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In Argentina passa la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza

31 Dicembre 2020

Anche in Senato, mercoledì 30 dicembre, a Buenos Aires è passata la discussione della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, dopo 12 ore di dibattito, dandone il via alla legalizzazione prevista entro la 14masettimana di gravidanza, quando la salute della donna è compromessa e in caso di stupro. In Argentina con 38 voti favorevoli e 29 contrari, 1 astenuto e 4 assenti, è ora legale nel Paese dell’America Latina, come per Uruguay, Cuba e Città del Messico.

La proposta di legge non era passata nel 2018 sotto la presidenza di Mauricio Macri. Il disegno di legge sull’aborto era invece campagna elettorale 2019 del presidente attuale Alberto Fernandez per « ridurre gli aborti clandestini, che mettono a rischio la vita delle donne – soprattutto coloro che non possono permettersi cliniche private dove l’interruzione di gravidanza è praticata in sicurezza», come riporta Euronews in Argentina: approvata la legge che autorizza l’aborto.

Voci contrapposte si sono innalzate esultanti e amareggiate nel paese dalla lunga tradizione cattolica romana. Continuerà a svolgere la sua missione “con fermezza e passione nella cura e al servizio della vita”, dichiara in una nota la Conferenza episcopale argentina (CNA, 30 dicembre 2020), delusa, ma anche preoccupata perché «questa legge che è stata votata segnerà ancora di più le divisioni nel nostro paese» e le priorità del paese sono invece «i ragazzi e le ragazze che vivono in povertà sempre più crescente di numero, quelli che abbandonano la scuola, la pandemia pressante della fame e della disoccupazione che ferisce molte famiglie, come pure la situazione drammatica dei pensionati che vedono i loro diritti violati ancora una volta». E conclude affermando che «noi siamo certi che la nostra gente continuerà sempre a scegliere per la vita e tutte le vite; e insieme continueremo a lavorare per le priorità autentiche che richiedono urgente attenzione nel nostro paese».

Papa Francesco aveva scritto un mese fa una lettera in risposta ad un gruppo di donne, mujeres de las villas che dal 2018 sono attiviste a Buenos Aires, soprattutto nei quartieri popolari, per difendere e tutelare la vita nascente laddove a giovani adolescenti l’aborto può essere visto come una facile soluzione dinanzi a gravidanze inattese, in cui sosteneva che «il problema dell’aborto non è una questione principalmente di religione, bensì di etica umana, prim’ancora che di qualsiasi confessione religiosa» e alla necessità di riflettere su due domande : «è bene porsi due domande: per risolvere un problema, è giusto eliminare una vita umana? Ed è giusto assumere un killer?».

Per il movimento femminista argentino il disegno di legge può segnare un varco in America Latina, dove la Chiesa cattolica ha a lungo dominato. Sostenitori citano cifre ufficiali lamentando che più di 3mila donne sono morte a causa di aborti clandestini nel paese dal 1983 e per Amnesty International si tratta di «un’ispirazione per altri paesi nella regione e nel mondo per avanzare nel riconoscimento di accedere all’aborto legale e sicuro», riporta AP in Bill legalizing abortion passed in pope’s native Argentina.

Il disegno di legge approvato prevede che l’aborto è nel programma medico obbligatorio (PMO) come prestazione medica di base, essenziale e gratuita entro la 14° settimana di gravidanza. Vi sono aggiornate le pene detentive per le violazioni dei tempi e dei motivi consentiti. Possono abortire le ragazze sotto i 13 anni con l’assistenza di almeno un genitore o un rappresentante legale, mentre tra i 13 e i 16 anni avranno bisogno di un’autorizzazione se la procedura compromette la loro salute. Oltre i 16 anni la decisione spetta in modo autonomo. C’è la possibilità di obiezione di coscienza e in tal caso sarà obbligatorio indirizzare il paziente ad un altro medico o struttura (da euronews.it, Approvata la legge che autorizza l’aborto).

(Aggiornamento 31 dicembre 2020)

Redazione Bioetica News Torino