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Molinette di Torino, trapiantologia: una vita donata anche con il Sars Cov-2

18 Dicembre 2020

Il donare una vita passa anche e nonostante la diffusione del virus Sars-CoV-2. La Sicilia e il Piemonte sono state le prime regioni a mettere in pratica le indicazioni del ministero della Salute per trapianti di organi salvavita, risalenti al primo dicembre, in tema di trapiantologia di poter offrire oltre che da donatori Sars CoV-2 negativi da donatori deceduti con Covid-19 cuore o fegato a riceventi positivi al virus o con anamnesi positiva pregressa, che si trovano in gravi condizioni di salute, o alle persone in lista di attesa di trapianto di rene che sono già state contagiate dal Covid, all’interno di uno studio sperimentale. Naturalmente la procedura va considerata caso per caso, mantenendo il contatto con il Centro nazionale Trapianti e ascoltando il parere della second opinion infettivologa e con un monitoraggio post-trapianto.

Nella scorsa settimana ci è giunta la notizia di uno tra i primi trapianti di fegato su una giovane paziente con tumore primitivo del fegato e già affetta da Covid-19 il cui organo è stato prelevato da un donatore positivo al nuovo coronavirus. L’intervento era stato effettuato all’Irccs Ismett di Palermo con la collaborazione di aziende sanitarie siciliane. Trascorsi i 28 giorni dall’infezione virale e guarita la giovane ha potuto essere nuovamente in lista di attesa. È stata dimessa per il giorno dell’Immacolata , l’8 dicembre, con esito negativo al Covid-19.

Dal Nord Italia, dalle Molinette di Torino arriva oggi una narrazione simile e altrettanto gioiosa ma con una novità. Un uomo, sessantenne, affetto da cirrosi complicata da neoplasia epatica primitiva, che era in lista di attesa per il fegato. Aveva contratto il virus Sars-CoV-2 rilevato dal tampone nasofaringeo, venne sottoposto a isolamento domiciliare. Dopo i 21 giorni risultò ancora positivo al virus ma la sua patologia tumorale iniziava ad aggravarsi. Poi al 10 di dicembre mentre era guarito dal Covid e il dosaggio ematico degli anticorpi neutralizzanti anti-Sars-CoV-2 si mostrava elevato le fu proposto la possibilità dell’intervento ricevendo l’organo da una donatrice Covid positiva.
Si è verificato un evento straordinario doppio. La sala operatoria è stata appositamente allestita anti-Covid dalla squadra dell’Anestesia di Rianimazione diretta da Roberto Balagna perché alla prova del tampone il paziente presentava alcune tracce del virus, in attesa del chirurgo Renato Romagnoli e della sua equipé. Il signore verrà presto trasferito dal reparto di rianimazione Covid 1 all’area semintensiva chirurgica del Centro Trapianto di Fegato.

Questa mattina, nell’ultimo giorno del Forum Risk Management sul sistema sanitario nazionale, iniziato martedì 15, si è parlato di trapianti, dalla legge 91/99 sui trapianti alla gestione delle liste di attesa alla tutela dei cittadini nel percorso donazioni e trapianti e di volontà espressa alla donazione, di anonimato e di comunicazione al pubblico.


Redazione Bioetica News Torino