Uno sguardo sul mondo. “Bioarchitettura e bioetica”

di Ada Toni *
pubblicato il 5 marzo 2013
Uno sguardo sul mondo. “Bioarchitettura e bioetica”

La Bioarchitettura, così come sviluppatasi negli ultimi anni, presenta numerosi punti di contatto con la Bioetica: entrambe le discipline riconducono infatti l’operare umano a un orizzonte etico; entrambe configurano un’area di convergenza tra ambiti di ricerca numerosi e di carattere specialistico; entrambe mirano a ottimizzare la qualità di vita dell’uomo; ed entrambe rappresentano, in definitiva, una chiara presa di posizione, sebbene per certi versi tarda, rispetto a un progresso tecnico-scientifico sino a ieri privo di regole e di limiti.

La viva preoccupazione per i danni ambientali provocati dall’uomo ha avviato, sin dagli anni Settanta, un dibattito internazionale al quale va riconosciuto, come primo e più importante risultato, la definizione del modello di sviluppo “sostenibile” (Rapporto Bundtland, 1987): un approccio teso, finalmente, alla conciliazione degli attuali bisogni con quelli delle future generazioni, e nel quale è possibile riconoscere, a ben guardare, l’eco di quel sano buonsenso di cui scriveva Cicerone nel De Senectute, laddove descrive, citando Stazio, la figura del vecchio contadino intento a piantare alberi di cui mai potrà godere.

Superato dunque l’approccio prettamente tecnico-scientifico che ha caratterizzato gli esordi della disciplina, la Bioarchitettura mira oggi alla gestione sintetica di più obiettivi:

il rispetto di luoghi, tradizioni, culture;
la ricerca della durata in opposizione allo spreco;
l’utilizzo di materiali il cui intero ciclo di vita possa essere considerato a basso impatto ambientale;
il progressivo abbandono dei combustibili fossili in favore delle energie rinnovabili;
e soprattutto il benessere dell’uomo inteso non solo in termini biologici, ma anche nella sua realtà psicologica, che lo vede saldamente ancorato ai suoi simili, alle dimensioni del tempo e dello spazio, e alla continuità dello spirito umano nel fluire della storia.

Lourdes, 22 ottobre 2012 ©Cristiano Cossu

(*) Arch. Ada Toni
Specializzazione Biennale in Storia, Analisi e Valutazione dei Beni Architettoni e Ambientali
Dottore di Ricerca in Progettazione architettonica e urbana
Docente nel Master di II livello in Architettura, arti sacre e liturgia all'Università Europea di Roma
Membro dal 2010 della Commissione di Arte sacra dell'Arcidiocesi di Otranto (Le)
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