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Verso gli Stati Generali della Medicina di Emergenza – Urgenza. Nuove proposte al sistema sanitario nazionale

07 Dicembre 2019

«C’è urgenza di prevedere investimenti economici nel sistema emergenza oppure si andrà verso il rischio di implosione del sistema e dell’intero Ssn» sono le parole della presidente della Federazione Italiana di Medicina Urgenza – Emergenza e delle Catastrofi (Fimuec)  Fabiola Fini nella conferenza stampa di ieri per illustrare il programma degli Stati Generali di tale settore medico e della motivazione di tale scelta che si terrà il prossimo anno, a Firenze, nei giorni 5 e 6 marzo 2020.

Il cittadino non può attendere, va assistito il più veloce possibile, in maniera appropriata garantendogli i  servizi di assistenza essenziali (Lea) che devono essere uniformi su tutto il territorio nazionale.  La presidente evidenzia come sia assente a livello nazionale un’uniformità del sistema della medicina Urgenza – Emergenza sottolineando che  il sistema di emergenza preospedaliero e ospedaliero non sono affatto integrati tra loro.  Manca una copertura sufficiente con presidi territoriali specialistici adeguati e la mancanza di posti letto ospedalieri e personale concorrono ad aggravare ulteriormente il carico delle attività del Pronto soccorso.

Inoltre che il  personale è diminuito,  vi sono  – 26.287 unità rispetto al 2012, secondo i dati Aran di aprile 2019 nel Ssn. Vi è carenza del personale – medici di Pronto Soccorso e medici 118 – nonostante l’aumento recente alcuni  posti in specializzazione  attraverso finanziamenti regionali. Occorrono  almeno 250 borse di studio a confronto con gli 80-100 previsti ogni anno.  Aumentano invece gli atti di violenza verso gli operatori sanitari.

«Oggi nei Pronti Soccorsi Italiani si calcola manchino circa 2000 medici, questo significa maggior carico di lavoro nelle strutture. Nel Sistema di Emergenza Territoriale -118 la situazione è ben più insidiosa ed al limite del collasso del sistema se non si interviene prontamente. Da questo anno in poi fino al 2025 mancheranno almeno 16.500 medici specialisti. La carenza maggiore si risconterà per i medici dell’emergenza e per i pediatri» spiega  Fabiola Fini.

Dinanzi a questa situazione si sono unite alla Federazione nazionale di Emergenza – Urgenza la Federazione nazionale dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo), degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) e le maggiori società scientifiche dell’emergenza – urgenza per istituire dei tavoli di lavoro il cui impegno di trovare risposte competenti e condivise si concluderà nelle due giornate in programma, a marzo 2020, con la presentazione alle istituzioni dei documenti conclusivi sugli Stati generali dell’Emergenza – Urgenza.

Saranno esaminati i seguenti argomenti: modelli organizzativi: dipartimento e sistema ospedale; multiprofessionalità del sistema; formazione e qualità in Emergenza – Urgenza; sicurezza e gestione del rischio clinico nell’Emergenza- Urgenza; le reti dell’Emergenza-Urgenza nelle patologie tempo dipendenti;il SET118: la gestione dell’emergenza extra ospedaliera; la U.O. Medicina di Emergenza-Urgenza: Ps, OBI e Medicina semi-intensiva; il paziente fragile nel sistema dell’Emergenza-Urgenza; la tutela ed educazione sanitaria del cittadino e degli operatori. Per ulteriori informazioni sul programma e iscrizione si veda il sito www.medicinaemergenzaurgenza.it

Redazione Bioetica News Torino