Scuola, cultura e persona: elementi per un nuovo “umanesimo”

di Clara Di Mezza *
pubblicato il 14 luglio 2013
Scuola, cultura e persona: elementi per un nuovo “umanesimo”

Il principale obiettivo educativo della scuola non è e non può essere quello di inseguire lo sviluppo di singole tecniche e competenze. Piuttosto è quello di formare saldamente ogni persona sul piano cognitivo e culturale, affinché possa affrontare con responsabilità e positivamente l’incertezza e la mutevolezza degli scenari sociali e professionali presenti e futuri. L’elaborazione, quindi, di nuovi saperi necessari per comprendere l’attuale condizione dell’uomo planetario è la premessa indispensabile per l’esercizio consapevole della propria cittadinanza.

Occorre coltivare nei più giovani l’idea di un essere umano integrale, capace di concentrare nella singolarità del personale microcosmo i molteplici aspetti del macrocosmo umano. Questa relazione, poi, fra il microcosmo personale e il macrocosmo dell’umanità necessita di essere colta nel suo duplice aspetto: da un lato, tutto ciò che accade nel mondo influenza la vita di ogni persona; dall’altro, ogni singola persona ha una responsabilità unica e speciale nei confronti dell’umanità. Risulta quindi decisiva e prioritaria nella scuola di oggi una nuova alleanza fra le diverse materie di studio (es. scienze, tecnologia, storia, materie umanistiche…), in grado di delineare un reale “nuovo umanesimo”.

Aiutare i giovani a comprendere le implicazioni degli sviluppi delle scienze e delle tecnologie

In tale prospettiva la scuola potrà raggiungere alcuni obiettivi, oggi più che mai essenziali, quali il promuovere molteplici saperi di un nuovo umanesimo, comprendendone allo stesso tempo tutti i possibili limiti. Inoltre, la scuola dovrebbe farsi carico di diffondere la consapevolezza che i grandi problemi dell’attuale condizione umana (ad esempio il degrado ambientale, la distribuzione non equa delle risorse, la salute e la malattia, i dilemmi bioetici, la ricerca di una migliore qualità della vita), possono essere risolti e affrontati anche attraverso una collaborazione fra differenti discipline e culture.  Infine, la scuola dovrà aiutare i giovani a comprendere le implicazioni degli interessanti sviluppi delle scienze e delle tecnologie per l’intera umanità.

Questi obiettivi, certamente non unici ed esaustivi, possono essere realizzati sin dalle prime fasi dell’educazione e formazione degli alunni, ma solo ad una condizione, e cioè che le finalità educative della scuola si fondino sul concetto di persona, sulla sua singolarità e complessità, e sulla sua articolata identità. Non si può parlare, cioè, di sviluppo di un nuovo umanesimo se prima nella scuola non viene posta al centro dell’azione educativa la persona (nello specifico lo studente, e in senso lato l'”altro” da noi) nella sua totalità e in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, etici e spirituali. Una vera relazione educativa richiede armonia e la reciproca fecondazione tra sfera razionale e mondo affettivo, intelligenza e sensibilità. La persona viene così orientata verso il senso globale di se stessa e della realtà, nonché verso l’esperienza liberante della continua ricerca della verità.

In questa prospettiva i docenti potranno trasmettere dei saperi, progettare ed educare nella consapevolezza di avere dinanzi non dei semplici individui astratti, ma delle persone che hanno dei bisogni, dei desideri, che sollevano domande e che vanno alla ricerca di orizzonti di significato. Solo se gli studenti si sentiranno “persone” potranno comprendere chi e cosa è “persona”! Chi educa deve essere sollecito verso una persona che è realtà concreta, se ne deve far carico con premura costante, affinché sboccino nella libertà tutte le sue potenzialità. Valorizzando l’unicità e la singolarità dell’identità di ogni studente si potrà educare i giovani alla comprensione e al rispetto di quelle persone che essi incontreranno nei molteplici contesti sociali, culturali e antropologici della vita.

La promozione e lo sviluppo della singola persona, infatti, stimola in maniera vicendevole la promozione e lo sviluppo degli altri. Si impara nella relazione con gli altri! Una proposta educativa seria e corretta deve avere, quindi, l’obiettivo fondamentale di promuovere lo sviluppo integrale della persona, ovvero nella sua totalità in quanto soggetto in relazione, secondo la grandezza della vocazione dell’uomo e la presenza in lui di un germe divino. Solo così la persona diventa capace di cooperare al bene comune e di vivere quella fraternità universale che corrisponde alla sua vocazione.

A tal proposito, mi sembra interessante concludere questa breve riflessione con le parole autorevoli del Concilio Vaticano II, con l’auspicio che esse siano un monito per tutti i docenti della scuola di oggi e del futuro:

Ogni uomo ha il dovere di tener fermo il concetto della persona umana integrale, in cui eccellono i valori dell’intelligenza, della volontà, della coscienza e della fraternità, che sono fondati tutti in Dio Creatore e sono stati mirabilmente sanati ed elevati in Cristo  (Gaudium et Spes, 61).

(*) Prof.ssa Clara Di Mezza
Teologa morale e Docente di Insegnamento religione cattolica (IRC)
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