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News dal Mondo

Bambini e guerre

27 Agosto 2021

Guerre e conflitti disseminano ovunque instabilità, soprusi, violenze. Si guardano alle armi, in quantità e alla loro qualità, dando ad essi ogni priorità sui bisogni di prima necessità che servirebbero per vivere dignitosamente potendo alimentarsi, vestirsi, istruirsi e fare progetti di vita per sistemi sociali ed economici migliori in cui abitarvi.

Quali sono i diritti calpestati dei bambini che vivono in scenari di guerra o di contesa fra tribù o bande rivali, che ne è di loro che portano con sé sofferenze fisiche e psicologiche che possono perpetuarsi anche per anni?

Sono stati riportati e verificati dalle Nazioni Unite 266 mila casi di gravi violazioni in territori di conflitto dal 2005 al 2020 in Africa, in Asia, nel Medio Oriente e in America Latina. Tra queste uccisioni e menomazioni di 104.100 bambini, reclutamento e impiego nella lotta di 93mila bambini, 25.700 rapiti e 14.200 hanno subito violenza sessuale. Tra le gravi violazioni sono anche comprese il rifiuto all’accesso umanitario e gli attacchi alle scuole e alle strutture ospedaliere. E nel 2020 vi sono state 26.425 violazioni in zone di conflitto pari a 72 violazioni al giorno o tre violazioni ogni ora. Sono i dati dell’ultimo rapporto pubblicato agosto 2021, dell’Ufficio di Rappresentanza speciale del Segretariato generale delle Nazioni Unite per i Bambini e il conflitto armato.

Sono trascorsi 25 anni da quando Graçe Machel, rilasciò il primo rapporto, era il 1996, intitolato L’impatto della guerra sui bambini che caldeggiava a intraprendere delle azioni per proteggere i bambini dalle guerre e a lei si deve l’istituzione dell’Ufficio citato presso l’Onu.

Ripercorrendo le diverse tappe dei rapporti che susseguirono dall’esordio di 25 anni fa con Graçe Machel, la rappresentante speciale del segretariato generale sui Bambini e il Conflitto armato Virginia Gamba e la direttrice generale dell’Unicef Henrietta Fore, rilasciano una dichiarazione congiunta sul nuovo rapporto. «Questi casi sono solo quelli che possono essere verificati attraverso un meccanismo di monitoraggio e segnalazione guidato dalle Nazioni Unite, istituito nel 2005 per documentare in modo sistematico le violazioni più gravi commesse contro i bambini nelle zone di conflitto. Le cifre vere sono senza dubbio molto più alte».

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Gravi violazioni sui bambini nel tempo di guerra nei conflitti 2020 (agosto 2021) – Unicef -Speciale rappresentanza UN per i bambini e la guerra

Dalla lettura dei dati Gamba e Fore fanno osservare che «questi non sono semplici statistiche. Piuttosto rappresentano giovani vite che sono state spezzate o devastate dal trauma e dalla sofferenza orribile. Infatti molti bambini soffrono più di una grave violazione. Nel 2020 le Nazioni Unite hanno verificato circa il 10% dei ventimila bambini affetti era vittima di due o più gravi violazioni». Anche che sono stati anche sul fronte opposto assunti impegni per proteggerli, ad esempio con i Principi di Parigi contro il reclutamento e uso nelle forze o nei gruppi armati e la Dichiarazione della Scuola sicura per difenderli nell’istruzione dagli attacchi e dall’uso di strutture universitarie e scolastiche per scopi militari. Poi si è stati a fianco delle famiglie per sostenere i bambini più bisognosi e il rilascio di migliaia di bambini con legami alle forze e ai gruppi armati.

Entrambe le istituzioni dal 2005 hanno firmato 35 piani di azione e impegni unilaterali firmati dalle parti in 17 zone di conflitto per proteggerli dall’impatto della guerra, garantire loro la continuità di un’assistenza ospedaliera e di un’educazione scolastica nelle scuole.

Afghanistan

L’evolversi della situazione odierna all’indomani dei due attentati terroristici rivendicati dagli islamisti estremi appartenenti allo “Stato islamico” nell’aeroporto di Kabul hanno trascinato con sé più di 170 persone e 200 feriti tra cui bambini. Un attacco che è stato condannato dal rappresentante dell’Unicef in Afghanistan dove nel 2021 sono morti più di 5000 mila bambini e feriti 1400. Sono inoltre più di 10mila che hanno bisogno di assistenza umanitaria urgente. Ne denuncia la drammatica situazione il rappresentante dell’Unicef in Afghanistan Hervé Ludovic De Lys.

Iraq

Sempre l’Unicef dinanzi allo sconcerto di bambini, 35 tra gennaio e agosto 2021, che perdono la vita per l’esplosione di mine e di residuati bellici. Molti rimangono mutilati.

Siria

Degli attacchi nelle case nel territorio nord-ovest rimangono vittime i bambini. Da luglio informa l’Unicef sono 54 i bambini uccisi o feriti. Il vice direttore regionale dell’Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa Bertrand Bainvel chiede di proteggerli dagli attacchi.

(Aggiornamento 27 agosto 2021 ore 16.52)

redazione Bioetica News Torino