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Aumentano i contagi. A distanza di una settimana, un nuovo Decreto del Governo per il Paese

19 Ottobre 2020

Si tratta di un nuovo provvedimento dinanzi alla crescente ondata virale di contagi che si sta diffondendo in Italia, situazione che si presenta in tutta Europa, con misure ancora più restrittive ma con le quali si propone di evitare un’altra “chiusura”, o «lockdown, che finirebbe per compromettere l’intero tessuto economico del Paese», ha affermato ieri sera, il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Pubblicato sulla G.U. con il n. 258 del 18 ottobre 2020, entrerà in vigore da mercoledì 21 ottobre e permarrà fino al 13 novembre prossimo.

Preoccupa la rapidità con cui si diffondono i contagi in tutta Italia. Dai dati del Ministero della Salute, aggiornato al 18 ottobre 2020, il numero rilevato delle persone affette da Covid-19 è stato di 9.302, arrivando a 126 mila casi dall’inizio della pandemia mentre 69 persone sono decedute segnando così la drammatica perdita di 36mila persone. In Europa, secondo i dati forniti dall’Oms, il 17 ottobre, sono stati segnalati 155 mila nuovi casi confermati giungendo a 7 milioni e 800 mila.

POSSIBILITÀ DI CHIUSURA DI ACCESSO AL PUBBLICO IN ALCUNE VIE E PIAZZE DEI CENTRI URBANI DOPO LE 21. Per evitare affollamenti presso vie e piazze viene prevista la possibilità di porne la chiusura di accesso a meno che non ci si rechi agli esercizi commerciali aperti e alle abitazioni private.

Un’introduzione normativa che ha destato reazioni dalle realtà amministrative locali facendo emergere problematiche diverse, come quella del controllo, riguardo sia ai mezzi ritenendo insufficiente il numero di agenti e sia allo spostamento e assembramento di persone nelle aree adiacenti (da Bergamo Gori), oppure per una presa di decisione senza il consulto dei sindaci a cui viene “scaricato” il controllo del territorio che spesso non hanno né personale, né soldi per pagare gli straordinari (da Napoli De Magistris), o ancora all’impatto negativo dinanzi al quale il sindaco di Ferrara Fabbri si sarebbe aspettato nel nuovo DPCM «un quadro dettagliato di risorse, azioni e interventi per aiutare categorie e attività».

Anche il presidente dell’Anci Decaro ha espresso una certa perplessità. Tuttavia ha invitato «i sindaci a non sottrar[si] alle responsabilità» individuando, come ha affermato nel colloquio con il presidente del Consiglio Conte, «le aree all’interno del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica» ma esigendo una collaborazione con «lo Stato per la parte di controllo per mezzo delle forze dell’ordine, su coordinamento del prefetto e del questore». Nella sua città, Bari, afferma, che «ha già partecipato alla riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto alla presenza del direttore del dipartimento di prevenzione della Asl, per individuare una procedura snella e tempestiva che ci consenta, come ufficiali di governo, di raggiungere i risultati indicati nel Dpcm».

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE. Si precisa che possono essere utilizzate anche le mascherine di comunità, quelle autoprodotte, monouso o lavabili. Riguardo ai dispositivi, Conte ha richiamato l’attenzione sulle tre misure importanti di precauzione dal contagio: l’uso della mascherina, la distanza interpersonale di almeno un metro e il lavaggio frequente e l’igiene delle mani. E ha affermato che c’è una produzione diaria di 20 milioni di mascherine chirurgiche, una consegna gratuitadi una mascherina al giorno nelle 18 mila scuole italiane e 7 milioni distribuite presso ospedali, residenze per anziani e forze di polizia.

ATTIVITÀ SPORTIVA. Sono ammessi gli eventi e le competizioni sportive individuali e di squadra riconosciuti a livello nazionale e regionale dal Coni, dal Comitato paraolimpico (Cip) e dalle federazioni sportive nazionali, dalle discipline associate ed enti di promozione sportiva. La partecipazione del pubblico non deve superare, come già indicato precedentemente, il 15 % rispetto alla capienza totale e non più di 1000 presenze per gli eventi all’aperto e 200 al chiuso presso gli impianti sportivi con prenotazione dei posti a sedere e adeguato rispetto della normativa. L’allenamento dei professionisti o meno sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli delle federazioni sportive nazionali. Mentre sono sospese tutte le gare, competizioni e attività legate allo sport di contatto di tipo ludico-amatoriale.

Le sale giochi, bingo etc. sono concesse dalle ore 8 alle ore 21.

EVENTI, SPETTACOLI, RIUNIONI. Le sagre e le fiere locali sono vietate; rimane la concessione per quelle di tipo nazionale e internazionale nel rispetto del misure protettive previste.

I convegni e i congressi sono sospesi e si ammettono le modalità a distanza. Le cerimonie pubbliche conservano le modalità prestabilite nel precedente documento secondo l’osservanza normativa. Per le pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità da remoto a meno non vi siano motivate ragioni, e si raccomandano anche quelle private.

SCUOLA. Prosegue in presenza l’attività didattica ed educativa per il I° ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia. Invece per le superiori viene prevista la modalità flessibile che comporta uno svolgimento delle lezioni anche on line e la riorganizzazione degli orari di ingresso, non prima delle 9, e di uscita, con la possibilità di turni pomeridiani. Si terranno riunioni periodiche di coordinamento regionale e locale previste nel Piano Scuola per prendere decisioni in base alla situazione della diffusione del virus.
Anche per le Università viene previsto un piano organizzativo della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza in base a quanto l’andamento epidemiologico richiede.

FORMAZIONE. I corsi di formazione specifica in medicina generale e degli Istituti formativi presso i Ministeri sono consentiti. I corsi di specialistica medica e tirocini per le professioni sanitarie e medica possono proseguire anche in via telematica.
I corsi e le pratiche presso gli uffici di motorizzazione civile e le autoscuole sono consentiti. Le Regioni possono sospendere temporaneamente i corsi presso le autoscuole nel caso necessiti a causa di un aumento della gravità epidemiologica.

RISTORO. Le attività di ristorazione – bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie – possono aprire al pubblico dalle 5 fino alle 24 se la consumazione è al tavolo con un massimo di 6 posti a sedere, mentre l’orario di apertura si riduce fino alle 18 se non vi è il servizio ai tavoli. Le Regioni possono adottare misure più stringenti in caso di necessità.
Rimane permessa la consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie del prodotto confezionato e trasportato e quella di asporto fino alle ore 24. Proseguono le attività di mense e catering continuativo su base contrattuale garantendo la distanza interpersonale di un metro e le norme anti-contagio.
I titolari delle attività devono esporre fuori del locale il numero di persone ammesse contemporaneamente all’accesso.

PALESTRE. Viene dato una settimana per aggiornarsi ai protocolli altrimenti si chiuderanno.

APP IMMUNI. Per rendere più efficace il sistema di rintraccio dei contatti viene richiesto all’operatore sanitario del Dipartimento di prevenzione dell’Asl di caricare il codice chiave in caso positività mediante accesso al sistema centrale di “Immuni”.

Il decreto incorpora anche alcune linee guida di orientamento per lo svolgimento di attività ludiche e di socialità e presso parchi, giardini pubblici e aree gioco per bambini e adolescenti.

Redazione Bioetica News Torino