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Per i figli minori a carico c’è l’assegno unico universale Alcune problematicità

15 Giugno 2021

Dal primo luglio fino al 31 dicembre 2021 le famiglie con figli minori a carico potranno richiedere in modalità telematica presso l’Inps o gli istituti di patronato un sostegno economico per ciascun figlio. Consisterà in un assegno mensile, che verrà distribuito a prescindere dal termine della richiesta dal 1 luglio al 31 dicembre di quest’anno, nei criteri e nelle condizioni stabilite nel decreto legge del Governo, approvato l’8 giugno e in vigore dal 9 giugno.

Si tratta di un assegno temporaneo, così definito dal decreto stesso in virtù della «straordinaria necessità ed urgenza di introdurre in via temporanea e nelle more dell’adozione dei decreti legislativi attuativi della legge n. 46 del 1 aprile 2021, misure immediate volte a sostenere la genitorialità e favorire la natalità». Si tratta di un beneficio economico il cui impianto è stato delineato nella citata legge – delega al Governo proposta dal Ministero della Famiglia, del Lavoro e delle politiche sociali e dell’Economia tre mesi fa, la n. 46/2021, pubblicata in GU n. 82 il 6 aprile 2021 ed entrata in vigore dal 21 aprile, con cui, come spiega il Governo, si sono poste le basi per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico, previsto dal settimo mese di gravidanza fino al compimento di 21 anni di età se frequenta un percorso di formazione scolastica o professionale, di laurea, un tirocinio o è disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro pubblico o un’agenzia interinale o svolga il servizio civile. L’assegno unico e universale verrà distribuito mensilmente secondo fasce di reddito Isee fino a 50 mila euro ripartite in molteplici livelli e decollerà dal prossimo gennaio 2022.

Tuttavia in prossimità del passaggio riformistico Family Act , approvato alcuni giorni fa nel disegno di legge dell’11 giugno scorso, all’interno del quale si inserisce l’assegno unico e universale per tutti i figli a carico proponendosi di «favorire la natalità, sostenere la genitorialità e promuovere l’occupazione, in particolare quella femminile», in una fase transitoria per i motivi indicati si avvierà con delle limitazioni, al momento è previsto in modo temporaneo per i figli minori a carico.

Chi può ricevere l’assegno unico e universale “temporaneo” per i figli minori dal 1 luglio al 31 dicembre 2021?

Ne hanno diritto i nuclei familiari con minori a carico a meno che non percepiscano già l’assegno per il nucleo familiare (Anf) dall’Inps e abbiano i seguenti requisiti:

  • siano cittadini, residenti o con permesso di soggiorno
  • cittadinanza italiana o di uno stato membro dell’UE, o essere un suo familiare o titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure essere cittadino di uno Stato che non fa parte dell’UE in possesso del permesso di soggiorno UE per lungo periodo o per motivi lavorativi o di ricerca per almeno 6 mesi
  • soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia
  • avere il domicilio e residenza in Italia con figli a carico sino ai 18 anni compiuti
  • residenza in Italia da almeno due anni, seppure non continuativi, o avere un lavoro a tempo indeterminato o determinato di almeno sei mesi
  • il nucleo familiare deve avere un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) valida.

Che tipo di assegno viene versato?

Viene individuato in base alla situazione economica individuata dall’Isee per ciascun minore fino ai 50 mila euro di reddito. Gli importi descritti sono mensili e dovuti a molteplici ripartizioni delle soglie di reddito Isee in relazione al numero dei figli minori fino a 1 o almeno tre. Si parte da fino 7mila euro prevedendo 167,5 euro al mese per ciascun figlio per nuclei fino a due figli e 217,80 euro con almeno tre figli minori ed arriva poi in via progressiva di cento in cento scaglionate le fasce di reddito Isee all’ultima tra 49.900,01 e 50.000,00 per la quale il contributo previsto è di 30 euro fino a due figli minori e 40 euro con almeno tre figli minori. C’è una maggiorazione di 50 euro per ciascun figlio minore con disabilità (per gli importi mensili determinati in base alle diverse soglie Isee si veda l’allegato al testo del citato dl n. 79, 8 giugno 2021, Misure urgenti in materia di assegno temporaneo per figli minori)

Si può percepire all’anno dall’Inps al massimo 1.580 milioni di euro ed è lo stesso ente che provvede al monitoraggio.

La domanda va fatta all’Inps o presso gli Istituti di patronato che accrediterà l’assegno sull’iban del richiedente o mediante bonifico domiciliato. Nell’affido condiviso l’accreditamento dell’assegno può essere fatto a metà per ciascun genitore.

Quando si potrà richiederlo? Entro il 30 giugno l’Inps scriverà le modalità di richiesta del contributo. Nel caso lo si richiedesse a settembre la richiesta avrà valore retroattiva sempre a partire dal 1 luglio.

Alcune domande….

È compatibile con il reddito di cittadinanza? Sì

Si può usufruire assieme ad altre misure elargite dalle Regioni e di quelle previste dalla recente legge – delega? Sì.

Nel caso vi fossero delle variazioni del nucleo familiare? Dal mese successivo a quando si presenterà la dichiarazione sostitutiva unica (DSU), che va presentata entro due mesi dalla variazione, il contributo decadrà oppure sarà adeguato nel caso si sia presentata una nuova domanda di assegno temporaneo.

L’assegno per il nucleo familiare riporta una maggiorazione di euro 37,50 per ciascun figlio e nuclei con 2 figli, di euro 55 per ciascun figlio con nuclei familiari con almeno 3 figli.

Con l’assegno unico dal 2022 non vi saranno più alcuni contributi. Quali? Sono previste tra le misure l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, di natalità, il premio alla nascita, il fondo di sostegno alla natalità.

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Quali criticità sono state sollevate?

Di Patrizia Del Pidio in OrizzonteScuola.it del 10 giugno fa osservare in base ad una domanda posta da un lettore che «a differenza degli Assegni dei nuclei familiari ANF l’assegno unico sarà calcolato in base all’Isee del nucleo familiare e questo può essere un grosso svantaggio per i nuclei familiari che comprendono anche eventuali nonni che percepiscono pensione». Questo perché l’Isee comprende i redditi di tutto il nucleo familiare: oltre ai genitori e figli minori anche figli maggiorenni che lavorano e convivono con i genitori; perché «prende a riferimento tutte le persone conviventi legate da rapporto affettivo e di parentela». Sottolinea poi come sia ancor più meno “conveniente” per i genitori non sposati e conviventi mentre per gli ANF si poteva inserire i redditi di uno solo dei genitori non spostati e conviventi.

Parla di «doccia fredda» per le famiglie Francesco Farri del Centro Studi Livatino che il 14 giugno scrive:
«Una defatigante scelta ragionieristica che non giova certo a quelle esigenze di semplificazione e certezza che sarebbero essenziali in questa materia», riferito alle 11 pagine dell’allegato relativo alla descrizione degli importi che saranno percepiti, scaglionati di 100 in 100 euro (si veda allegato sulla Gazzetta). Vanno 167 euro per chi è sotto la fascia Isee di 7 mila all’anno e 30 euro dal reddito tra 40 mila e 50 mila.
Fa osservare come la fascia di reddito Isee si alza a differenza dell’ANV perché è sufficiente il possesso di una casa di proprietà.
Poi il Centro Studi Livatino segnala una burocrazia soffocante che richiede di accedere per la domanda all’Inps.

(aggiornamento 15 giugno 2021, ore 10.30)

redazione Bioetica News Torino