Rapporto Sanità. Euro Health Consumer Index 2018

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 19 aprile 2019

La Sanità europea migliora per mortalità infantile, tassi di sopravvivenza a malattie cardiache, infarti e cancro, anche se vi è un peggioramento degli stili di vita come l’obesità, consumo di cibi spazzatura e vita sedentaria,  ma sono ancora troppi i paesi che presentano un’inefficienza nei servizi. L’Italia mantiene il 20 posto su 35 Paesi. Sul podio la Svizzera (893 punti su 1000), che scalza i Paesi Bassi (883 punti) che vanno ad occupare il secondo posto dopo 10 anni, e la Norvegia (857 punti). È il rapporto annuale di Euro Health Consumer Index 2018 pubblicato da Health Consumer Powerhouse, dal confronto dei sistemi sanitari nazionali in 35 Paesi e dal punto di vista dei consumatori.

Un’analisi che prende in esame 46 indicatori raggruppati per area dai Diritti dei pazienti e informazione all’Accesso e tempo di attesa,  agli Esiti dei trattamenti, alla Gamma dei servizi, alla Prevenzione e uso di prodotti farmaceutici. E tra questi sono stati introdotti due nuovi indicatori sulla salute mentale, l’attesa per la  visita in Psichiatria pediatrica e il tasso di suicidio, che sostituiscono i precedenti per un migliore monitoraggio.

Nel grafico alla Norvegia, che è al terzo posto, seguono: Danimarca, Belgio, Finlandia, Lussemburgo, Svezia, Austria, Islanda, Francia, Germania, Portogallo, Repubblica Ceca, Estonia, Regno Unito, Slovacchia, Serbia, Spagna, Italia, Slovenia, Irlanda, Montenegro, Croazia, Nord Macedonia, Cipro, Malta, Lituania, Grecia, Latvia, Bulgaria, Polonia e Ungheria, Romania e Albania.

Vengono evidenziate per ciascun Paese qualità e criticità. Per citarne alcune,  la Svizzera, che vanta di un’eccellenza nella sanità da tempo, è la sola a distinguersi per l’accesso. L’Austria dal 2016 si mantiene vicina agli 800 punti da cui inizia l’eccellenza e sull’indicatore dell’aborto non si può avere un riscontro,  l’interruzione di gravidanza non viene effettuata nel sistema sanitario statale e non ci sono statistiche ufficiali. L’Islanda invece ha un sistema di servizi sanitari efficiente per servire ben oltre la popolazione islandese. L’Italia presenta più differenze interne rispetto agli altri Paesi d’Europa con un sistema migliore al Nord e a Roma. Il Montenegro, che dal 25 posto dello scorso anno è sceso al 23mo, è riuscito a diminuire la mortalità infantile arrivando a 1.3 su 1000 nascite, sottoponendo le gravidanze a rischio ad un esperto clinico neonatale dell’Università Ospedaliera di Podgorica. La Grecia che dal 32 posto scende al 29mo  con 615 punti, risente di più fra gli altri Paesi della crisi finanziaria,  rispetto a Portogallo, Irlanda, Italia, Estonia, Lavtia, Lituania.

Il sistema sanitario italiano è più debole, secondo il Rapporto, si veda nelle liste di attesa dove per un esame CT  diagnostico avanzato (non acuto) anziché meno di sette giorni è tipicamente superiore ai 21 gg, e manca un accesso diretto agli specialisti; nella gamma dei servizi per la cura a lungo termine degli anziani ultra sessantacinquenni (residenze e posti letto), per l’alto tasso di taglio cesareo; negli  esiti per le infezioni ospedaliere resistenti (MRSA).

(*) redazione Bioetica News Torino
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