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120 Febbraio 2026
Bioetica News Torino Febbraio 2026

Bioetica e Arte. Mostre in corso febbraio 2026

La Galleria è una rubrica di suggerimenti e proposte di mostre ed eventi di arte, che coniugano bellezza, riflessione poetica, diritti e valori


La Rubrica di febbraio guarda all’arte come stimolo alla riflessione sulla pace e sui valori solidali, nelle scelte personali e delle comunità, e inizia con una mostra, Sabati di pace, a Binaria, centro commensale del Gruppo Abele a Torino. Possiamo definirla: fotografare la pace, a contrappunto delle scene di violenza che invadono il nostro quotidiano. Violenza, come la tragicità impressa negli scatti fotografici della mostra Occupied Territories Stories from the West Bank, Gaza and Lebanon al castello Della Rovere di Vinovo. Una lunga narrazione negli anni, sapientemente pittorica, nei territori occupati in Palestina, che mostra crudeltà, attesa, sopravvivenza della vita nella quotidianità. All’esterno di Palazzo Barolo a Torino sullo spigolo dell’incrocio di due vie la scultura bronzea Monumento a Giulia di Barolo, realizzata dall’artista Garbolino Ru, è richiamo al senso di accoglienza, al superamento della esclusione e della povertà. Prima scultura cittadina dedicata ad una donna, coglie l’atto dell’abbraccio protettivo e solidale della marchesa Giulia ad una detenuta. Il Museo nazionale della montagna di Torino con THE NEW ORCHESTRA. Dalle comunità montane alla comunità del futuro presenta, in antitesi alle dimensioni di iperconnessione e alla realtà artificiale, sei produzioni d’arte realizzate in montagna, generate dalla relazione viva e partecipata con le comunità e ispirate alla solidarietà nelle terre alte delle Alpi e dell’Appennino. Dall’energia delle piccole comunità montane alla restituzione delle impressioni attraverso la fotografia sulla vastità e sulle contraddizioni dell’Almerica. Al Forte di Bard Magnum America. The United States, dagli archivi dell’agenzia Magnum Photos, seguendo un percorso cronologico dagli anni 40 ad oggi, sono esposte le immagini fotografiche di libertà e abbondanza, tensioni sociali, cambiamenti culturali e divisioni politiche che contrassegnano l’America.


● SABATI DI PACE (fino al 28 febbraio 2026)

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“Fermiamo le guerre – 24/02/2024” ©autore Giorgio Mancuso, mostra Sabati di pace, foto proprietà del Coordinamento AGiTe – per gentile concessione, riproduzione vietata

Binaria Fabbrica del Gruppo Abele Torino
5 Febbraio – 28 febbraio 2026

La mostra prende forma dalle fotografie che dal 2022 sono scattate al sabato nelle “presenze di Pace” in centro a Torino e promosse da AGiTe, come esperienza e testimonianza contro le guerre e la violenza, in qualsiasi forma e modalità si generino e si manifestino. Si compone di 60 immagini selezionate da un corpus di oltre mille fotografie colte nei 204 sabati e presentate in 4 sezioni: “Le stagioni contro la guerra”, “Quanti siamo quanti siamo”, “Che sorpresa! Gli incontri e gli ospiti del sabato”, “Le parole contro la guerra”. Le immagini colgono e restituiscono la ricchezza molteplice delle idee, fedi, coscienze contro l’indifferenza e per la pace. Gli scatti compongono una narrazione di presenze e testimonianze silenziose e ideali.

Piccola cosa negli scenari di violenza che attraversano il nostro quotidiano. Piccolo segno potente nella profondità di senso.

Per info:
https://www.binariagruppoabele.org/events/sabati-di-pace/


● FABIO BUCCIARELLI: OCCUPIED TERRITORIES. STORIES FROM THE WEST BANK, GAZA AND LEBANON (fino al 3 maggio 2026)

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© FABIO Bucciarelli, Gaza City, Striscia di Gaza, Aprile 2018, OCCUPIED TERRITORIES Castello Della Rovere, Vinovo (TO) 2025 riproduzione vietata

Castello Della Rovere di Vinovo
7 febbraio – 3 maggio 2026

La mostra è una tappa successiva al libro ‘Occupied Territories: Stories from West Bank, Gaza and Lebanon’ di Fabio Bucciarelli e pubblicato da Dario Cimorelli Editore. Bucciarelli è fotografo e reporter di fama internazionale, attento a svelare la vita e le conseguenze umanitarie nelle guerre globali.

L’estrema bellezza delle fotografie accoglie e mostra la drammaticità assoluta colta da Fabio Bucciarelli nel progetto fotografico che presenta oltre 10 anni nei territori segnati dall’occupazione israeliana. Un quotidiano di violenza e orrore, sradicamento, paura, resistenza, di infanzie lacerate, spazi compressi, di vite comuni e quotidiane che continuano in una normalità impossibile e quasi sottotraccia nei territori occupati della Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e in Libano.

Non un reportage di cronaca, non l’enfatizzazione momentanea del male, ma una narrazione lunga che si snoda negli anni sempre uguale a se stessa. Quello di Bucciarelli è un dar voce, assolutizzando le vite, gli sguardi, entrando in profondità e mostrandone la profonda dignità e la forza del diritto e dell’umanità. Percorrere la mostra nelle sale del castello è addentrarsi in un fitto susseguirsi di scene, di volti, di figure colte in grandi formati di 1 metro. Cento immagini che come dipinti ci sostengono attraverso l’arte a riflettere profondamente su ciò che siamo.

Per info:
https://www.comune.vinovo.to.it/it-it/vivere-il-comune/eventi/occupied-territories-121288-1-0cfd6f94ceb0f88589d60a96f74d1a5a


Monumento a GIULIA DI BAROLO (da gennaio 2026 – permanente)

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© Gabriele Garbolino Rù, Monumento a Giulia di Barolo, 2026, © ph Renzo Miglio, per gentile concessione di Palazzo Barolo, riproduzione vietata

Palazzo Barolo Torino, esterno facciata

Sullo spigolo di Palazzo Barolo all’incrocio di due strade il monumento a Giulia di Barolo rappresenta la prima scultura pubblica a Torino dedicata ad una donna. La scultura in bronzo è realizzata da Gabriele Garbolino Rù, con la curatela artistica di Enrico Zanellati. Ritrae due donne: la marchesa Giulia di Barolo e una detenuta dal corpo scarno e consumato. E’ l’incontro tra Giulia, una donna di nobile casato, dalla visione solidale ed etica, ed una carcerata che tiene tra le braccia, quasi a volerla sottrarre e strappare dalla desolante condizione.

L’autore dell’opera, scultore e docente all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, ha ripensato l’immagine ed il carattere della donna partendo dai ritratti conservati a Palazzo Barolo e dalle Memorie sulle carceri scritte dalla marchesa. Negli scritti di Giulia affiora la denuncia per le condizioni delle carcerate e la volontà della donna di agire in concreto attraverso la conoscenza diretta delle detenute e l’accoglienza.

Giulia dimostra così che non attraverso la forza, ma con la gentilezza, con l’ascolto e non la repressione e l’abbandono, si poteva guardare alla condizione delle detenute, offrire orizzonti di senso. Suggeriva una direzione umana e sociale molti decenni prima dalla nostra Costituzione (art 13 e art 27) e indica oggi un percorso ancora da compiere. Giulia di Barolo (1786-1864) si dedicò al servizio delle detenute e pensò alla loro accoglienza e alla dignità della loro vita dopo la detenzione. Insieme al marito Carlo Tancredi fondò il Distretto Sociale Barolo nella visione di costruire una dimensione concreta di servizio sociale ed educativo.

Per info:
/https://palazzobarolo.it/


● THE NEW ORCHESTRA. Dalle comunità montane alla comunità del futuro (fino al 31 maggio 2026)

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© Olivia Mihălțianu, Le quindici giornate di Rorà, 2025 – Courtesy l’artista / Museo nazionale della montagna, riproduzione vietata

Museo nazionale della montagna Torino
30 ottobre 2025 – 31 maggio 2026

Realizzate nelle terre alte delle Alpi e dell’Appennino, sei prodizioni artistiche esplorano il senso delle relazioni tra umani, di solidarietà e di appartenenza alla comunità, al territorio. All’iperconnessione artificiale contemporanea, alla smaterializzazione delle relazioni, l’esposizione al Museo nazionale della montagna a cura di Andrea Lerda è la risposta che giunge da sperimentazioni locali che pongono al centro la connessione tra natura, persone e arte, umano e cosmo, emozioni e interiorità. Arte e sperimentazione, immersione in esperienze reali e profondamente sensibili alla natura ci accompagnano verso possibilità concrete di coesistenza sostenibile e solidale.

Gli scenari del nostro presente mostrano direzioni di competizione, velocità e utilitarismo, all’insegna dell’individualismo e del disinteresse per il benessere della terra. Qui l’arte suggerisce modalità nuove e profonde di cammino di vita. Nata da sei residenze artistiche in dialogo con le rispettive comunità la mostra svolge l’interrogativo: la condivisione e la convivialità portano al benessere e alla cura dell’ambiente? Le opere di Hannes Egger, Olivia Mihălțianu, Rebecca Moccia, plurale, Emilija Škarnulytė, Eugenio Tibaldi guardando gli abitanti della montagna ed esplorando le interconnessioni delle relazioni solidali e della cura dell’ambiente naturale suggeriscono possibili modelli di coesistenza e sostenibilità, generativi di un welfare comunitario. Attraverso l’arte lo stimolo a confrontarci con la montagna, non come luogo isolato, non come svago o evasione, non al margine del futuro, ma terreno generativo di nuove relazioni e di cura.

Per info: https://www.museomontagna.org/events/the-new-orchestra/


Magnum America. The United States (sino all’8 marzo 2026)

Forte di Bard
08 Dicembre – 08 Marzo 2026

La mostra attinge agli archivi dell’Agenzia Magnum Photos e seguendo un percorso cronologico, dagli anni Quaranta ad oggi, restituisce alcune immagini fotografiche dentro alla realtà e all’immaginario dell’America. Tanti aspetti, contradditori e spontanei, dal fascino di Hollywood al movimento per i diritti civili e le proteste contro la guerra del Vietnam, alle impressioni intime della quotidianità nelle piccole realtà urbane e nelle vaste metropoli.

Una complessità di sfumature dove affiorano il razzismo e le disuguaglianze, i disastri naturali e gli sconvolgimenti del clima insieme ai trionfi e l’ottimismo del benessere. Di tante cose si compone l’America nella sua storia recente, l’arte fotografica degli artisti della Magnum le scorge e le mette in mostra nelle loro diversità di senso e contraddizioni, in una dualità e molteplicità di aspetti, tra antropologia e arte.

Per info: https://www.fortedibard.it/mostre/magnum-america-the-united-states/

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