Relatio synodi: spazio a «famiglie ferite e fragili»

a cura di Lara Reale *
pubblicato il 18 ottobre 2014

“Verità e bellezza della famiglia e misericordia verso le famiglie ferite e fragili”. È il paragrafo della “Relatio Synodi” che fa da cerniera tra la seconda parte – “Lo sguardo su Cristo: il Vangelo della famiglia” – e la terza: “Il confronto: prospettive pastorali”. “La Chiesa guarda alle famiglie che restano fedeli agi insegnamenti del Vangelo, ringraziandole e incoraggiandole per la testimonianza che offrono”, si legge nel testo, in cui si ricorda che la Chiesa, “pur riconoscendo che per i battezzati non vi è altro vincolo nuziale che quello sacramentale, e che ogni rottura di esso è contro la volontà di Dio, è anche consapevole della fragilità di molti suoi figli che faticano nel cammino la fede”. Verso le persone “che hanno contratto matrimonio civile, che sono divorziati e risposati, o che semplicemente convivono”, compete alla Chiesa “rivelare loro la divina pedagogia della grazia nelle loro vite e aiutarle a raggiungere la pienezza nel piano di Dio”. La Chiesa “si rivolge con amore a coloro che partecipano alla sua vita in modo incompiuto, riconoscendo che la grazia di Dio opera anche nelle loro vite dando loro il coraggio per compiere il bene, per prendersi cura con amore l’uno dell’altro ed essere a servizio della comunità nella quale vivono e lavorano”.

“Una dimensione nuova della pastorale familiare odierna – viene ribadito nel testo – consiste nel prestare attenzione alla realtà dei matrimoni civili tra uomo e donna, ai matrimoni tradizionali e, fatte le debite differenze, anche alle convivenze”. “Quando l’unione raggiunge una notevole stabilità attraverso un vincolo pubblico, è connotata da affetto profondo, da responsabilità nei confronti della prole, da capacità di superare le prove, può essere vista come un’occasione da accompagnare nello sviluppo verso il sacramento del matrimonio”. Molto spesso, invece, “la convivenza si stabilisce non in vista di un possibile futuro matrimonio, ma senza alcuna intenzione di stabilire un rapporto istituzionale”. “Accompagnare con attenzione e premura i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito”, la linea della Relatio, “ridonando fiducia e speranza, come la luce del faro di un porto o di una fiaccola portata in mezzo alla gente per illuminare coloro che hanno smarrito la rotta o si trovano in mezzo alla tempesta. Consapevoli che la misericordia più grande è dire la verità con amore, andiamo al di là della compassione”. Quanto alle unioni omosessuali, “ci si è interrogati su quale attenzione pastorale sia opportuna di fronte a questa situazione riferendosi a quanto insegna la Chiesa: ‘Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia’”.

fonte: Sir

approfondimenti:
http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2014/10/18/0770/03044.html

 

(*) Lara Reale
Giornalista Scientifica
Redazione Web Arcidiocesi di Torino
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