Uno sguardo sul mondo: vivere in Africa

di Enza Fruttero *
pubblicato il 6 febbraio 2013
Uno sguardo sul mondo: vivere in Africa

Quest’anno ho trascorso il Santo Natale a Gambo, il Natale ortodosso, ossia il 7 gennaio 2013. Mi sono allontanata dal chiasso delle vie del centro di Torino, il 24 dicembre e ho trascorso la notte in volo verso l’Etiopia. Ho avuto modo di riflette per molte ore su un aereo affollato di persone che rientravano a casa per trascorrere le feste nelle proprie famiglie. Culture tanto diverse e lontane, esperienze di vita che si intrecciano e per poche ore si incontrano e condividono gli stessi desideri e le stesse ansie di vita.

Poi arrivo a Gambo, dopo un giorno di sosta ad Addis Abeba e un giorno di viaggio su strade trafficate e inquinate da fumi di scarico di grossi camion.

Gambo, un piccolo centro abitato da lebbrosi e loro famiglie dove da anni ci incontriamo con tanti volontari, vecchi e nuovi, ognuno impegnato nelle proprie città in animazione missionaria e raccolta fondi per finanziare i vari progetti necessari a dare sostegno e sviluppo alla complessa realtà nel cuore di una delle foreste dell’Acrocoro etiopico.

Partecipo alla vita della missione dal 1996 quando vi ho trascorso per la prima volta il Natale.

Quanto lavoro da allora! Quanti missionari si sono spesi per assistere le persone della missione nelle varie esigenze drammatiche di vita! Fame, malattie, analfabetismo, alcolismo, violenza, sfruttamento della donna. Tante cose sono cambiate e tante non cambieranno mai, i problemi della vita ovunque e sempre.

Al mio primo incontro con la  realtà della missione, tanti anni or sono, fui presa dall’ansia di “Dare da mangiare agli affamati”. In seguito compresi che era fondamentale, per aiutarli a uscire da questa situazione “Insegnare agli ignoranti” e mi impegnai a sostenere i progetti di alfabetizzazione e promozione della donna e a formare il personale sanitario dell’ospedale. In seguito mi resi conto che era vitale programmare con loro dei “Progetti di sviluppo sostenibili”  che durassero nel tempo e potessero essere da loro gestiti. Così partecipai ai progetti di ristrutturazione dell’ospedale e all’informatizzazione.

Quest’anno rientro con questo pensiero che voglio condividere con voi.

Tanti a Gambo vivono in capanna, hanno poco da mangiare e soffrono per tante malattie. Il loro orizzonte è il confine del campo, tanti non sono mai andati fino ad Addis Abeba. Il loro mondo è fino al paese dove vanno al mercato sul carretto, una volta alla settimana.

Noi soffriamo di tante “terribili” malattie, mangiamo molto, forse troppo, viviamo in case dove non manca nulla, ma specie in questi tempi, siamo molto preoccupati per il futuro nostro e dei nostri cari.

Il nostro orizzonte è molto ampio, conosciamo luoghi lontani ma abbiamo la stessa ansia. Tutti soffriamo nel corpo e nel cuore ed abbiamo lo stesso desiderio di gioia, pace, amore.

L’abbraccio sincero di un amico e il dono della condivisione degli stessi valori che ci portano in una terra lontana per festeggiare insieme il Natale sono il calore che scalda il cuore e rinnova la speranza in un futuro di felicità anche  nel poco di una capanna.

“Portare ovunque l’amore concreto di Dio a tutti”
è l’impegno da quest’anno in poi.

(*) Dott.ssa Enza Fruttero
Associazione Bioetica & Persona - Onlus
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