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121 Marzo - Aprile 2026
Bioetica News Torino Pasqua 2026

Bioetica e Arte. Mostre in corso marzo-aprile 2026

La Galleria è una rubrica di suggerimenti e proposte di mostre ed eventi di arte, che coniugano bellezza, riflessione poetica, diritti e valori


La Rubrica di marzo-aprile, in apertura al tempo pasquale e all’insegna di una riflessione sulla speranza di rinnovamento e rinascita, vuole osservare attraverso l’arte il tempo del silenzio e dell’attesa, la responsabilità e la ricerca di senso dentro la fragilità drammatica del nostro tempo. Nella chiesa di San Fedele a Milano l’opera site-specific di Kounellis Senza titolo. Svelamento, 2012, si presenta in tutta la sua drammaticità, cela la croce e richiama la materia plasmata dal sacco come luogo epifanico. Dialoga con Polaroid Eggs, scattata da Andy Warhol, che comprime e svuota il senso simbolico delle cose e ne mostra la condizione che le rende merce e prodotto di consumo. La responsabilità dell’arte è al centro della mostra Scarecrow. Artisti a presidio della vita a Flashback. Qui, quarantatré artisti propongono la centralità della funzione di custodia e protezione attraverso l’interazione con la figura fragile dello spaventapasseri, presidio e dispositivo di autodifesa politica e civile contro gli orrori del mondo, talismano contro le predazioni e l’irrazionalità dei governi autoritari. Alla Fondazione Prada a Milano l’artista libanese di origine palestinese Mona Hatoum presenta OVER, UNDER AND IN BETWEEN, composta da tre installazioni site specific, e guarda all’instabilità dei nostri tempi e alla precarietà dell’esistenza. Sfida gli stereotipi, le semplificazioni e le ambiguità di potere la mostra del Museo Mallé di Dronero (CN) con Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran. Sessanta fotografi iraniani entrano dentro la meraviglia della cultura, della storia, della natura e delle genti dell’Iran e la mostrano in tutta la sua stupefacente bellezza.


● KOUNELLIS | WARHOL (fino al 29 maggio 2026)

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© Kounellis-Warhol Allestimento chiesa San Fedele © foto Luca Casonato, per gentile concessione, riproduzione vietata

Chiesa San Fedele, Milano
12 dicembre – 29 maggio 2026

All’interno della chiesa di San Fedele a Milano l’opera permanente di Jannis Kounellis – Senza titolo. Svelamento, 2012 – dialoga con un’opera di Andy Warhol. Qui, in una dimensione racchiusa e di silenzio segnata dallo spazio della cripta, è offerta la possibilità di una riflessione intima in occasione della mostra Kounellis | Warhol. La messa in scena della tragedia umana: la classicità di Jannis Kounellis e il pop di Andy Warhol presso la Galleria Fumagalli di Milano. La drammaticità del senso dell’Apocalisse è traiettoria che trafigge l’attesa della rivelazione e il senso dello svelamento.

Fine dei tempi, scoperta di un nuovo tempo, liberazione? Sono le domande che affiorano. L’opera Senza titolo. Svelamento, 2012, contiene l’angoscia sorda della catastrofe della storia e evoca il senso profondo del tempo della speranza e del rinnovamento. Un grande sacco sospeso, cela alla vista il contenuto, ma consente di percepirne le forme: una grande croce preme sulla juta, la tende, la grava, quasi a preannunciarne lo strappo, il crollo.

Nella tela è avvolto è impastato tutto il dolore del mondo. Il sacrificio di Cristo e la ricerca di senso sono contenute nella forma del sacco. Accanto è posta un’opera di Andy Warhol Polaroid Eggs, in prestito per l’occasione. L’uovo richiama la simbologia della nascita e del rinnovamento ciclico, segno benaugurale, qui fissato nella patina lucente del prodotto e del consumo, spogliato dei suoi riferimenti, reso nell’essenza lucida della forma. Le opere intessono un dialogo sulla materia, sull’apparenza e sulla natura delle cose, un dialogo complesso tra condizione esistenziale attraversata dal dolore e la dimensione dell’immagine lucente e criptica, tra ombra e immagine.

Per info:
https://www.centrosanfedele.net/arte/kounellis-warhol/


● SCARECROW ARTISTI A PRESIDIO DELLA VITA (fino al 27 settembre 2026)

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© FILIPPO LA VACCARA, PEOPLE, 2025, Filo e rete metallici, carta, pittura acrilica (sculture indossabili), Dimensioni variabili, Flashback Torino, per gentile concessione, riproduzione vietata

Flashback PAD. B – Primo e secondo piano
12 marzo – 27 settembre 2026

Il focus della mostra, a cura di Alessandro Bulgini e Christian Caliandro, sta attorno all’idea di presidio, tutela, difesa di un territorio reale e pulsante dai pericoli esterni. E’ la rappresentazione visiva della protezione dagli orrori del mondo. La collettiva attinge all’archetipo contadino di difesa, rappresentato dallo spaventapasseri, e annoda la sua immobilità autorevole e povera, la calma e l’assenza di forza e violenza alla funzione di protezione.

Nel nostro tempo segnato dalla violenza, da autocrazie e figure dominanti aggressive, da decisioni brutali e irrazionali, da poteri che intimidiscono e spaventano, ecco il richiamo alla difesa, attraverso un corpo apparentemente fragile che si espone alle forze del vento, della pioggia e del sole, immobile e povero nella sua composizione, ricco nel simbolo che esprime: si oppone e difende il limite da non oltrepassare senza trasformarsi nella negatività da cui ci si vuole difendere.

Non reagisce con brutalità alla brutalità, non aggredisce chi sta aggredendo. Dalla presenza secolare all’interno dei campi coltivati e dalla saggezza che giunge dal lavoro con la terra e la natura la mostra ne traspone il senso nei terreni del nostro oggi, nelle geografie mondiali dilaniate da economie, forza e guerre. Esprime la protezione autorevole e semplice non solo di beni e di terra, ma della dignità e della umanità. Si fa notare, vessillo semplice che non cede e si rende visibile. Suggerisce all’arte la direzione e non la assume nel vuoto di una etichetta di pace, mette a nudo presenza e memoria e induce a scegliere la testimonianza, sempre.

Per info:
https://www.flashback.to.it/le-mostre


MONA HATOUM: OVER, UNDER AND IN BETWEEN  (fino al 9 novembre 2026)  

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© MONA HATOUM Immagine della mostra “Over, under and in between” © Foto: Roberto Marossi, Courtesy Fondazione Prada, riproduzione vietata

Fondazione Prada, Milano
29 gennaio – 9 novembre 2026

Il progetto site-specific dell’artista Mona Hatoum si declina tra instabilità della nostra contemporaneità e precarietà dell’esistenza. L’artista, nata a Beirut, in Libano, da una famiglia palestinese, vive a Londra dal 1975, quando lo scoppio della guerra civile libanese le impedì il ritorno nel suo paese. Libano e Palestina, due territori ricchi di storia e di drammatici significati. In questi giorni al centro della violenza della guerra. Il progetto si compone di tre grandi installazioni, che esprimono altrettanti segni costanti dell’espressione di Hatoum: la ragnatela, la mappa e la griglia. Ciascuna delle opere abita i vasti spazi industriali di una antica distilleria di alcolici, entra in contatto e interagisce con l’ambiente, offrendo opportunità esperienziali e fisiche all’osservatore.

Una costellazione costituita da sfere di vetro trasparente congiunte da fili appare come una ragnatela sospesa che ci sovrasta. Rappresenta l’imprigionamento e l’incuria, le connessioni e i legami, il dualismo di fascinazione – bellezza e repulsione. E’ casa ed è prigione, interconnessione degli elementi e delle componenti dell’esistenza.  Sfere rosse traslucide disegnano a terra una cartina del mondo, ciascuna separata e isolata, a suggerire territori aperti, instabili e incerti. Una struttura metallica, come una impalcatura o lo scheletro di una costruzione, oscilla lentamente. La percezione è di crollo e ricostruzione, di instabilità e di equilibrio. Scricchiolii accompagnano il movimento che dai quasi 9 metri inizia a oscillare, pare cadere e poi recupera la stabilità. Una semplice e gigantesca struttura metallica modulare si presenta come organismo vivo e insegna a prendere coscienza della relazione con la instabilità, senza il limite del controllo, anzi quasi fuori controllo, e suggerendo l’accoglienza e  adesione al cambiamento.

Per info:
https://www.fondazioneprada.org/project/exhibition-mona-hatoum-over-under-and-in-between/


VOCI VELATE. Visioni contemporanee dall’Iran (sino al 10 maggio 2026)

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© Farshid Ashgar, mostra Voci velate 2026, Courtesy Museo Mallè, riproduzione vietata

Museo Mallé, Dronero
15 marzo – 10 maggio 2026

La mostra è a cura di Alireza Naseri, presidente del Freelance Photographers Group di Teheran, e Ivana Mulatero, direttrice del Museo Mallé. Ottanta immagini realizzate da una sessantina di fotografi iraniani consentono di avvicinarci alla dimensione secolare e culturale dell’Iran, nella sua complessità di natura, cultura e genti. E’ l’incontro con la bellezza, la straordinaria complessità e la molteplice ricchezza di una terra, purtroppo troppo spesso relegata negli stereotipi e nella banalità della semplificazione. Oggi drammaticamente in rilievo nello scenario di guerra internazionale. “Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran” vuol significare un atto di svelamento di una realtà molteplice, di coraggiosa apertura e comunicazione.

Deserti, montagne di neve e verdi risaie e ancora caravanserragli, bazar e botteghe. Un territorio immenso, sorgente di antiche civiltà, aree artistiche storiche e genti dalla vastità di tradizioni. Una stratificazione e sedimentazione di culture nelle pieghe del paesaggio, nelle architetture, nei luoghi, nei gesti e nei volti. Le immagini non rassicurano, ma interrogano sullo svuotamento e sulla resistenza di significati in questo nostro tempo.

Per info: https://www.museomalle.org/pagina/?ID=665


© Bioetica News Torino, Aprile 2026 - Riproduzione Vietata

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