Sostieni Bioetica News con una donazione. Sostieni

News dall'Italia

Dalle Grotte Vaticane a Torino la “Madonna delle Partorienti”

21 Maggio 2021

Foto in apertura – Particolare del volto della Beata Vergine Maria di Antoniozzo Romano (fine XV sec), dopo il recente restauro ©Fabbrica di San Pietro in Vaticano f. M. Falcioni – riproduzione vietata



Custodita nel luogo chiamato “della memoria” cristiana, le sacre Grotte Vaticane, dove tra reliquie, resti, mosaici e dipinti di quel che è rimasto dell’antica Basilica costantiniana vi è la tomba di San Pietro, Principe degli Apostoli, e di quella dei suoi successori fino a Giovanni Paolo II, sottostante la parte centrale della Basilica vaticana, per la prima volta fa la sua apparizione al di fuori del Vaticano, nella sua bellezza divina, resa ancora più sfolgorante dopo l’ultimo restauro, a Torino, a Palazzo Madama. È la Madonna delle Partorienti, un affresco che nel corso della storia, dalla sua realizzazione per le mani e l’ingegno artistico di Antoniazzo Romano (1435-1508), alla fine del XV secolo, in cui venne posato quale pala d’altare della Cappella Orsini (come si vede nella figura 1, scattata nel 1947) nella vecchia Basilica, fu spostato e ritoccato più volte per poterlo preservare fino al più recente intervento di restauro. È lo stesso artista romano al quale si deve la Madonna con il Bambino alla Consolata, che veneriamo oggi nel glorioso altare maggiore juvarriano del Santuario in Torino.

04-fabbrica-di-san-pietro-in-vaticano
Fig. 1 Cappella della Madonna delle Partorienti nelle Grotte Vaticane (1947) ©Fabbrica di San Pietro in Vaticano, foto di R. Sansaini – riproduzione vietata

Sin dalla sua realizzazione l’opera della Madonna delle Partorienti assume una rilevanza significativa, ideata per la vigilia del Giubileo del 1500 venne collocata nel transetto meridionale dell’Antica Basilica per poi essere posta in una parete della nuova in corso d’opera confinante con la Vecchia e infine prese posto dal XVII secolo nelle Sacre Grotte Vaticane, patrimonio storico- artistico religioso dell’Antica Basilica e della Chiesa di Roma.

E ora, dopo la necessaria cura conservativa con un recupero estetico intrapresa nel novembre 2019 dai restauratori Giorgio Capriotti e Lorenza MG D’Alessandro, alla guida tecnico scientifica del direttore del restauro e curatore della mostra Pietro Zander della Fabbrica di San Pietro, rifulge nella Corte medievale di Palazzo Madama, museo nel cuore della capitale subalpina, che la espone temporaneamente ai visitatori per essere ammirata da appassionati d’arte, da fedeli o spinti dalla curiosità e conoscenza, all’interno di un percorso storico-artistico e culturale dell’opera allestito dall’architetto Roberto Pulitani, funzionario tecnico presso il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che ne riproduce la sua collocazione con una ricostruzione tridimensionale.
Già nel 2018 Pulitani collaborava con la Fondazione Torino Musei torinese per l’esposizione, sempre a Palazzo Madama, di un altro ritratto cinquecentesco inedito dell’iconografia mariana, dispensatrice di grazie e soccorso alla popolazione romana, la Madonna di Scossacavalli, ammirato nella mostra Una ritrovata Madonna dalla Fabbrica di San Pietro.


La Madonna delle Partorienti rivolge il dolce sguardo materno ai fedeli, tiene in braccio il Bambino Gesù che benedice e dallo sguardo contemplativo a tutta l’umanità, e con l’altra mano tiene un nastro bianco che avvolge il corpicino nudo. Il pittore Antoniazzo si è probabilmente rifatto ad una popolare devozione del nastro, come suggerisce il curatore Zander, nastro che veniva posato attorno alla vita della Madonna per essere poi indossato dalle donne in gravidanza, che si affidavano a Lei per la protezione del nascituro. E sin dalla sua esposizione originaria attirò le visite di numerosi fedeli soprattutto di donne che portavano un figlio nel loro grembo.

fabbrica-di-san-pietro-in-vaticano-06-foto-mallio-falcioni
Madonna delle Partorienti dopo il recente restauro. Antoniazzo Romano, ultimo decennio del XV secolo © Fabrica di San Pietro in Vaticano F. Mallio Falcioni – riproduzione vietata


La Fabbrica di San Pietro, le cui origini risalgono agli inizi del XVI secolo con l’incarico del cantiere per la nuova Basilica, si occupa ancor oggi dell’amministrazione della Basilica Papale, dei beni e della conservazione e decoro dell’edificio, e il suo presidente, l’arciprete della Basilica Papale cardinale Mauro Gambetti lieto dell’iniziativa, in particolar modo perché «vi giunge – non per caso – nel mese mariano, per portare conforto in questo tempo di pandemia e speranza per giorni meno difficili e più sereni».

Una mostra che è possibile visitare fino al 20 luglio di quest’anno (per info: www.palazzomadamatorino.it; piazza Castello, Torino) un’iniziativa patrocinata dalla Fabbrica di San Pietro e dall’Arcidiocesi di Torino, che dopo il ritratto farà nuovamente ritorno nella Cappella della Madonna delle Partorienti nelle Sacre Grotte Pontificie.

redazione Bioetica News Torino