Restaurata la volta della Chiesa del SS Sudario, occasione per il pubblico per ammirarla tra numerosi eventi

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 12 gennaio 2019

Ritorna al suo antico splendore la settecentesca volta della Chiesa del Santissimo  Sudario di Torino che disvela nella loro straordinaria freschezza e bellezza  le pitture trompe-l’oeil del veneziano Pietro Alzeri e gli affreschi del pittore torinese Michele Antonio Milocco, grazie all’opera di restauro affidata all’architetto Stefano Trucco, presidente del Centro Conservazione e Restauro «La Venaria Reale» insieme alla sinergica collaborazione con la Soprintendente architetto Luisa Papotti e il funzionario storico dell’arte  Valeria Moratti della  Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino.

Nelle mani esperte di una squadra altamente qualificata, proveniente dal suddetto Centro, officina formativa e di ricerca nel settore del restauro di beni culturali, composta da 13 restauratori e 4 diagnosti, si sono completati, dopo sette mesi, i lavori della volta con i quali, dopo due anni di forzata chiusura per problemi di umidità e infiltrazioni  –  e  nel corso degli anni diversi  interventi di restauro –  la Chiesa del Santissimo Sudario ha potuto essere nuovamente uno scrigno aperto ai visitatori e soprattutto agli affezionati torinesi che potranno ammirarla partecipando alle funzioni religiose e agli incontri culturali dei Confratelli del SS. Sudario.

Una Chiesa, che adibita originariamente a servizio religioso accanto all’ospedale dei Pazzarelli e poi per i militari e le loro famiglie sotto il regno di Carlo Emanuele III, profanata con l’occupazione napoleonica e ritornata alla sua funzione religiosa nel periodo di Vittorio Emanuele I, è stata nel corso degli anni successivi soggetta ad ospitalità nel tempo di guerra e   a  continui ripristini e restauri perché gravemente danneggiata. Fu grazie alla volontà e all’impegno del venerabile torinese don Adolfo Barberis, studioso della Sindone, che agli inizi degli anni sessanta si pensò al recupero della chiesa per ridonare quel patrimonio storico religioso alla città e con essa nel 1998 nella cripta il museo della Sindone.

Ora l’intero complesso, comprensivo anche del Centro Internazionale degli Studi Sindonici con la sede universitaria distaccata dall’Ateneo Pontificio «Regina Apostolorum» di Roma per il diploma degli Studi Sindonici, rifulge nel suo valore storico, culturale, religioso con la chiesa aperta al pubblico, la cui inaugurazione dei restauri  si è tenuta nella giornata di ieri, venerdì 11 gennaio alla presenza di innumerevoli autorità, tra le quali la sindaca Chiara Appendino,  accolti dal saluto di Giafranco Favarato, presidente della Confraternita del SS. Sudario, don Roberto Gottardo, presidente della Commissione diocesana per la Sindone e  Stefano Trucco, presidente del Centro di Conservazione e Restauro «La Venaria Reale» e dal rettore della Chiesa  mons. Giuseppe Ghiberti.  Appendino ha porto per prima un ringraziamento «intitolata al S. Sudario è l’emblema nell’identificazione di Torino come città della Sindone»

Il venire della bellezza antica nuovamente alla luce è opera anche di coloro che l’hanno sostenuta ai quali è andato il più vivo ringraziamento e  i cui rappresentanti degli enti hanno porto un loro saluto da Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione CRT a Laura Fornara, vice responsabile dell’Area Arte, Attività e Beni Culturali della Compagnia di San Paolo e tramite lettera  Carlo Piccolo, responsabile Relazioni internazionali della Niaf, National Italian American Foundation.

Ad un intercalare di interventi di Gian Maria Zaccone, direttore del CIS  sull’arte iconografica nella Chiesa del SS. Sudario, del funzionario storico dell’arte  Valeria Moratti sulle raffigurazioni pittoriche del Milocco e dell’Alzeri, del direttore del laboratorio «La Venaria Reale» Michela Cardinali sulla conservazione delle pitture murali settecentesche del Milocco  e infine di Nicola Polzella project manager di Ilti Luce sul nuovo sistema di illuminazione,  si sono susseguiti  momenti conviviali, spirituali – la santa Messa celebrata da Mons. Giuseppe Ghiberti –  e musicali. Con il concerto serale dell’Associazione Musicaviva si è  conclusa l’inaugurazione offrendo lieti momenti poetici di musica barocca diretta dal maestro  Bruno Bergamini sui Salmi di Benedetto Marcello eseguita dalla Camerata strumentale di San Pancrazio.

(*) redazione Bioetica News Torino
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