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Demenze e malattie renali, un’associazione possibile secondo uno studio epidemiologico del Karolinska Institutet

07 Maggio 2021


Con l’invecchiamento la persona deve prestare più attenzione, rispetto a prima, alla propria salute per mantenerla, quando è buona, il più possibile a lungo e per cercare, ove possibile, di non aggravare il quadro delle diverse comorbidità, condizione che si riscontra inevitabilmente con l’aumentata aspettativa di vita ultra ottogenaria, che nel tempo da cronico si trasforma poi in patologico grave. L’asse temporale che caratterizza l’età anziana oggi si è dilatato dalla classica terza alla quarta tappa di età, contrassegnata quest’ultima tendenzialmente dai 75 anni in poi dalla presenza dell’acuirsi della sofferenza legata ad una o più patologie.

Con il passare degli anni anche il processo cognitivo invecchia e si può incorrere nella demenza, data dall’insieme di malattie cronico degenerative che comportano nel tempo un declino delle capacità della persona come il peggioramento del deficit cognitivo, il disturbo del comportamento e il danno funzionale con la perdita dell’autonomia con diversi gradi di disabilità. Alle forme irreversibili, di tipo degenerativo, che sono quelle più numerose, come la conosciuta Alzeihmer o la demenza fronto-temporale o a corpi di Lewy, vi sono quelle reversibili che se curate le cause in modo adeguato e tempestivo dei disturbi a carico di altri organi, si può far regredire il deterioramento ritornando anche alla ripresa delle funzioni. Si stima una prevalenza del 5-7 % della demenza nelle persone ultra sessantenni.

Un ampio studio osservazionale svedese del Karolinska Institutet, mai finora condotto, che ha coinvolto 329.822 partecipanti di 65 anni di età e oltre senza storie di demenza o senza essere sottoposti a terapia di sostituzione renale tra il 2006 e il 2011, ha dimostrato come una ridotta funzionalità del rene possa costituire un fattore di rischio per la demenza così come lo è noto per la malattia cardiovascolare e il diabete. È stato pubblicato di recente sulla rivista Neurology in Kidney function kidney function decline and the risk of dementia in older adults: a registry-based study (on line 5 may 2021). Nel corso del follow-up di cinque anni i ricercatori Hong XU, Sara Garcia-Ptacek et al. hanno riscontrato quasi 19 mila casi di demenza, «tanto più era bassa la funzione renale tanto più alti erano i tassi di incidenza di demenza; ad un accelerato declino nella funzione renale nell’arco di un anno si è associata il conseguente aumentato rischio di demenza». Negli studi condotti su coorti minori finora l’associazione tra malattia renale e demenza ha fatto emergere dei risultati contrastanti, afferma la nota dell’Istituto svedese, sottolineando l’importanza dell’ampio studio.

Sono stati usati oltre ai dati di registri sanitari quelli del progetto Stockholm CREAtinine Measurements a cui hanno partecipato i residenti di Stoccolma sottoposti al test della creatinina tra il 2006 e il 2011. La creatina è una proteina presente nei muscoli e da essa si forma la creatinina, una scoria che passa nel circolo ematico per essere filtrata e depurata dai reni e rilasciata nelle urine. E il tasso di filtrazione glomerulare (eGFR) utilizza la creatinina combinata con altri fattori come l’età, il sesso, per calcolare la gravità dell’insufficienza renale. Un valore di eGFR di 90 ml/min o più è per i ricercatori di Stoccolma normale nella maggior parte delle persone in salute.

La demenza senile ricorre in prevalenza maggiore con l’aumentare dell’età, da una stima del 5% tra i 65 e i 74 anni al 20% tra i 75 e gli 84 anni al 50% oltre gli 85 anni, spiegano gli Autori della ricerca.

«Anche se non possiamo determinare la causalità con queste scoperte, la nostra analisi suggerisce che il 10 percento di casi di demenza potrebbe potenzialmente essere attribuito a malattia renale cronica», afferma la ricercatrice Hong Xu presso il dipartimento di neurobiologia, scienze della cura e società al Karolinska Institutet. Quanto emerso dalla ricerca possa contribuire, è il fine dello studio, allo sviluppo di strategie di monitoraggio e di screening per la demenza in persone affette da patologia renale e vice versa. La patologia renale è comune tra le persone più anziane.

redazione Bioetica News Torino