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Covid-19. India, preoccupa la situazione del paese nell’emergenza

07 Maggio 2021

Pazienti su barelle in fila fuori dagli ospedali mentre agli interni l’ossigeno scarseggia tra letti uno accanto all’altro in terapia intensiva, familiari in strada alla ricerca di ossigeno per i loro cari in sofferenza, un’incolmabile senso di angoscia soffoca il respiro di chi è stanco in attesa, in coda, di una funzione per i propri cari, e di chi dall’altra parte esegue l’incessante cremazione delle salme all’aperto, brucianti nelle cataste di legno. Uno scenario che lascia ammutoliti dinanzi ad un’umanità sofferente, piegata dalla seconda ondata del Covid-19 che da una decina di giorni fa muovere l’asticella giornaliera dei contagiati confermati dai 300 ai 400 mila e i decessi tra i 3.200 e i 3900.

Non manca la solidarietà internazionale, 14 i paesi, tra cui anche l’Italia, nel prestare soccorso all’emergenza nell’emergenza. Sono arrivati, riporta Asia News nei primi di maggio all’aeroporto Indira Gandhi di New Delhi 25 aerei carichi di 300 tonnellate per le necessità, rifornimenti di 5.500 concentratori di ossigeno, 3200 bombole e 136 mila dosi di farmaco remdesevir che non si riesce a trovare. E quella interna, come i volontari che dalla sala operativa del Congresso indiano dei giovani (IYC) di Deli si occupano delle richieste di aiuto dall’ossigeno, ai medicinali ai letti ospedalieri ai consulti medici all’aiuto per i crematori. Un signore di Begaluru con la mamma morta a Deli e il padre in terapia intensiva, la squadra arriva e provvede agli ultimi riti. Ce ne sono un migliaio per il paese.
Una storia, tra le tante, di generosità e di altruismo proviene da un paese di Mumbai: una testimonianza raccontata per Asia News (Malvani, fedele cattolico; mia moglie rinuncia all’ossigeno per salvare i malati di Covid, 5 maggio 2021). Si tratta di una coppia di coniugi, lui decoratore (Pascal Saldanha) e sua moglie Rosi, insegnante che per problemi di salute gravi ha lasciato il lavoro. Nonostante avesse necessità delle bombole di ossigeno per se ha deciso di donarle a chi ne avesse bisogno e venduto i preziosi per lo stesso gesto d’amore per il prossimo che anima la signora Rosi non solo in questo periodo della pandemia in cui anche la loro sorte è cambiata, costretti a vedere la seconda casa e beni per far fronte alla situazione di crisi e per le cure della moglie, ma anche nel corso della sua vita aiutando i bambini dell’orfanotrofio.

Non ha funzionato la macchina dei vaccini. Sono solo il 10% coloro che hanno ricevuto almeno una dose; e ora il governo Modi si affretta: è arrivato il vaccino russo Sputnik mentre le autorità sanitarie locali stanno lavorando ad una autorizzazione di emergenza per il Pfizer, che è stato bloccato. Il fallimento sui vaccini è solo un aspetto della catastrofe sanitaria indiana: l dottor Zari Udwadia, un medico di Mumbai afferma in Asia News che «L’India ha globalmente una delle più basse quote di bilancio destinate alla sanità pubblica: appena l’1,26% del Pil. Questa pandemia ha mostrato crudelmente tutta la debolezza di tale sistema». La variante indiana è sotto l’osservazione degli scienziati da tutto il mondo, sembra più contagiosa degli altri due sottotipi di variante identificati. Per la Salute pubblica inglese (PHE) non esiste una prova sufficiente tale da indicare che qualunque variante recentemente individuata in India causi più malattie gravi o renda i vaccini meno efficaci.

Anche in altri paesi dell’Asia meridionale la diffusione del virus da Covid-19 si sta propagando a ritmo celere, come in Nepal, Sri lanka Maldive in paesi, come i primi due dove i livelli di vaccinazione sono molto bassi. L’Unicef richiama l’attenzione sui bambini non solo dell’impatto psicologico, sanitario ma anche per le perdite dei loro genitori o di chi si prende cura di loro a causa del virus, lasciandoli in situazioni di indigenza. E fa l’appello allo sforzo di aiutare questi bambini nell’offrire cure familiari, rintracciare le famiglie e accelerare il percorso di protezione delle famiglie indigenti perché i bambini non abbiano, come pare stia già accadendo, come riporta la stessa Unicef, ad essere sfruttati per la loro vulnerabilità da speculatori nelle trappole dell’adozione illegale.

Da Porto, in Portogallo, dove si svolgono in via informale da ieri 7 maggio i lavori dei capi di stato e di governo dell’Unione europea per il Vertice Sociale del Consiglio Europeo in collaborazione con la Commissione discuteranno delle questioni sociali legate alla situazione della pandemia e alla ripresa, dal lavoro alla povertà ed inclusione sociale e di interesse internazionale, nel pomeriggio di oggi 8 maggio, vi sarà in video conferenza l’incontro con il primo ministro indiano Narendra Modi. Verterà sul proseguo della cooperazione tra l’Unione europea e l’India e sul sostegno richiesto per la pandemia. Tra i temi che verranno trattati per l’India l’assistenza di materiale sanitario che è in corso coordinata dalla Commissione europea, la preparazione per una cooperazione sanitaria internazionale per l’accesso sicuro, equo e disponibile ai vaccini anti Covid e alle terapie, la cooperazione sulla transizione digitale e per un ambiente lavorativo, abitabile, agricolo sostenibile, con ridotte emissioni di gas CO2, come evidenziati dalla presidente della Commissione Europea Ursula von del Leyden.

(aggiornamento 8 maggio 2021, ore 12.13)

redazione Bioetica News Torino