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Dalla Prefettura un “referente” per i Responsabili delle Case di Rifugio in aiuto alle donne vittime di violenza nel tempo di Covid19 Fino al 31 luglio 2020 la domanda di ammissione ai contributi per le Case di Rifugio e Centri Antiviolenza

29 Aprile 2020

Per non compromettere la tutela delle donne vittime di violenza e  i loro figli durante le misure ristrettive di tipo sanitario del Governo per il contenimento della trasmissione di contagio da Covid-19 la ministra delle Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti e la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese hanno ritenuto insieme di far  attivare presso le Prefetture un “punto di contatto”, ossia un referente per i responsabili delle Case di Rifugio a cui rivolgersi sia «per segnalare eventuali criticità riscontrate nell’accoglienza, sia per agevolare la concreta fruibilità di nuove sistemazioni alloggiative», rendendo  in tal modo più celere il sostegno. 

L’invito ai Prefetti è stato dato nella circolare del 20 aprile emanata dalla ministra Lamorgese, che fa  seguito ad un’altra di un mese prima, con cui si metteva in evidenza la  preoccupazione di trovare con urgenza soluzioni  abitative per l’isolamento fiduciario  allo scopo di evitare il peggioramento delle situazioni già compromesse  con lo stare in casa conseguentemente alle misure di sicurezza di contrasto al Covid-19.   Nella lettera, datata 21 marzo,  si chiedeva alle case di rifugio di prima e seconda accoglienza, «che temporaneamente precludono i nuovi inserimenti», dovuto alle  misure di sicurezza anti Covid-19,   di attivarsi nel trovare per  loro, sole o con figli,    una sistemazione della durata di almeno 14 giorni,  avendo cura di garantire la massima riservatezza e sicurezza, «qualora pur in presenza di denuncia, non sia stato disposto l’allontanamento dell’uomo maltrattante». E se vi sono delle difficoltà – indicava la lettera –  la richiesta va fatta ai Prefetti anche con il coinvolgimento dei Sindaci e degli enti e delle associazioni del settore, di verificare la possibilità di reperire sistemazioni alloggiative ulteriori rispetto a quelle già offerte dai territori».

Le due circolari vengono riportate  sinteticamente e spiegate  in un unico documento condiviso dai due dipartimenti  e indirizzato alle case rifugio e ai centri antiviolenza dal titolo Indicazioni per le strutture ed i servizi di prevenzione e contrasto alla violenza (case rifugio). Emergenza sanitaria Covid-19.  È pubblicato,  lunedì 27 aprile, sul sito del Dipartimento delle Pari Opportunità (www.pari.opportunita.gov.it).  Le case di rifugio possono così rivolgersi ai Prefetti avendo la possibilità di contattare un referente quando si trovano in difficoltà nel reperire alloggiamento.  Vi è infatti un recente decreto legge del 17 marzo 2020 n. 18  sul potenziamento del servizio nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza da Covid -19,  nel quale  viene dato potere  ai «Prefetti di poter requisire, anche solo temporaneamente, l’uso di immobili per dare ospitalità a persone in isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare  qualora tali misure non possono essere attuate presso  il domicilio della persona interessata».

Le case rifugio devono informare i servizi ed enti territoriali di riferimento quando trovano e dispongono  da soli gli inserimenti presso le strutture abitative. Il Dipartimento per le Pari Opportunità si fa carico dei costi per le soluzioni temporanee.

Il documento conclude ricordando come in caso di maltrattamenti, minacce fisiche e verbali  “tra e fuori  le mura domestiche”,  stalking,   le donne possono  trovare ascolto,  una spalla su cui poggiarsi, attraverso diversi servizi:
– il numero verde antiviolenza 1522  che fornisce 24 ore su 24 ogni giorno dell’anno, gratuitamente,  una prima risposta anche in lingue straniere inglese francese, spagnola e araba,  offrendo informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati sul territorio nazionale garantendo l’anonimato mentre i casi di violenza che presentano carattere di emergenza vengono accolti con una specifica procedura tecnico-operativa condivisa con le forze dell’ordine.

Il numero telefonico è esposto nelle farmacie dove si possono trovare esposti opuscoli informativi sul numero di pubblica utilità 1522 su cui sono riportati i  riferimenti dei centri antiviolenza pubblicati sul sito www.1522.eu (vedi mappatura) sull’app You Pol e il numero 112 per casi di emergenza.

Nei mesi di marzo e aprile sono aumentate le chiamate al numero 1522  antiviolenza e stalking  e dall’app 1522 e i contatti per segnalare episodi di violenza domestica e chiedere aiuto. Guardando ai soli dati dal 1 al 18 aprile 2020 i contatti sono stati 1037 rispetto al 2019 dello stesso periodo che erano arrivati a 397.  Si osserva una crescente preferenza per l’uso della chat che è cresciuto notevolmente da gennaio con 37 segnalazioni per arrivare nei  primi 18 giorni di aprile a 253.

Un fenomeno che ha trovato un terreno più favorevole durante le  misure restrittive di circolazione delle persone imposte durante il contrasto al Covid-19. Una convivenza forzata  e prolungata dei nuclei familiari che nei contesti familiari più problematici  può trasformarsi, in casi estremi, in una commissione di atti di violenza di genere e domestica facendo emergere situazioni conflittuali preesistenti e un sommerso di violenze e maltrattamenti, come scrive il direttore Generale della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno Gabrielli,  nella circolare del 27 marzo scorso sulle azioni di sensibilizzazione in contrasto alla violenza di genere e domestica. Il capo della Polizia evidenzia l’ulteriore difficoltà per le vittime, in tale situazione emergenziale da Covid-19 , di poter denunciare i disagi o la violenza o anche solo per chiedere informazioni rivolgendosi alle Forze di Polizia e ai Centri  antiviolenza.

– Con l’APP YouPol si può  segnalare gratuitamente dal proprio cellulare i maltrattamenti, le violenze, trasmettere messaggi, anche una fotografia, agli operatori della Polizia di Stato. La registrazione alla app è semplice: inserire il proprio numero di telefono e i propri dati anagrafici dal sito . Si possono integrare le informazioni. Un applicativo già usato per segnalare episodi di bullismo e di spaccio si estende ai reati di violenza tra le mura domestiche. Può essere usato in forma anonima senza doversi registrare e anche per   per fare  segnalazioni  di ciò che si è osservato come testimoni.
L’App può essere scaricata per IOS   e Android.

È stato approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri  un finanziamento di 5 milioni 500 mila euro per il Dipartimento per le Pari Opportunità  da destinare 4milioni 500 mila alle Case di Rifugio e 1 milione ai Centri Antiviolenza per le attività urgenti di contrasto e prevenzione alla violenza sulle donne che vengono svolte in questo periodo di emergenza sanitaria da Covid-19. Nell’avviso pubblicato ieri sul sito del Dipartimento sono indicate le modalità per la richiesta di  contributi che può essere fatta dal 29 aprile, data di pubblicazione dell’avviso, fino al 31 luglio 2020:

i destinatari: Case di Rifugio e Centri Antiviolenza riconosciute dalle Regioni presso cui svolgono la loro attività.

–  interventi ammissibili al contributo: adozione di misure per assicurare alle donne che si rivolgono alle Case di Rifugio e ai Centri Anti Violenza l’accoglienza e i servizi necessari per poter garantire la tutela della loro salute, dei loro familiari e degli operatori e adozione dei protocolli di sicurezza previsti dall’emergenza da Covid-19.

data degli interventi realizzati: si accede al contributo per la realizzazione di attività sostenute dal 1 febbraio al 31 luglio 2020.

importo massimo distribuito per ciascuna Casa Rifugio è di 15mila euro e per ciascun Centro Antiviolenza è di 2.500 euro.

sono ammessi per le case rifugio i seguenti costi:

interventi finalizzati all’accoglienza delle donne vittime di violenza e dei loro figli, incluse le iniziative attivate in attuazione della Circolare del Gabinetto del Ministro dell’Interno n. 15350/117 (2) del 21 marzo 2020;
interventi di sanificazione degli ambienti;
acquisto di beni di prima necessità destinati alle donne vittime di violenza;
acquisto di dispositivi di protezione individuale;
adeguamento delle strutture per far fronte all’emergenza;
soluzioni alloggiative, anche di carattere temporaneo, finalizzate all’isolamento e alla quarantena delle donne vittime di violenza;
retribuzione del personale e/o di collaboratori impegnati nell’accoglienza e nell’organizzazione e gestione dei servizi, esclusivamente in presenza di maggiori costi strettamente connessi alla fase di emergenza;
ogni misura finalizzata ad assicurare un adeguato distanziamento sociale nella fruizione del servizio e a tutelare la salute degli operatori coinvolti nell’erogazione degli stessi;
spese per l’attivazione della polizza fideiussoria bancaria o assicurativa emessa a garanzia dell’80% dell’importo oggetto di finanziamento in relazione a quanto previsto dal successivo art. 8.

Invece i costi ammessi per i Centri Antiviolenza:

acquisto di dispositivi di protezione individuale;
interventi di sanificazione degli ambienti;
costi di gestione strettamente connessi all’operatività dei Centri durante il periodo di emergenza (es. spese telefoniche);
ogni misura finalizzata ad assicurare un adeguato distanziamento sociale nella fruizione dei servizi e a tutelare la salute degli operatori coinvolti nell’erogazione degli stessi;
spese per l’attivazione della polizza fideiussoria bancaria o assicurativa emessa a garanzia dell’80% dell’importo oggetto di finanziamento in relazione a quanto previsto dal successivo art. 8.

Domanda di presentazione  va tramite PEC indirizzata al Dipartimento per le Pari Opportunità avvisodpocovid19@pec.governo.it entro il 31 luglio 2020. Non devono aver ricevuti altri contributi per gli stessi interventi e si impegnano a non fruire del credito di imposta 2020 per spese di sanificazione degli ambienti di lavoro (art. 64 dl 17 marzo 2020,18). Su può anche presentare un’unica domanda da parte della stessa persona giuridica per tutte le strutture.

Per approfondimenti: http://www.pariopportunita.gov.it/news/avviso-per-il-finanziamento-di-interventi-urgenti-per-il-sostegno-alle-misure-adottate-dalle-case-rifugio-e-dai-centri-antiviolenza-in-relazione-allemergenza-sanitaria-da-covid-19/

Redazione Bioetica News Torino