ha messo a disposizione sul sito un test  – veloce, facile e riservato – che permette di scoprire  il rischio che una persona ha di incorrere nel diabete tipo 2 tra una decina di anni, sul calcolo di un punteggio  Finnish Diabetes Risck Score (Findrisc) sviluppato in Finlandia dai professori Janna Lindstrom e Jaakko Tuomilehto dell’Istituto nazionale della Salute e Benessere di Helsinki (per la versione italiana https://www.idf.org/type-2-diabetes-risk-assessment/it/).

L’iniziativa vuol far crescere la consapevolezza di quanto sia importante la prevenzione del diabete.  L’International Diabetes Federation raccomanda alcuni semplici comportamenti dall’attività fisica di 30-45 minuti almeno 3-5 giorni alla settimana ad una dieta alimentare le cui buone abitudini si possono condividere a beneficio di tutta la famiglia: preferire acqua, caffè o tè alle bevande zuccherate o succhi di frutta, tre porzioni di verdura al giorno comprese le verdure a foglia verde, tre porzioni di frutta fresca al giorno privilegiando noci, un pezzo di frutta fresca o yogurt senza zucchero per uno spuntino, limitare l’assunzione di alcol fino a due bicchieri standard al giorno,  preferire la carne bianca o frutti di mare anziché carne rossa o trasformata, pane, riso o pasta integrali invece di quelli raffinati e assunzione di grassi insaturi come olio d’oliva, olio di mais, olio di semi di girasole anziché grassi saturi come burro, grassi animali.

In Italia nel mese di novembre sono in programma numerosi incontri e iniziative dedicate al tema consultabili su diabeteitalia.it/eventi.   Le farmacie  promuovono  servizi gratuiti di prevenzione del diabete.  In quelle  aderenti al DiaDay, oltre 5mila,  campagna promossa da Federfarma, da oggi fino al 16 novembre, le  persone diabetiche di tipo 1 e 2, che lo desiderano, potranno fare un test il cui risultato darà informazioni sullo stato della loro aderenza alla terapia e  alcuni consigli per migliorare il controllo del diabete.

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