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Inclusione della scuola in Italia: tra criticità e miglioramenti Il nuovo rapporto Istat sull'anno scolastico 2020-2021

12 Gennaio 2022

È uscita la nuova indagine dell’Istat in collaborazione con il Miur su come la scuola italiana è sul piano dell’inclusività delle persone con disabilità. Fa riferimento all’anno 2020-2021.

Aumenta il numero degli studenti con disabilità che frequentano la scuola. L’istituto statistico nazionale riporta dal Miur la presenza all’incirca 4mila studenti in più nel nuovo anno scolastico 2020-2021, registrando un 2% in più rispetto all’anno precedente. La notizia meno buona riguarda l’interazione con i coetanei a scuola che non si è potuta svolgere, come si sarebbe dovuto, con il protrarsi della didattica a distanza avviata durante l’emergenza pandemica. Tuttavia sul fronte dell’apprendimento hanno avuto nel 2021 la possibilità della frequenza in presenza, accompagnati dall’insegnante per il sostegno, durante le lezioni tenute da remoto.

Un anno scolastico che, se si guarda confrontando con la chiusura delle scuole nel 2019-2020, è andato migliorando offrendo periodi alternativi di presenza alla dad. Non sono però mancate le differenze fra tipi di scuola e fra regioni. Più attività in presenza per le scuole del primo ciclo e invece un maggiore ricorso alla dad nelle scuole del Sud Italia.

Il 41% si è potuto collegare al pari degli altri studenti coetanei con i docenti curriculari e per il sostegno mentre il 38% ha seguito un percorso personalizzato organizzato dalla scuola in presenza con un gruppo di compagni in presenza o collegati. Sono poco sviluppate le postazioni informatiche all’interno dell’aula che possono usufruire per seguire le lezioni insieme ai coetanei.


Non hanno potuto partecipare alla didattica a distanza soprattutto a causa della patologia, la sua gravità; ma continuano ad incidere le difficoltà economiche e organizzative della famiglia e poi anche la mancanza di strumenti tecnologici adeguati. Alcuni hanno invece riscontrato la mancanza di ausili didattici specifici. Le domande di strumenti tecnologici sono pervenute agli istituti scolastici più dagli alunni con disabilità, in particolar modo della scuola secondaria di II grado, raggiungendo richieste più elevate in Basilicata e in Calabria.

Se da un lato il numero degli insegnanti di sostegno è aumentato di circa 8 mila arrivando a 191mila circa, di cui 184mila nella scuola statale e 7 mila non statale, dall’altro è carente la specializzazione degli insegnanti per le aule con alunni con disabilità e in ritardo l’assegnazione dell’insegnante per il sostegno, ad esempio in Lombardia (29%) e in Liguria (34%). Pochi sono i docenti curricolari e per il sostegno che si sono preparati a modelli di inclusività partecipando a corsi di formazione appropriati, rispettivamente il 24 per cento i primi e il 28 per cento i secondi.

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Tavola 2. Insegnanti per il sostegno selezionati dalle liste curricolari per regioni a.a. 2020-2021. Fonte: Istat Report 2021 inclusione scolastica 2020-2021
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Tavola 3. Insegnanti per il sostegno non ancora assegnati alla data del 10 ottobre 2020, aa 2020-2021. Fonte: Istat Report 2021 inclusione scolastica 2020-2021

La presenza degli assistenti che affiancano gli insegnanti per il sostegno è bassa ed eterogenea nel territorio con un rapporto alunno/assistente pari a 4,6. Il loro compito è di facilitare l’interazione comunicativa e stimolare lo sviluppo delle abilità di autonomia. Mentre in Molise e in Campania si rilevano 9 e 15 alunni con disabilità per ogni assistente, in Lombardia e Marche si è avuto un rapporto più basso pari a 3,2 la prima e 2,9 la seconda. La lingua dei segni è conosciuta solo dal 4%.

Non sono superate le barriere architettoniche: le più diffuse (45%) l’assenza di un ascensore o adeguato per il trasporto di persone con disabilità, la mancanza di servo scala interno (29%), i bagni a norma (24,4%). Solo una scuola su tre risulta accessibile per gli alunni con disabilità motoria. Poche sono le scuole che all’interno hanno provveduto a percorsi tattili o segnalazioni visive per facilitare l’orientamento di studenti ciechi ipovedenti o con sordità o ipoacusia.

redazione Bioetica News Torino