Un apostolato che illumina la professione medica

di Fabrizio Fracchia *
pubblicato il 1 settembre 2012
Un apostolato che illumina la professione medica

L’Associazione Medici Cattolici Italiani nasce a Roma nel 1944 per opera di un gruppo di medici guidati dal prof. Luigi Gedda

L’Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI), nasce a Roma nel luglio 1944 da un gruppo di medici guidati dal prof. Luigi Gedda, che in una delle sue ultime interviste, così scriveva: «Negli anni ’40 si avvertiva la necessità di sviluppare organizzazioni di apostolato dei laici, integrate con altre associazioni “orizzontali” per categorie, capaci di dare ai loro iscritti una formazione specifica ed una capacità di incidere in ambienti professionali».

Ecco allora qual è l’intento dell’AMCI, prendere ispirazione dal Vangelo dove è possibile ritrovare il principio etico fondamentale della professione medica: dare valore alla dignità della persona umana. Riferirsi al Vangelo è vivere in comunione profonda con Gesù Cristo, ma anche aderire alla Chiesa e al suo Magistero, che illumina la professione medica e le varie problematiche bioetiche che questa porta con sé.

L’articolo 4 dello Statuto, dedicato agli scopi dell’Associazione, definisce bene lo stretto legame tra l’AMCI e la bioetica. Ecco una breve sintesi:
– provvedere alla formazione morale, scientifica e professionale dei medici;
− promuovere gli studi medico-morali, ispirandosi ai principi della Dottrina Cattolica e nel fedele rispetto del Magistero della Chiesa;
− animare e difendere lo spirito di autentico servizio umano e cristiano dei medici nel rapporto con l’ammalato;
− favorire l’evangelizzazione del mondo sanitario per la realizzazione, unitamente agli ammalati e agli altri operatori sanitari, di un’autentica comunità che testimoni i valori cristiani della vita.

A livello centrale l’AMCI collabora attivamente con la Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, è presente nella Consulta Nazionale della Pastorale Sanitaria della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), ha dato vita insieme ad altre associazioni al FORUM di Associazioni e Movimenti di Ispirazione Cristiana operanti in campo socio-sanitario. È membro in varie regioni di Comitati di Bioetica. Ha istituito, con altri organismi cattolici, la SIBCE (Società Italiana di Bioetica e dei Comitati Etici).

Così pure localmente, le varie sezioni piemontesi sono in stretta collaborazione con gli Uffici di Pastorale Sanitaria Diocesana e con le varie realtà associative che lavorano nel campo della salute e dell’assistenza. A Torino da sempre l’Associazione (www.amcitorino.it) è parte attiva del Centro Cattolico di Bioetica e ne condivide gli intenti e le attività.

Siamo pertanto lieti che il Centro Cattolico di Bioetica abbia dato vita al periodico mensile telematico «Bioetica News Torino». Questa rivista può divenire uno strumento indispensabile non solo per l’informazione bioetica, ma un’occasione di dialogo tra le varie realtà associative e istituzionali che danno vita al Centro stesso. Si sentiva l’esigenza di trovare uno strumento che realizzasse quel «fare rete» che il nostro Arcivescovo Cesare Nosiglia ha sottolineato nel suo discorso quando nel luglio dello scorso anno ha fatto visita al Centro ed ha conosciuto le sue varie componenti. La rivista telematica sarà questo mezzo di formazione e di collegamento che andrà ben oltre la realtà piemontese, per la sua diffusione in internet.

Nella composizione del periodico telematico l’Associazione Medici Cattolici Italiani si impegna a dare il proprio contributo, in particolare su temi Bioetici che abbiano come riferimento la dignità della persona umana, valore in sé assoluto, ma che trova nella relazione tra il medico, il personale sanitario, e il malato il suo modello e la sua realizzazione più completa.

(*) Dott. Fabrizio Fracchia
Presidente Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI)
sezione di Torino
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