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Il richiamo alla responsabilità nella scuola ricordando la figura dell’educatrice e medico Maria Montessori Dal discorso del presidente Sergio Mattarella

31 Agosto 2020

Conoscenza e sviluppo integrale della personalità in un ambiente accogliente creato appositamente per favorire l’interesse di chi apprende e aiutarne la crescita sono gli elementi principali del metodo pedagogico Montessori, che prende il nome dalla sua ispiratrice Maria Montessori, diffuso dall’Italia agli inizi del Novecento nel mondo. A 150 anni dalla nascita, nelle Marche, a Chiaravalle il 31 agosto del 1870, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne dà un ricordo del tratto più caratterizzante di colei che seppe rinnovare il sistema educativo, che fu tra le prime donne a laurearsi in medicina e conseguì gli studi di neuropsichiatra:

Il suo “metodo” ha varcato le frontiere e, nel suo nome, tantissime educatrici ed educatori, ragazze e ragazzi, hanno conferito alla scuola un valore di crescita nella conoscenza che, accanto al sapere letterario e scientifico, abbia lo sguardo rivolto allo sviluppo integrale della personalità degli alunni.

Era una donna determinata: si diploma all’allora Regia Scuola Tecnica Michelangelo Buonarotti (ora Istituto Leonardo da Vinci) di Roma e non potendo iscriversi direttamente alla Facoltà di Medicina in quanto non proveniente dal liceo Classico si iscrive alla Facoltà di Scienze per poi proseguire gli studi di Medicina e laurearsi contro ogni aspettativa del padre che la avrebbe voluta vedere insegnante. Orientò successivamente i suoi studi in neuropsichiatria, colpita dalla salute dei bambini che vivevano nei quartieri più poveri della capitale romana, e dedicò le sue ricerche sui batteri e le malattie più frequenti nelle zone di maggiore povertà.

Fondatrice della prima “Casa dei bambini” nel 1907, una scuola di istruzione per i bambini del quartiere San Lorenzo di Roma, dopo il successo internazionale del suo metodo, Montessori fu costretta ad abbandonare l’Italia nel 1934 per il suo pensiero “rivoluzionario” e vide chiudere le scuole che adottavano il suo metodo sia in Italia che in Germania. Fece ritorno in Italia nel secondo dopoguerra trasferendosi poi nei Paesi Bassi. Muore in Olanda a Noordwijk nel 1952.

Mattarella accosta la sua biografia simbolicamente alle tante figure femminili che nell’ambito scolastico ed educativo  «continuano oggi a impegnarsi con la medesima passione».

E in questo tempo di pandemia da Covid-19 il presidente Mattarella vuol richiamare l’attenzione sulla comunità della scuola quale «risorsa decisiva per il futuro della comunità nazionale, proprio in quanto veicolo insostituibile di socialità per i bambini e i ragazzi: ne comprendiamo ancor più l’importanza dopo le chiusure imposte dalla pandemia. Esempi come quello di Maria Montessori esortano ad affrontare efficacemente le responsabilità di questo momento difficile.»

Lara RealeGiornalista ScientificaRedazione Web Arcidiocesi di Torino