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News dall'Italia

Da Torino al Piemonte AstraZeneca. Prima le forze dell’Ordine

10 Febbraio 2021

Al San Giovanni Bosco di Torino è arrivata la prima fornitura in Italia, mercoledì 10 febbraio, del terzo vaccino di prevenzione dal Covid-19, raccomandata preferenzialmente dai 18 ai 55 anni e senza patologie gravi. Le 17.800 dosi vaccinali consegnate saranno impiegate in Piemonte per la campagna vaccinale prevista per le Forze dell’Ordine, Armate e di Polizia municipale. Le persone da vaccinare sono circa 30 mila.

Un’agenda settimanale fitta che comincerà giovedì 11 febbraio. La somministrazione della prima dose verrà effettuata a Moncalieri, presso la sede del Primo Reggimento Piemonte, per l’Arma dei Carabinieri, che sarà punto vaccinale per le aree di Torino e parte di Asti e Cuneo, e in Torino, presso l’ex ospedale militare Riberi, per l’Esercito. Poi seguiranno in settimana gli agenti della Polizia di Stato e dal 15 febbraio gli altri Corpi municipale e penitenziaria.

Ne farà uso anche il personale scolastico, le cui adesioni inizieranno dal 15 febbraio presso le Asl, ha affermato l’Assessore alla Sanità Luigi Icardi. Lo stesso assessore informa che come coordinatore della Commissione Salute – Conferenza Stato Regioni ha chiesto al Governo un tavolo tecnico, che si riunirà giovedì 11, con le Regioni, il Ministero, l’Iss, Agenas e Aifa per alcune criticità emerse dall’informativa più recente sul Piano vaccinale anti-covid-19, dalla carenza delle dosi di vaccino alla chiarezza sulle priorità delle categorie ad alcune indicazioni poco chiare: «per sgombrare il campo dalle incertezze che stanno creando difficoltà all’andamento della campagna vaccinale contro il Covid. In particolare, tra le altre, sarà necessario avere indicazioni precise sull’utilizzo del vaccino AstraZeneca sulle persone over55 e senza patologie importanti, sulla data di somministrazione della seconda dose e sull’acquisto da parte dell’Italia di ulteriori forniture di vaccini in autonomia rispetto agli accordi con l’Europa». Nel testo della Conferenza delle Regioni viene richiesto il vaccino AstraZeneca anche per personale scolastico, universitario docente e non.

Sono attese altre 20 mila dosi di AstraZeneca nella settimana successiva e altre 50 mila a fine mese.

Finora il quadro delle vaccinazioni in Piemonte risulta dai dati dell’Unità di Crisi regionale, in data 10 febbraio alle 17.30, 6.619 persone a cui è stato somministrata la prima dose e a 5366 la seconda.

Il vaccino AstraZeneca, a differenza dagli altri due precedenti a mRNA, il Comirnaty (Pfizer -BioNTech) e Moderna, che introducono nelle cellule del vaccinante l’informazione genetica per far produrre copie della proteina Spike, la stessa che riveste la superficie del virus, e bloccarla quando si entra in contatto con il virus, è a vettore virale; ossia impiega un virus, un adenovirus di scimpanzé, non in grado di replicarsi, per portare all’interno della cellula l’informazione genetica per produrre la proteina Spike. Il sistema immunitario produce una risposta di difesa cellulare e di anticorpi contro la proteina Spike del coronavirus.

Nel foglietto illustrativo dai dati disponibili dagli studi clinici l’efficacia risulta nei soggetti dall’età di 18 anni fino ai 55 anni. Viene raccomandato per tutte le età a partire dai 18 anni. In attesa tuttavia di ulteriori dati a disposizione riguardo la popolazione anziana, anche se risulta favorevole, il Ministero della Salute ha ritenuto sulle considerazioni scientifiche di Aifa e ISS di utilizzarlo preferenzialmente fino ai 55 anni di età e senza patologie. Tra una dose e l’altra iniettata nel muscolo vi deve essere un intervallo maggiore rispetto a quello indicato precedentemente (tra 28 e 84 giorni), precisamente di 12 settimane per raggiungere un’efficacia dell’82% secondo quanto i dati di uno studio più recente, pubblicato su Lancet, hanno dimostrato. L’Aifa in accordo con il Consiglio Superiore di Sanità del 3 febbraio raccomanda la seconda dose nella 12 settimana o comunque almeno 10 settimane dalla prima somministrazione.

A differenza del Comirnaty e Moderna (rispettivamente la prima conservata in congelatore tra – 90°C e – 60 °C e in frigorifero per 5gg tra 2 e gli 8 gradi e fino a 2 ore non superiore a 30°C, e la seconda congelata da – 25 a – 15 °C, mantenuto in frigorifero per 30 gg da 2 a 8 °C o a temperatura ambiente per 12 ore da 8 a 25 °C), la confezione può essere conservata tra 2° C e 8 ° C. per la durata di sei mesi, mentre una volta aperto il flaconcino può essere mantenuto in frigorifero alla stessa temperatura entro 48 ore a temperatura ambiente sotto i 30°C. per una massimo di 6 ore. Ciascun flaconcino può ottenere da 8 a 10 dosi, ciascuna da 0,5 ml. Eventuali residui provenienti da flaconcini diversi anche se dello stesso lotto non vanno miscelati.

La protezione inizia dopo 3 settimane dalla prima dose somministrata. Sugli effetti indesiderati, secondo i dati ad interim acquisiti da studi clinici in Regno Unito, Brasile e in Sudafrica, emergono più prevalentemente: patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione (dolorosità o dolore o calore o prurito o lividura in sede di iniezione, stanchezza, malessere, stato febbricitante, brividi); patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo (mialgia e artralgia); patologie gastrointestinali (nausea); patologie del sistema nervoso (celfalea). Sono comuni anche vomito, diarrea, febbre, eritema o tumefazione in sede di iniezione). Sono segnalate maggiori reazioni indesiderate dopo la prima somministrazione.
Possono vaccinarsi le donne in età fertile mentre durante la gravidanza e l’allattamento l’Istituto Superiore di Sanità in generale ne raccomanda l’uso solo dopo la consultazione con un operatore sanitario e valutato rischi e benefici.

In Piemonte arriveranno altre 47 mila dosi di vaccini Comirnaty (36.270) e Moderna (11.100) con cui si proguirà la prima fase 1/A riguardante personale del sistema sanitario e ospiti ed operatori presso RSA, e la 1/B relativa alle professioni sanitarie e operanti in ambito sanitario da odontoiatri a farmacisti, veterinari, biologi, chimici, psicologi, ostetriche, tecnici di radiologia medica, di riabilitazione e prevenzione e informatori farmaceutici.

Dal 21 di febbraio, ha annunciato l’assessore Icardi è prevista la campagna vaccinale per le persone di età superiore agli 80 anni. Saranno chiamati dall’Asl. Si prevede l’apertura di altri due punti vaccinali per accelerarne la vaccinazione.

Lara RealeGiornalista ScientificaRedazione Web Arcidiocesi di Torino