Summit delle giudici africane contro la tratta di persone e il crimine organizzato

Alla Pontificia Accademia delle Scienze e delle Scienze Sociali

di redazione Bioetica News Torino *
pubblicato il 4 dicembre 2018

In Vaticano presso la sede dell’Accademia Pontificia delle Scienze e delle Scienze Sociali, Casina Pio IV, si svolgeranno due giornate,  dal 12 al 13 dicembre,  di Summit delle giudici africane contro la tratta di  persone e il crimine organizzato.

L’incontro continuerà i lavori del Summit tenutisi lo scorso anno sullo stesso tema. Schiavitù moderna nel senso di lavoro forzato, prostituzione e traffico di organi sono stati inseriti tra gli obiettivi contro cui le Nazioni unite si impegnano ad eliminare nel programma degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. È stato proprio a seguito di un incontro tenutosi presso la sede pontificia delle Accademie delle Scienze e delle Scienze sociali tra il papa Francesco e l’allora segretario generale U.N. Ban Ki-moon che al punto 7 dell’ottavo obiettivo è stata inserita  la seguente citazione: «Prendere misure immediate ed efficaci per eradicare il lavoro forzato, eliminare la schiavitù moderna e il traffico di esseri umani e assicurare la proibizione e l’eliminazione delle peggiori forme del lavoro minorile, includendo il reclutamento e l’abuso di bambini soldato, e entro il 2025 porre fine al lavoro dei bambini in tutte le sue espressioni».

Per l’esclusione di cui soffrono le vittime si parla di “globalizzazione dell’indifferenza» diffusa nel mondo e che è, come hanno chiamato papa Francesco e papa Benedetto XVI, il peggior crimine contro l’umanità, riferendosi alla tratta degli esseri umani.  Una violenza che tocca non solo il corpo come fa la tortura, l’abuso sessuale ripetuto, prelievo forzato di organi, il lavoro forzato compreso quello minorile, ma anche l’anima scalfendo profonde ferite. Le vittime vengono umiliate e percepite/si sentono come meri oggetti. Le donne costrette a prostituirsi, illuse dall’uomo che dice di amarle, dalla famiglia che le vende o  dà nelle mani di persone senza scrupoli per vari motivi, sentono su di sé il vuoto esistenziale. Il lungo percorso di riabilitazione consiste nel riprendere confidenza in se e fiducia nelle altre persone.

Nel contrastare il fenomeno della  schiavitù moderna e la tratta umana occorre prima  una conoscenza dell’estensione del fenomeno in Africa e delle aree più a rischio e  proposte concrete su misura della situazione africana poi. Il modello più adatto sarebbe quello Nordico che criminalizza il consumatore e non la vittima (Nota concettuale di mons. Marcelo Sanchez Sorondo sul Summit).

Senza giustizia non vi può essere una società umana e solo grazie alla figura del giudice che le società possono essere riconosciute come giuste e libere. «Questo va riaffermato, perché c’è una crescente tendenza a sminuire la figura del giudice con pressioni dall’alto e dal basso, dallo Stato e dal settore privato, dalle strutture sociali riconosciute e da quelle cosiddette “strutture di peccato” che, come le potenti mafie, raggiungono senza fermarsi i loro fini distruttivi della società,  di corruzione della giustizia e delle persone», come scrive nella nota del programma  il Cancelliere dell’Accademia  pontificia delle Scienze e delle Scienze sociali mons. Marcelo Sánchez Sorondo.  Infatti un Paese, aggiunge,  non è dato dalla somma degli individui in un dato momento ma consta di valori permanenti, di etica, di istituzioni.

(Aggiornamento 5 dicembre 2018)
(*) redazione Bioetica News Torino
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