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Coronavirus. Lo studente italiano ritornerà presto da Wuhan. Gli 8 cittadini italiani rimpatriati ieri stanno bene e negativi al primo test

10 Febbraio 2020

Dalla riunione di ieri della  task force del Ministero della Salute,  che dal 22 gennaio scorso svolge attività di  coordinamento per gestire la  situazione di emergenza sanitaria riguardo la  diffusione del nuovo coronavirus, si sa che gli otto cittadini italiani provenienti da Wuhan,  rimpatriati ieri in aereo dell’Aeronautica militare  e posti in isolamento al Policlinico militare del Celio di Roma sono risultati negativi al test con i primi tamponi  e  lo studente 17enne, che avrebbe dovuto rientrare il 3 febbraio scorso con i 56 connazionali ma è  rimasto a Wuhan a causa della febbre, farà  presto ritorno  in Italia con un volo speciale. Hanno esaminato nel corso della riunione tutte  le procedure sanitarie per il trasferimento nel nostro Paese.

C’è in questo momento di emergenza  per la diffusione del nuovo coronavirus e di assistenza  una  buona, se non ottima,  collaborazione a livello europeo e internazionale fra i Paesi. Infatti l’aereo che trasportava gli 8 cittadini da Wuhan aveva a bordo anche 3 cittadini svedesi, sette danesi e due greci da Wuhan che sono stati accolti dai loro rappresentanti in Italia, come si apprende dalla Farnesina.

Questa mattina invece dall’incontro interministeriale  a Palazzo Chigi presieduto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è deciso di «perseguire  una linea di massima  precauzione con l’obiettivo prioritario di assicurare la tutela della salute di tutti i cittadini, come fatto fino ad ora con tutte le misure già assunte».  Oltre agli aiuti di  sostegno umanitario e, a livello europeo,  di solidarietà nei confronti del popolo cinese si prevede la possibilità di instaurare  una collaborazione scientifica con le autorità cinesi mentre il Governo dà annuncio che si è cominciata «una istruttoria per  l’adozione di misure di contenimento degli effetti negativi dell’emergenza sul nostro sistema economico e produttivo».

Dall’Istituto Spallanzani bollettino medico del 10 febbraio: È ancora in terapia intensiva  la coppia di turisti cinesi, provenienti dalla Città di Wuhan, la cui prognosi rimane riservata, con i primi due casi confermati in Italia il 30 gennaio scorso. Le 20 persone della comitiva di cui fanno parte i due turisti cinesi sono ancora in osservazione e proseguono la quarantena.

Dei 56 cittadini italiani provenienti da Wuhan e  rimpatriati in Italia  e sottoposti in quarantena nella città militare romana Cecchignola alla persona già trasferita tre giorni fa alla clinica romana Lazzaro Spallanzani  con infezione confermata da nuovo coronavirus e che segue la terapia antivirale, si aggiungono  per accertamenti i  due  bambini di 4 e 8 anni, assieme ad un genitore che li ha accompagnati,  ricoverati da sabato sera. Presentavano un modesto rialzo termico e sono assistiti anche dal personale specializzato dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Hanno superato negativamente il primo test.  Anche la donna ricoverata, risultata negativa al test potrà rientrare presso la  struttura militare della  Cecchignola.

Ad oggi dal 30 dicembre 2019 i casi confermati nel mondo sono 40.553 e 910 morti. La Cina continua l’evolversi della diffusione  dell’epidemia con  40170 casi confermati e 908 morti. La situazione europea:  Germania 2 casi importati e 12 acquisiti localmente, Francia (5 importati e 6 localmente), Regno Unito (2 importati e 2 localmente)  Italia  (3 casi importati), Russia (2), Spagna (2 importati), Belgio (1 importato), Finlandia (1 importato) e Svezia (1 importato).

Dall’evidente espansione in questi ultimi giorni della diffusione del virus in Cina  viene aggiornata la circolare del Ministero della Salute di pochi giorni fa  concernente il mondo scolastico in base al principio di massima precauzione adottando di misure di sorveglianza attiva quotidiana. I  bambini che frequentano i servizi educativi dell’infanzia e studenti sino alla scuola secondaria di secondo grado, di ogni nazionalità, che nei 14 giorni precedenti il loro arrivo in Italia siano stati nelle aree della Cina interessate dall’epidemia.  Ci sarà un monitoraggio quotidiano della febbre e dei sintomi tipici del nuovo coronavirus da parte del Dipartimento di prevenzione dell’Asl di riferimento attivato da parte del Dirigente scolastico informato a sua volta dalla famiglia. Inoltre, per massima precauzione, il Dipartimento favorisce una “permanenza volontaria fiduciaria” a casa sino al completamento del periodo di 14 giorni dalla partenza dalla Cina.

 

Redazione Bioetica News Torino