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Le insonnie: aspetti psicofisiologici e terapeutici All'Accademia di Medicina di Torino

L’Accademia di Medicina di Torino organizza l’incontro aperto al pubblico con Alessandro Cicolin, responsabile del Centro di Riferimento Regionale per i Disturbi del Sonno dell’Ospedale Molinette di Torino e Luigi Ferini-Strambi, Professore Ordinario di Neurologia e Direttore del Centro di Medicina del Sonno all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Introduce il dr. Roberto Mutani, professore emerito di Neurologia e socio dell’Accademia.

SEDE: Accademia di Medicina di Torino, via Po 18, Torino

IN PRESENZA: fino ad esaurimento posti presso la sede torinese prenotandosi a accademia.medicina@unito.it, richiesto green pass e autocertificazione dello stato di salute
IN DIRETTA STREAMING: collegandosi direttamente tramite la piattaforma WEBEX: clicca per l’incontro, se richiesta la password è Seduta.

Qualche cenno con i relatori sull’insonnia:

L’insonnia rappresenta il più diffuso disturbo del sonno ed è caratterizzata dalla presenza di sintomi notturni come difficoltà di addormentamento e di mantenere il sonno, e diurni quali fatica, depressione del tono dell’umore, malessere generale, difficoltà cognitive. Il prof. Cicolin spiega che «l’insonnia non solo riduce la qualità di vita dei pazienti affetti, ma è anche associata ad un aumento dei problemi medici, di consumo di risorse sanitarie, assenteismo e ridotta produttività».

Quali sono i progressi in questo campo? Il prof. Cicolin spiega che gli sviluppi più recenti nel comprendere la fisiopatologia dell’insonnia hanno significativamente modificato l’approccio terapeutico sia dal punto di vista farmacologico che psicologico.

Quando è necessario curare un disturbo del sonno? «Prima di instaurare un trattamento per l’insonnia sia fondamentale un inquadramento diagnostico preciso. Questo è importante, ad esempio, per le situazioni dove il quadro insonnia è collegato ad un disturbo depressivo o ad una sindrome alle gambe senza riposo» spiega il prof. Luigi Ferini-Strambi.

Secondo le linee guida internazionali, il trattamento di prima scelta per l’insonnia – prosegue il prof Ferini-Strambi – è quello della terapia cognitivo-comportamentale. Sicuramente una terapia efficace, ma non facilmente accessibile, poiché sono pochi i centri in Italia dove viene effettuata. Pensando al trattamento farmacologico, ci sono diverse opzioni. La regola fondamentale è di evitare farmaci a lunga emivita e di utilizzare le minime dosi necessarie. Oltre agli ipnotici benzodiazepici (come triazolam e brotizolam) e agli Z-drugs (come zolpidem ed eszopiclone), saranno presto disponibili composti con un nuovo meccanismo d’azione: gli antagonisti dell’orexina, un neurotrasmettitore coinvolto nel favorire lo stato di veglia.    

07 Aprile 2022
Fino al 07 Aprile 2022
Alle ore 17.30
Incontro scientifico aperto al pubblico dell'Accademia di Medicina di Torino
Torino e on line tramite piattaforma webex
Partecipazione gratuita

Info:

Accademia di Medicina di Torino
tel. 011 6709607 ( 9.30 – 15.30)
accademia.medicina@unito.it
www.accademiadimedicina.unito.it .


redazione Bioetica News Torino