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News dall'Italia

Covid-19: vaccinazione e “obiezione di coscienza”

14 Gennaio 2021

In Italia sono 885.814 le vaccinazioni anti Covid-19, sviluppato da Pfizer – BioNtech, somministrate dal 27 dicembre a mercoledì 13 gennaio. Riguarda le priorità della prima fase della campagna vaccinale: il personale sanitario e sociosanitario, pubblico e privato, residenti e personale di RSA e le persone anziane di età uguale e superiore agli ottanta anni, secondo il piano strategico vaccinale anti-Sars stabilito dal Ministero della Salute.

Da ieri sono in corso le distribuzioni, con i veicoli delle Poste italiane, delle prime 47mila dosi vaccinali del secondo vaccino anti-Covid 19 Moderna, stoccate presso l’Istituto Superiore di Sanità di Roma, presso Sicilia, Valle d’Aosta, Campania, Marche, Umbria, Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo e Veneto. A differenza del vaccino Comintarny di Pfizer-BioNTech, il vaccino Moderna, conservato in un congelatore a temperatura tra -25°C e i -15°C nella scatola originale, fino alla data di scadenza, può essere conservato chiuso in frigorifero tra i 2°C e gli 8°C per un massimo di 30 giorni mentre scongelato in frigorifero può essere tenuto solo alla stessa temperatura e per un massimo di 12 ore.

Nel primo trimestre si fa conto dall’azienda Pfizer-bioNTech su 470 mila dosi e da quella di Moderna Spain su 1 milione e 300 mila dosi, come ha affermato il ministro Speranza nel corso dell’informativa sulle misure attuate e in previsione per contenere la pandemia da Covid-19 alle Camere di mercoledì: «Ad oggi abbiamo siglato opzioni per circa 226 milioni di dosi, che nelle prossime settimane aumenteranno ulteriormente sino a giungere a 250 milioni, esercitando sempre il diritto di opzione previsto dagli accordi europei che ci consente di bloccare per ogni contratto siglato dall’Unione il 13,46 per cento di vaccini. Abbiamo opzionato così quasi il doppio delle fiale necessarie per vaccinare tutti gli italiani».

Perché è importante vaccinarsi?

Non esiste uno specifico trattamento terapeutico per il nuovo Coronavirus Covid-19. I farmaci attualmente usati sono in via sperimentale clinico controllato per questa malattia virale, sulla base di dati scientifici limitati, mentre sono in commercio per altre indicazioni. Il trattamento si basa su approcci sistematici da quelli con potenziale attività antivirale contro il Sars-Co-V2 ad attività profilattica/terapeutica contro manifestazioni trombotiche a quelli in grado di modulare la risposta immunitaria a infusioni di plasma mirate a trattamento di anticorpi neutralizzanti.

Dinanzi alla scia di morti a cui si è arrivati ad oggi 80 mila326 e alla veloce e non sempre “innocua” contagiosità del virus la campagna vaccinale della popolazione contro il Covid-19 messa in atto è uno strumento importante. L’obiettivo che si pone è «prevenire  le morti da COVID-19 e raggiungere al più presto l’immunità di gregge per il SARS-CoV2», tra le varie risposte che vengono date dal nuovo portale dedicato del Ministero della Salute info.vaccinicovid.gov.it . L’uso delle misure di protezione rimarrà comunque per molto tempo nonostante le vaccinazioni che sono appena iniziate e i cui effetti si potranno vedere solo dopo alcuni mesi al termine del prima fase, alcuni giorni successivi alla seconda dose di vaccino.

Pur non essendo obbligatoria sotto il profilo morale l’adesione comporta un segnale di responsabilità per la tutela della propria salute – personale – e di quella degli altri – pubblica.
La Congregazione per la Dottrina della Fede Cattolica chiarisce nella nota del 21 dicembre scorso che i vaccini antiCovid-19 sono moralmente accettabili pur avendo usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel processo di ricerca e produzione in quanto si è in presenza di una cooperazione materiale passiva, ossia in diretta e remota.

L’articolo 54 della Costituzione sul dovere morale di fedeltà da parte dei cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche è stato richiamato dal Ministro della Salute Roberto Speranza nel discorso informativo sulle prossime misure di contenimento alle Camere di mercoledì: «per il Governo resta comunque fondamentale l’obiettivo dell’immunità di gregge, che perseguiamo con ogni energia. Come recita l’articolo 54 della nostra Costituzione, chi svolge funzioni pubbliche ha il dovere di farlo con “disciplina e onore”. È un dovere che tutti dobbiamo sentire come un assillo. Con disciplina e onore, dando il meglio di sé in ogni circostanza, per l’obiettivo più importante per il quale ogni donna o uomo delle istituzioni, come noi tutti membri del Parlamento siamo, possa lavorare: tutelare la vita e la salute delle persone, il nostro bene più prezioso».


Ma chi non lo fa tra gli operatori sanitari?

Da un lato c’è chi si preoccupa, sollecita che venga assicurata dal Ministero della Salute «la copertura vaccinale contro il Covid-19 che sia estesa a tutti medici e odontoiatri, senza esclusione alcuna»; lo ha spiegato infatti il presidente della Federazione italiana dei Medici e Odontoiatri Filippo Anelli: «L’obiettivo del contenimento della diffusione del contagio comporta, in tutta coerenza, che l’intera filiera professionale sanitaria sia protetta, che sia assicurata ai medici e agli odontoiatri la vaccinazione contro il virus per consentire loro di garantire ai cittadini non solo le opportune prestazioni sanitarie ma anche e soprattutto un esercizio professionale adempiuto in piena sicurezza per tutti. L’altissimo tributo di vite pagato dalla Professione medica e odontoiatrica (282 i medici e odontoiatri citati, Fnomceo 8 gennaio), laddove tutti gli ambiti di esercizio sono stati colpiti, impone a tutti noi di non trascurare alcun mezzo per garantire al massimo i nostri professionisti, chiamati in causa ancor più oggi nella somministrazione del vaccino».

Dall’altro lato vi è un rifiuto da parte di alcuni medici, forse per la necessità di avere ulteriori chiarimenti sul vaccino. Ha destato l’attenzione e la delusione dell’associazione Cittadinanzaattiva per l’espressione “obiezione di coscienza” verso i medici che sono stati chiamati a fare il vaccino ma si sono rifiutati. La vicenda riguarda un’affermazione dell’assessore alla sanità della provincia autonoma di Bolzano Thomas Widmann: «L’Alto Adige, visto l’alto numero di `obiettori´ tra il personale sanitario e quello nelle rsa, inizia da subito con la vaccinazione anti-Covid degli over 80 e di altre categorie a rischio».

Non ci può essere obiezione di coscienza spiega Cittadinanzattiva: «chi tra gli operatori sanitari si rifiuta di sottoporsi al vaccino non sta esercitando una forma di ‘obiezione di coscienza’, perché non si capisce in che senso sottoporsi al vaccino a tutela della salute individuale e collettiva possa essere un atto considerato in contrasto con principi e convinzioni personali radicati nella propria coscienza». Ad ogni modo in un panorama sociale ed economico che si sta vivendo “sospeso” dalla presenza di questo virus contagioso e pericoloso, «la coscienza suggerisce, al contrario, di contribuire attraverso il vaccino alla tutela della salute di ciascuno di noi e della collettività e a un operatore sanitario, in particolare, di rassicurare attraverso il proprio esempio i cittadini sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino», chiarisce l’associazione.

E chiede modalità operative diverse per i medici che non si vaccinano contro il Covid-19: «a chi tra gli operatori sanitari scelga di non vaccinarsi sia impedito il contatto con i pazienti», invitando le altre Regioni a seguire l’esempio dell’assessore altoatesino affinchè vi sia comunicato anche la strategia vaccinale utilizzata segnalando ai cittadini, come sollecita Anna Lisa Mandorino vice segretario generale dell’Associazione Cittadinanzaattiva, «che hanno il diritto di essere curati in sicurezza, in particolare, se vi siano criticità nel livello di adesione al vaccino degli operatori sanitari».

redazione Bioetica News Torino