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News dall'Italia

Anziani: +75 in 400 mila con problemi di salute e basso reddito; decalogo di accoglienza alle persone con demenza per i farmacisti

09 Giugno 2021

Una riforma della sanità sul territorio parte dalla conoscenza dei bisogni. Con uno sguardo rivolto alla popolazione anziana ultrasettantacinquenne quali sono i suoi bisogni socio-assistenziali e sanitari in Italia? È stata fatta un’analisi per avere un panorama di quanti vivono con problemi di salute e in condizioni di isolamento sociale, di povertà economica ed abitativa, difficoltà che impediscono la fruizione dei servizi a pagamento. Il Rapporto è curato dalla Commissione istituita presso il Ministero della Salute per pianificare un’assistenza adeguata alle esigenze degli anziani in generale e di quelli più bisognosi in particolare, e dall’Istat, sui dati di un’indagine del 2019, da essa elaborata, sulla salute in Europa.

Il Rapporto, pubblicato il 7 giugno, mostra che nel 2019 vi sono circa 7 milioni di anziani ultra settantacinquenni e tra questi 2,7 milioni presentano gravi difficoltà motorie, hanno più patologie croniche e una autonomia quotidiana compromessa; e di questi un milione vive da solo e se con familiari, per lo più ultrasessantacinquenni, senza sostegno o un aiuto sufficiente. Si aggiungono poi i 100 mila anziani che vivono da soli e soffrono di un disagio economico o povertà, percependo una quota di reddito la più bassa, al massimo 650 euro al mese, non possono accedere ai servizi a pagamento. Se non si offriranno servizi di sostegno sanitario, sociale o integrato, adeguati alle loro esigenze, sul territorio e domiciliari la domanda sanitaria, fa osservare il documento, sarà concentrata ed è destinata ancora a crescere nei Pronto soccorso, nei ricoveri ospedalieri, negli accessi presso le strutture residenziali sanitarie.

Nell’analisi sono state considerate le seguenti varianti: la tipologia familiare, se vivono da soli o in famiglie di anziani di età superiore ai 65 anni come fratelli o sorelle etc.. o in altri tipi di famiglie ad esempio anziani che vivono con i figli o il partner non anziano o nella famiglia del figlio con figli e nipoti etc.: il tipo di aiuto familiare o delle agenzie private; il tipo di reddito per individuare quelli più svantaggiati economicamente; poi le difficoltà motorie e quotidiane, le comorbilità e infine la presenza di barriere architettoniche.

Su una popolazione di anziani di 7 milioni circa sono 2.700.000 che presentano problemi motori, patologie multiple, severe o moderate compromissioni dell’autonomia nell’attività quotidiana di cura e strumentale. L’80% soffre di almeno tre patologie croniche, un 80% ha gravi limitazioni motorie e un terzo presenta compromissioni severe nella cura personale o strumentale. Un milione e 300 mila di anziani non ha un aiuto adeguato per i loro bisogni quotidiani, una situazione che peggiora quando sono soli, sono in 638mila, o convivono con una persona anziana, situazione per 372 mila.

Mentre vivono in povertà o in disagio economico 100 mila anziani sono più di 400 mila quelli che presentano problemi di salute, seriamente gravi o meno, oltre a far parte di due categorie di reddito basso.

Un segno di inclusività: farmacisti si formano nell’accogliere le persone con disabilità

È un piccolo gesto con cui ci si impegna ad avviare un cambiamento sociale, un cambio di prospettiva. Le persone con demenza, patologia cronico degenerativa che si manifesta soprattutto con l’avanzare dell’età, presente soprattutto negli anziani, potranno essere accolte e servite in farmacia in modo consono al loro stato di salute e alle loro esigenze. Nel relazionarsi con loro il farmacista avrà innanzitutto appreso informazioni epidemiologiche, sulla natura della patologia, sui dati statistici più recenti, sui segni premonitori e su come muoversi nel linguaggio comunicativo guardandola negli occhi, mantenendo un tono di voce basso e pacato, offrendo un servizio paziente e non frettoloso e con una rinnovata scaffalatura ed etichettatura dei prodotti: è un servizio offerto dalla collaborazione tra le farmacie aderenti al circuito di Farmacia Amica della Demenza e l’associazione di volontariato della Federazione nazionale Alzeihmer: e Federfarma.

Per la presidente della Federazione nazionale Gabriella Salvini Porro Il vademecum è il primo passo, «ma sono già molte le idee che realizzeremo con Federfarma: a partire da una serie di video-pillole formative per i farmacisti e un coinvolgimento sempre più stretto con le farmacie che si trovano nelle 30 comunità».  

redazione Bioetica News Torino