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Il vaccino anti-influenzale nei bambini sani dai 6 mesi ai 6 anni è consigliato per la protezione di comunità, è efficace? Pareri favorevoli in linea con le raccomandazioni del Ministero e criticità

19 Settembre 2020

Pur rimanendo una questione ancora aperta su cui è divisa la comunità scientifica internazionale, il Ministero della Salute ha ritenuto di raccomandare il vaccino per i bambini sani dai 6 mesi ai 6 anni di età sulla base dei dati ad oggi disponibili in letteratura e citati nel documento del piano preventivo per la stagione antifluenzale 2020-2021 (4 giugno 2020) riguardo al ruolo di protezione della comunità ed efficacia pediatrica. Ridurrà la circolazione virale fra la popolazione adulta e anziana nel panorama attuale della diffusione da Sars-CoV-2. Il Ministero ne ribadisce l’importanza nella situazione emergenziale da Covid-19 in cui ci si trova ancora a vivere, a distanza di mesi, nel successivo documento, emesso pochi giorni fa, il 12 settembre, sulle strategie di organizzazione per la redistribuzione di dosi vaccinali dalle regioni alle farmacie per la carenza prevista presso quest’ultime. Raccomanda fortemente la vaccinazione a partire dai 60 anni di età (invece che dai 65) e ai bambini non a rischio, a partire dai sei mesi ai 6 anni.

Riporta alcuni dati oltre il territorio nazionale: è offerta in modo gratuito a bambini e adolescenti sani dalla sanità americana, canadese e britannica. Tra i paesi dell’Unione Europea viene loro offerta gratuitamente in Austria, Finlandia, Lettonia e Slovacchia, solo consigliata in Malta, Polonia e Slovenia e nei restanti raccomandata e offerta gratuitamente a partire dai 6 mesi di età solo ad alcune categorie a rischio.

Sul territorio italiano si sono espressi pareri favorevoli da alcune associazioni pediatriche, in sintonia con quanto scritto dal Ministero, alla vaccinazione a partire dai 6 mesi che alcune regioni già predispongono in modo gratuito in collaborazione con medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. La società pediatrica Sip presenta la campagna vaccinale antifluenza con un’intervista- video ai bambini che trasmettono il messaggio agli adulti sull’importanza di essere vaccinati. Il segretario nazionale Elena Bozzola dà due motivi alla luce dell’insufficienza di coperture nello scorso anno: il primo, «la sintomatologia da Covid-19 è sovrapponibile a quella influenzale e questo potrebbe comportare un sovraccarico del Sistema sanitario nazionale col rischio di farlo andare in affanno» e il secondo, «può esserci una coinfezione Covid-influenza col pericolo che la sintomatologia del bambino ammalato si aggravi».

Ne sollecitava l’inserimento all’obbligatorietà tra le categorie a rischio la federazione italiana dei medici pediatri (Fimp) attraverso il loro presidente Biasci nella discussione sulla gestione della fase 3 nella riapertura delle scuole nel maggio scorso: «Per un fatto epidemiologico: in tutte le statistiche annuali dell’ISS questa fascia di età risulta essere otto volte più colpita rispetto agli adultiI bambini rappresentano un serbatoio e molto spesso sono accuditi dai nonni quando sono malati perché i genitori vanno al lavoro. Il vaccino sarebbe una protezione in più anche per gli anziani, permetterebbe un minor accesso ai pronto soccorso e alle strutture di ricovero, maggior spazio e disponibilità di assistenza qualora avessimo una fase di ritorno dell’epidemia da Covid-19» (Sanitainformazione.it, 5 maggio 2020).

Dal portale del Bambino Gesù di Roma Guido Castelli Gattinara dell’Istituto per la Salute del Bambino e dell’Adolescente scrive che «l’efficacia del vaccino varia da stagione a stagione, perché ogni anno i virus influenzali che circolano sono diversi. Inoltre, dal momento in cui la formulazione del vaccino viene decisa fino alla distribuzione, i virus circolanti possono subire mutazioni che quindi non saranno contemplate dal vaccino disponibile. Proprio perché non è efficacissima, soprattutto nei confronti del virus influenzale A/H3N2, la vaccinazione può proteggere un altissimo numero di persone soltanto se tutti o quasi tutti si vaccinano». Spiega poi che «infatti ogni adulto o bambino vaccinato con successo ostacola la circolazione del virus e quindi protegge, indirettamente, anche tutti i non vaccinati e quelli in cui la vaccinazione non ha avuto successo. La vaccinazione è comunque molto efficace nel prevenire i ricoveri ospedalieri legati all’influenza».

Si coglie invece un parere contrario ad estendere a tutta la popolazione e anche a tutti i bambini l’invito di vaccinarsi contro l’influenza da parte di un gruppo di pediatri dell’Associazione culturale pediatri che ha scritto una lettera pubblicata ieri su quotidianosanità.it, intitolata Vaccino antinfluenzale a tutti i bambini? Pur essendo promotori delle vaccinazioni per la prevenzione delle malattie non ne comprende l’utilità come strumento di riconoscimento del Covid-19. In ambito pediatrico non riconosce alcuna utilità in una vaccinazione antifluenzale pediatrica universale per risolvere l’epidemia influenzale o avere un effetto gregge. Porta come esempio «la più recente revisione sistematica Cochrane del 2018 [che] segnala che è necessario vaccinare 5 bambini per avere 1 bambino senza influenza; se invece si vuole ragionare in termini di pratica di ambulatorio è necessario vaccinare almeno 12 bambini per avere un bambino senza sintomi influenzali. Due più recenti RCT, in cui è stato utilizzato il più recente vaccino quadrivalente, con circa 18mila bambini arruolati, indicano che è necessario vaccinare 19-20 bambini per averne 1 senza influenza.» Aggiunge che «l’effetto gregge nelle diverse collettività frequentate dai bambini (famiglia, scuola, comunità) sono molto scarsi oppure indicano nessun effetto del vaccino antinfluenzale.»
Conclude mettendo in luce la questione etica sulla obbligatorietà «per un vaccino che ha una scarsa efficacia» e sui« numerosi finanziamenti che le industrie del farmaco hanno offerto per la realizzazione di corsi di aggiornamento o congressi sul tema». Questi eventi – spiega – possono concretizzarsi in un conflitto di interesse per i medici che vi partecipano, anche se i finanziamenti sono “non condizionanti”; questo non è il miglior biglietto da visita per un medico che promuove le vaccinazioni.

Redazione Bioetica News Torino